Se chiudi gli occhi


Intervista a Lisa Romano, regista del film "Se chiudi gli occhi" premiato al Festival di Annecy
mercoledì 15 ottobre 2008, di Donatella Guarino - 807 letture

Bionda, solare, con un sorriso autentico. Così è Lisa Romano, cineasta siracusana che da anni vive a Roma. Là si è laureata (in Lettere, discipline dello spettacolo, ndr), e lavora. Ha svolto un’intensa attività di aiuto regia (nel campo cinematografico e documentaristico) collaborando sia a film italiani (Rosa Funzeca, Un difetto di famiglia ecc.) sia stranieri (Casino Royale, Casanova ecc.). Il suo primo lavoro è stato un reportage dal titolo “Le dive di Angelo Frontoni”. Per il teatro ha curato la regia di uno spettacolo tratto dal libro “Le città invisibili” di Italo Calvino, all’interno della Tonnara di Marzamemi (borgo marinaro a sud di Siracusa, ndr). Dopo un corto che risale al 2004, oggi ha esordito con un lungometraggio “Se chiudi gli occhi” con Giovanna Di Rauso e Anna Foglietta, che ha ricevuto Il Gran premio della Giuria al Festival di Annecy. In attesa di vedere il film abbiamo intanto chiacchierato con lei...

- Come ti è venuto in mente di fare la regista?

Non credo che sia una cosa che viene in mente all’improvviso. E’ un percorso di vita…Mi sono laureata con una tesi in Storia e critica del Cinema e quando ho finito l’Università ho pensato che volevo stare sui set perché il momento della creazione fattiva è quello che mi ha sempre affascinato di più. Così ho cominciato a fare l’assistente volontaria fino a diventare negli anni aiuto regia. Col tempo ho maturato esperienze, ho acquisito sicurezze… insomma poi sembra quasi che le cose vengano da sé.

- Il 2004 è l’anno del tuo corto,che ho avuto la fortuna di vedere al Festival del Cinema di Taormina…

Sì, si tratta di “Non ci sarebbe niente da fare” girato con Pier Francesco Favino e Mehmet Günsür.

- Ora con la tua opera prima “Se chiudi gli occhi” hai esordito alla grande…Il film ha ottenuto l’interesse Culturale Nazionale del MBAC, ed è stato premiato al festival di Annecy. Domanda ovvia, ma te la voglio fare lo stesso: come ti senti?

Felice di avere avuto il primo riconoscimento. Non solo per me, ma per tutte le persone che hanno creduto al progetto e contribuito a realizzarlo. Ho dedicato il premio a tutti loro, perché un film si fa insieme.

- Quanto conta nel tuo film - e nella storia che racconti - il fatto che tu abbia scelto come set la città di Siracusa?

Ho immaginato sin dall’inizio la storia nei luoghi della mia città…Un po’ perché la amo tantissimo e la conosco così bene che mi sono sentita a mio agio pensandola, e un po’ perché non è stata molto sfruttata come set, a differenza di altre città siciliane…W Siracusa!

- Qual è la cosa che ti emoziona di più del tuo lavoro?

Se lavori con passione le emozioni sono tante. Ma la cosa più bella è la creazione. Tante idee passano nella mente, poi succede che ad una ci credi veramente. Resta lì in gestazione e ogni giorno prende forma, finché quel granello non diventa una storia. Ed a quel punto il più grande desiderio è farla nascere e quando finalmente diventa un film è tuo figlio. L’hai partorito da un piccolo germe ed ora sta lì, immutabile nel tempo.

- Parlami della colonna sonora. Un film è raccontato anche attraverso la musica.

La protagonista fa la cantante di un gruppo musicale, quindi è naturale che la musica abbia un ruolo importante; inoltre, io personalmente adoro i film impregnati di musica. Credo che Roy Paci e Grazia Negro abbiano fatto un gran bel lavoro, entrando con la musica dentro l’humus del film. Gli sono molto grata per questo.

- So che c’è anche un brano inedito…

Si intitola “Senza tempo”; è un inedito del film cantato da Giovanna di Rauso. E’ stato il più bel regalo che potessi ricevere. Da Roy e da Grazia. Quando è arrivato il cd con il brano ero sul set. A pausa pranzo l’ho ascoltato in cuffia e mentre lo sentivo i brividi percorrevano il mio corpo. Era perfetto. La musica mi portava lontano e le parole erano la sintesi di ciò che stavo raccontando.

- E adesso ( a parte interviste e cose simili) che cosa stai facendo?

Per il momento preferisco non parlarne. Ho un nuovo progetto ma è ancora troppo presto per dire altro.

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