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"Non vendo schede per il parcheggio. Solo libri vendo..."

di callettino - venerdì 19 ottobre 2007 - 4170 letture


- Buongiorno. Che c’ha le schede per il parcheggio?
- No, solo libri vendo.
- Libri?!
- Libri. - Michele La Spina guarda l’avventore che si allontana incarognito: mano alla fronte, angoli della bocca all’ingiù: in una smorfia significativa, come a dire: cose de’ pazzi, libri vende!... Un altro cliente.
- Mi dia una scheda per il parcheggio.
- Non vendo schede per il parcheggio. Solo libri vendo.
- Ah libri… Ma non sa dove li vendono le schede?
- Al tabaccaio, penso.
- E dove si trova un tabaccaio?
- Non so, da qualche parte, penso.
- Ma lei oltre a pensare, niente sa? - Michele La Spina, il libraio, evita di rispondere. Mi guarda, e sul suo viso espressivo è tutto un programma. Appena quello si allontana, mi fa.
- Lo sta vedendo cosa mi devo sopportare?
- Che vuole – faccio io – ognuno ha la sua croce.
- No, - fa lui - ma per farle vedere che per giunta vogliono conto e soddisfazione. E guai se gli fai capire che stanno infastidendo con le loro domande. Come se io fossi obbligato a rispondergli!
- Che vuole – faccio io – i catanesi sono fatti così: hanno qualcosa in testa e pretendono che il mondo intero ne sia a conoscenza.
- Cosa intende dire?
- Quel tal cliente, per esempio, aveva in testa di comprare le schede per il parcheggio. Lei non poteva non sapere dove si vendono le schede per il parcheggio. Avrebbe preferito qualsiasi altra risposta, non quella che gli ha dato. Un tabaccaio a Catania tutti lo conoscono. Se l’è legata al dito: ritornerà a rompere le palle.
- Spero proprio che lei si sbagli. - Un altro cliente.
- Mi dà la “Sicilia”, per favore?
- Non vendo giornali.
- Che vuol dire non vende giornali?
- Che questa non è una rivendita di giornali, libri vendo.
- Libri?!
- Libri.
- Ha sentito? – fa quello rivolto a me che sto esaminando qualche libro.
- Ho sentito – faccio io rivolto a lui.
- Ma perché scusi, per lei è normale che un baraccone come questo venda libri e non giornali?
- Non vedo cosa ci sia da meravigliarsi.
- Ma questa è un’edicola, suvvia.
- …E quindi secondo lei in una edicola non si può vendere libri, ma solo giornali!
- Perché non è logico?
- Non so, prima dovrei capire cosa è logico per lei. Guarda me, poi guarda Michele La Spina, infine gira uno sguardo paro paro all’edicola. Poi con un mezzo sorriso fa:
- Ma da dove scendete voi due? Dal continente?
- No, siamo catanesi come lei, presumo. – Faccio io.
- E vendete libri!
- No, solo lui li vende. Io sono un cliente.
- E compra libri qui!
- Per l’appunto: qui.
- Perché non va in una libreria?
- Ah guardi, mi sono ricordato dove può comprare le schede per il parcheggio. A 500 metri, dopo il semaforo, sulla destra, c’è il tabaccaio. Là le schede le trova di certo.
- Ecco, finalmente una risposta sensata – fa lui, e se ne va bestemmiando. Michele la Spina non fa commenti. Dal suo buco tira fuori il violino e si mette a suonare. Le solite note, che io digerisco a fatica. Ma gli voglio bene. Sopporto. Una macchina si ferma sul bordo del marciapiede. Popi popi, fa con quel minchia di clacson, il tipo che nemmeno si vede alla guida.
- Che cazzo vuole quello ora! – faccio io.
- Non le piace? – mi domanda Michele, mostrandosi sorpreso. Crede mi sia rivolto a lui.
- No, dicevo a quel coglione con la macchina. Michele La Spina smette di suonare. Lo vedo illuminarsi in volto.
- Oh, ma è una donna – fa. Mi volto. Dal sedile lato guida la donna si sporge, per farsi vedere almeno la testa.
- Per favore, una scheda per il parcheggio! – grida la testa rossa.
- Non vendo schede per il parcheggio.
- Non sento. Aspetti che scendo.- Scende dalla macchina, si avvicina di qualche metro. E’ rossa con la coscia lunga.
- Ho detto che non vendo schede per il parcheggio – dice Michele accompagnando un “la” col violino.
- Ah, non ne vende… Mano sul mento, la rossa si guarda attorno. Guarda l’edicola, tocca qualche libro, sfoglia una copertina. Ritorna su Michele La Spina che pare incantato. Gli fa:
- Ma che vende allora?
- Libri, non lo vede.
- Libri?!
- Libri.
- Strano.
- Strano che cosa?
- Che lei venda libri invece delle schede per il parcheggio.
- Se lo dice lei che è strano…
- A proposito, mi saprebbe indicare dove vendono le schede?


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