"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
martedì 5 febbraio 2008, di Eleonora Girotti - 1281 letture
Federico Moccia firma la regia di “scusa ma ti chiamo amore”.
Il film, uscito nelle sale italiane da poco più di una settimana, ha incassato più di 4.000.000 di euro e racconta la storia d’amore di un trentasettenne, pubblicitario di mestiere e bellissimo d’aspetto (interpretato da Raul Bova) e di una diciannovenne, affascinante e inesauribile (interpretata dall’esordiente Michela Quattrociocche).
Una storia attuale, un amore senza età, tra amicizie, giovani ragazze che sognano l’amore, bravate adolescenziali, uomini in crisi di mezza età, tra tradimenti e carriere.
Una diatriba senza tempo, quella tra chi pensa che l’amore non abbia età e chi pensa che non ci possa essere storia tra persone che hanno tre generazioni di differenza.
Un film semplice, realista, ma con un finale forse troppo positivo per piacere alle numerose critiche che l’hanno definito un film diseducativo e senza sostanza.
In un Italia, che è in basso a tutte le classifiche europee per la vendita di libri e giornali, non è scontato rilevare che tantissimi giovani aspettino una nuova storia, un nuovo libro e, sopratutto, che quel libro non è di autori impegnati o critici, ma è di Federico Moccia, un autore che con le sue storie "leggere", ha fatto tornare ai giovani la voglia di leggere e, di sognare (cosa che era riuscita fin’ora solo all’autrice di harry potter).
Il "caso moccia" come molti lo definiscono è solo la facciata di un desiderio, quello dei giovani, di sognare liberamente, di raccontarsi o ancora più semplicemente, di vivere.
Federico Moccia è nato a Roma nel 1963.
Lavora come sceneggiatore per il cinema e come autore di testi per programmi televisivi, è l’autore “tre metri sopra al cielo”, “ho voglia di te” e “scusa ma ti chiamo amore”.

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Ci sono 6 contributi al forum.
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"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
5 febbraio 2008, di : Antonella D’amico
A parte l’assurda e poco consistente storia, io non parlerei molto di "libro diseducativo", anche perchè sappiamo bene quanti libri parlano e hanno sempre parlato (capolavori intendo, non "robetta") di amori impossibili, assurdi, illeciti.. basti pensare a "lolita" di Nabokov o ad "un amore" di Buzzati.. forse sono questi i libri che consiglierei ai miei figli.. almeno in ogni riga troverebbero la poesia, la sensibilità e la sottigliezza del capolavoro!non mi glorierei tanto che la società giovanile si stia aprendo alla letteratura, è come se ci gloriassimo di avere tutti la possibilità di vedere la tv e stessimo solo a guardare maria de filippi!!non posso fare altro che essere contenta di essermi interessata a letture ben diverse.. che hanno lasciato un segno nella mia anima, che mi hanno aiutata a crescere mentre il resto andava da un’altra parte o tornava indietro! altro che leggere e ammirare i soliti stereotipi (proprio quelli da cui si dovrebbe sfuggire), gli stupendi attori e soprattutto un Moccia che più che scrittore è miracolato:il frutto di una società che ha perso il senso dell’arte e del gusto mentre gli scrittori di talento rimangono ai confini.. capisco il volersi distrare con qualcosa di più leggero (meglio Topolino) ma l’elogio no!quello no! che fare? io non comprerò i libri e non vedrò i film!almeno non mi sento responsabile di aver finanziato questa cultura della "non cultura"! fine dello sfogo!
"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
5 febbraio 2008
Grazie per il tuo importante contributo Antonella, sono in parte d’accordo con te, ma credo anche che non bisogna sottovalutare il perchè di tanto seguito.
"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
5 febbraio 2008, di : Antonella D’amico
se fossi una scrittrice spererei di non essere amata da tutti.. l’arte, da che mondo è mondo, è per pochi!
"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
14 febbraio 2008, di : mari
Concordo con Antonella definirlo scrittore, è assurdo, io direi più " furbetto pervertito"...che un pò perchè evidentemente gli piace un pò perchè ha capito che vende, continua a indugiare laidamente su storie di ragazzini...con questa ha raggiunto il limite...e preciso: è la storia di un 37enne con una 17enne, 19 sono gli anni reali dell’attrice, nel film ne ha 17....il che scusate ma è pedofilia....ma continuiamo così, rallegriamoci e mandiamo i nostri figli a vederlo....qui la libertà e la voglia di amore senza tempo non centrano nulla...qui c’è una pessima rappresentazione della parte più malata della società di oggi..quella di uomini troppo vanesi e privi di valori per costruire qualcosa e che continuano a giocare...che alla voglia di costruire non dico una famiglia, ma almeno dei rapporti che maturino e si arricchiscono con gli anni,hanno sostituito vuote relazioni con bambine truccate come dei clawn ....prima le donne erano sempre come delle bambine, niente esperienze ( si sposavano illibate perfino!!)niente opinioni politiche, o di altro tipo, spesso niente lavoro, e l’uomo era il loro punto di riferimento...ora le donne hanno delle opinioni e questo invece di stimolare spaventa...invidio l’illimitata capacità degli uomini di bastarsi...e di continuare più di noi donne ad aver voglia sempre di giocar con le bambole senza fare mai davvero....
ma non chiamiamola cultura....
"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
14 febbraio 2008, di : Un moccioso
Francesco, amico mio, basta con il cinema! Dalla Lupa in poi ti vedo sempre più scioccato (neologismo maccheronico).
"Scusa ma ti chiamo amore" e il "caso Moccia"
15 luglio 2009, di : Matteo
Ho visto il film dal primo all’ultimo minuto e posso dire, mettendo da parte il mio odio per Moccia, che è la peggior manifestazione di smiellato romanticismo e di falsi ideali che si possa trovare. Film diversi, non eccelsi ma almeno più coinvolgenti, come Cemento Armato e Notturno Bus, vengono sottovalutati e considerati "spazzatura" mentre ogni anno ci rincoglioniscono con le commediucce romantiche. Il fatto che un film del genere abbia incassato 13 milioni lascia capire che gli imbecilli esistono, e sono molto superiori sul piano numerico. Perché qualche giovane regista esordiente non tira fuori le palle e fà qualcosa di diverso? No. Tutti devono raccontare la stessa storia: l’amore impossibile e ostacolato da tutti che però in qualche modo finisce con uno smiellato e patetico lieto fine. Manca solo la voce narrante e che tira giù un bel "e vissero per sempre felici e contenti".
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