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Scuola, rinnovo CCNL aumento salariale ed elemento perequativo: la farsa annunciata

USB ha sempre sostenuto l’assoluta inadeguatezza degli “aumenti” a fronte di nove anni di blocco salariale e di un sostanzioso incremento di impegni, attività e responsabilità.
di Redazione Lavoro - mercoledì 10 ottobre 2018 - 941 letture

Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca è avvenuto solo pochi mesi fa. L’arrivo dei miserabili aumenti e arretrati è passato inevitabilmente sotto silenzio, visto che molti non si sono neanche accorti di un cambiamento nella busta paga! Chi se n’è accorto ha nicchiato, con il conforto dei firmatari, distinti in velocisti (cgil-cisl-uil) e ritardatari (gilda e snals): "meglio pochi che niente" è il mantra proferito da qualche collega.

USB ha sempre sostenuto l’assoluta inadeguatezza degli “aumenti” a fronte di nove anni di blocco salariale e di un sostanzioso incremento di impegni, attività e responsabilità. Abbiamo sin da subito denunciato la natura beffarda del cosiddetto “elemento perequativo”, quella mancetta fuori busta di pochi, pochissimi euro, finalizzata ad evitare che l’altra mancetta, il “bonus Renzi” da 80 euro, venisse eliminato per i lavoratori della PA e, quindi, anche della scuola. Si tratta di un importo variabile dai 19 ai 3 euro mensili per le fasce più basse di anzianità, come finanziata solamente fino a dicembre 2018.

In questi giorni il dibattito sul DEF è in primo piano. Il documento non prevede neanche un accenno alla scuola e ai suoi lavoratori e mentre aspettiamo la riconvocazione del tavolo per il rinnovo del contratto in scadenza, sappiamo che quei pochi soldi verranno sottratti, visto che il governo non ha rifinanziato l’elemento perequativo.

Adesso gridano tutti allo scandalo. Ci limitiamo a ricordare chi ha contribuito e consentito che si determinasse tutto questo, collaborando con il precedente governo:

CGIL, CISL, UIL con firma immediata ed esultante, Gilda e Snals con firma successiva dopo il rinnovo della RSU.

Invitiamo gli iscritti a queste sigle a chiedere loro conto e ragione della firma e a dissociarsi da chi, negli ultimi decenni, ha collaborato con i governi di ogni colore a smantellare la scuola pubblica statale, a mortificare e demonizzare i lavoratori della Scuola e di tutto il Pubblico Impiego, ad affamarli con accordi sempre più al ribasso pur di mantenere saldi i propri privilegi.

Invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione nazionale del 20 ottobre a Roma, una manifestazione per rivendicare il ruolo centrale dello Stato in tutti i settori fondamentali, a partire dalla Scuola, per la nazionalizzazione dei servizi essenziali e strategici, per la reinternalizzazione dei lavoratori, per la giusta valorizzazione dei lavoratori.

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