"Se chiudi gli occhi" di Lisa Romano apre la rassegna "Avamposto Maniace"


Recensione del film “Se chiudi gli occhi”, già premiato al festival di Annecy col Grand Prix Annecy Cinèma Italien
lunedì 7 settembre 2009, di Donatella Guarino - 459 letture

Ha aperto la rassegna siracusana “Avamposto Maniace” - dedicata al nuovo cinema italiano - il film di Lisa Romano (uscito nel 2008) “Se chiudi gli occhi”, già premiato al festival di Annecy col Grand Prix Annecy Cinèma Italien.

La Romano, che ha scritto la bella sceneggiatura, ha pensato (e poi diretto) questo film nella sua città. E Siracusa è la scenografia naturale di tutta la pellicola. Il mare, i colori del cielo, gli odori, le strade…

La capacità narrativa della regista (attraverso l’io narrante di Veronica) srotola – a poco a poco – una storia avvincente, per niente banale. Moderna, impegnata. La vita precaria, il traffico illecito di organi, il cinese, il turco, la russa, la siciliana…

Questi sono gli ingredienti di “Se chiudi gli occhi”, “commedia gialla” (come ha precisato la stessa cineasta presente ieri sera alla proiezione), dove con semplicità si alternano e giocano sentimenti e paure, certezze e disorientamenti, curiosità e voglia di osare…

Parole, musica (corposa, invadente quanto basta, a firma di Roy Paci), preghiere brevi ma frequenti a Santa Lucia, alludono a un “mestiere di vivere” che le due amiche protagoniste del film, Veronica e Sara, - pure con molta fatica - stanno imparando. Il travestimento finale di Veronica è un gioco pericoloso al quale si accostano con lucida consapevolezza, con feroce disinvoltura.

“Ma cosa era successo” è la domanda che si fanno le due amiche, incredule, alla fine del film (ma all’inizio della loro nuova vita).

C’è qua e là un frammento di magia, di elemento surreale…Le colonne sfocate del Duomo, le donne vestite di nero…Il lato oscuro e misterioso della vita che anche se esiste non è facile svelare…

Se chiudi gli occhi cosa succede? Chiudere gli occhi è un modo per allontanarsi dalla realtà, o di guardarsi dentro, di darsi tempo, di darsi coraggio, o di sognare e di osare. Di volare con un corpo “libero, leggero, felice”. Il cinema indipendente è anche questo, ci dà questo…

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