Scuse a go go

Ci si scusa per tutto e, intanto, si salva un gentiluomo come Azzollini
di Adriano Todaro - martedì 4 agosto 2015 - 1706 letture

Debbo chiedere scusa. Ormai lo fanno tutti, a livello nazionale e internazionale. E’ un nuovo sport. Sì, chiedo scusa anch’io perché lo ha fatto anche Walter Palmer che di mestiere cava i denti e per hobby spara e uccide il leone Cecil in Zimbabwe.

Io, che invece non cavo i denti e non uccido leoni, chiedo scusa ad Idem, intesa Josefa, ex ministra di Nipotino Pallido la quale si era fatta assumere dal marito poco prima di diventare assessora al Comune di Ravenna. I contributi, in questo modo li pagavano i cittadini. Questa sua furbata gli era costato il posto di ministro ed aveva guadagnato un rinvio a giudizio per truffa aggravata.

Ricordo che avevo scritto cose durissime su di lei per i contributi presi indebitamente per otto mesi. Lei si era scusata con gli italiani ed ora io mi scuso con lei. In realtà, se guardate bene, questa delle scuse è cosa ingegnosa. Uno, chessò, ruba e subito si scusa. Un altro picchia come un tamburo il marocchino che voleva vendergli un paio di occhiali e poi si scusa. Le scuse sono sempre accettate, come politicamente corrette. Lo fanno i parlamentari, le conduttrici Tv e anche il mio salumiere quando lucra sul peso del prosciutto. Potete anche mazzolare per bene moglie e suocera e poi chiedere scusa.

Una delle ultime scuse è stata pronunciata da una ex giovane del Pd, Debora (senz’acca) Serracchiani, che di mestiere ne fa due: è, nientepopodimenoche, vice segretaria del Pd e presidente regionale. Come sapete il prode e gentile senatore Antonio Azzollini è stato salvato dai suoi sodali senatori e non finirà ai domiciliari. Era quello che voleva pisciare in bocca alle suore ma soprattutto quello del crac da 500 milioni della casa di cura della Divina Provvidenza. La Provvidenza, in pratica, si era un momentino distratta e zac 500 milioni in meno. Il Pd ha fatto un triplo salto carpiato e ha votato contro gli arresti dopo aver dichiarato a destra e a destra che era per l’arresto. Era sceso in campo addirittura un ex turco romano come il presidente del partito Orfini che aveva tuonato: “Mi pare inevitabile votare per l’arresto”.

Tutto a posto, allora? Eh no! Luigi Zanda, brillante quanto superfluo capogruppo, ha lasciato ai suoi senatori libertà di coscienza sul voto. Che è un bel e macerato gesto. E poi ad averla la coscienza che è un po’ come la nebbia di Milano che, secondo Totò, c’è ma non si vede. E la coscienza ha ordinato di votare contro gli arresti.

Applausi da parte della coscienza, del Pd, di Fronte Alta, del nuovo Denis Alato e inquisiti vari.

La cosiddetta sinistra della destra o quelli di sghimbescio, tipo Cuperlo, per l’ennesima volta hanno chiesto una verifica. Forse volevano verificare se effettivamente l’Azzollini era riuscito a pisciare in bocca alle suore che è impresa obiettivamente complicata. E, in questa ridda di dichiarazioni, ecco che spunta quella senza acca che dichiara: “Abbiamo sbagliato, dobbiamo chiedere scusa”. Ohibò!

Intanto Azzollini riceve gli abbracci da parte di tutti. La vice segretaria del Pd parla di scuse e tutto torna come prima. E io voglio tornare alla Idem perché l’ho trattata male tanto più che il suo segretario, e nostro Presidente mai eletto, ha compiuto la stessa furbata della Idem, anzi ha fatto idem con patate, e si becca, così, un fine rapporto di lavoro di 48 mila euro senza mai aver lavorato. Ma ecco che incombono i Pm comunisti che vogliono sequestrargli i soldi. Non so come finirà la vicenda ma la soluzione potrebbe essere quella di tenersi i soldi e chiedere scusa ai toscani.

Sarebbe una cosa, con i tempi che corrono, normale. E a proposito di normalità, la Madonna dei Boschi Fioriti, in modo soave fa un ritratto di Matteuccio molto umano per il magazine del Corriere, il settimanale Sette. Afferma con tenerezza la Madonna: “Il premier è un italiano normale…”. Beh, insomma. Proprio normale non direi anche perché, a parte i 48 mila euro, bisogna ricordare alla Boschi Fioriti che da vicino nessuno è normale. Neppure lei.


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