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Scompare Giuseppe Gatì, il giovane che contestò Vittorio Sgarbi

“Vivere a Campobello di Licata è dura, durissima – scriveva sul proprio sito personale – ma la Sicilia non è bella, è bellissima e voglio lottare per far sì che questa vituperata terra possa rinascere”. Un articolo di Gianluca Ricupati.

di Redazione - martedì 3 febbraio 2009 - 4338 letture

Aveva scelto di restare nella sua bella, ma inquinata terra, per la quale aveva sempre lottato. “Vivere a Campobello di Licata è dura, durissima – scriveva sul proprio sito personale – ma la Sicilia non è bella, è bellissima e voglio lottare per far sì che questa vituperata terra possa rinascere”. Uno dei quei rari fiori che il nostro paese non poteva permettersi di perdere è scomparso. Giuseppe Gatì l’Italia l’aveva conosciuto per quel coraggioso atto di contestazione nei confronti di Vittorio Sgarbi, impegnato a presentare il suo ultimo libro presso la Biblioteca comunale "La Rocca" di Agrigento lo scorso 29 dicembre.

L’ultimo giorno di gennaio è stato anche il suo ultimo giorno di una onesta e valorosa vita. Ucciso da un filo scoperto della corrente elettrica di un’azienda agricola nella quale si era recato per conto del padre, titolare di un’impresa di latticini: l’ultima morte bianca di una striscia che ogni giorno, a fronte di regolamentazioni scadenti e disattese, purtroppo si fa sempre più lunga.

I suoi amici lo ricordano come “un ragazzo onesto, con saldi principi volti alla legalità e alla giustizia”. Un eroe per tanti giovani, un eroe che “aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti concittadini, affinché si ribellassero contro questa società sporca e meschina”. Sul finire del 2008, aveva accusato davanti ad un folto pubblico l’attuale sindaco di Salemi, per la verità più agente pubblicitario del proprio libro che primo cittadino della cittadina trapanese, di aver attaccato ingiustamente il giudice Giancarlo Caselli, di aver sporcato l’immagine dell’attività del pool antimafia e di aver difeso uomini del calibro di Calogero Mannino e Giulio Andreotti. Aveva subito i maltrattamenti delle forze dell’ordine, perché, scrisse sul proprio sito, gli agenti gli spiegarono di essersi messo “contro uno che era stato onorevole e ministro”. Un affronto imperdonabile. Era stato criticato, denigrato, apprezzato e applaudito. Aveva osato troppo, a parer di molti, definendo Sgarbi pregiudicato perché condannato in via definitiva per truffa allo Stato. Ma, scrivono i suoi amici, “aveva soltanto smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando”.

Il dolore pervade la famiglia, i suoi cari, le giovani realtà che in lui si erano identificate. L’associazione “Familiari Vittime della Mafia” porta il lutto al braccio per la scomparsa di questo compagno di battaglie e di lotta per un mondo libero dalla collusione politica e dal servilismo.

Il ricordo di Giuseppe, unito alla memoria dei suoi modelli “Falcone, Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato, Pippo Fava, Beppe Alfano e tutti coloro hanno dato la vita per ridare dignità alla Sicilia e ai Siciliani”, potrà portare ad abbattere un sistema come quello siciliano, colorato di mafia, clientelismo, collusione e corruzione a causa dell’azione criminale di determinate persone, disoneste e vigliacche?

“E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci.” (Giuseppe Gatì)


L’articolo di Gianluca Ricupati è stato pubblicato il 2 febbraio 2009 su AgoraVox


DAL BLOG DI GIUSEPPE GATI’ http://www.lamiaterraladifendo.it/

PRECISAZIONI

3 Gennaio 2009

Prima di scrivere questo post, voglio ringraziare tutti coloro mi sono stati vicini in questi giorni. Centinaia di messaggi di incoraggiamento. E non parlo di sole parole, ma di telefonate, abbracci, addirittura inviti ad accettare donazioni di denaro per aiutare il blog. Un grazie particolare va a Sonia Alfano e Nalya, per non avermi lasciato solo un attimo. Grazie, grazie a tutti. Vi sono delle cose che in questi giorni ho letto tra gli innumerevoli commenti e che vorrei analizzare.

Innanzitutto mi si “accusa” di essere il figlio del coordinatore locale del PD.Vero, verissimo, e allora?? Mio padre ed io siamo due cose distinte e separate, ognuno con le sue idee, ognuno ragiona con la propria testa e le azioni di uno non sono correlate a quello dell’altro.

Inoltre mi accusano anche di non aver mai criticato qualcuno diciamo di “sinistra”. Come se ogni volta che si contesta qualcuno, ci voglia sempre una contro-contestazione per riequilibrare il tutto. Ma la voglio prendere per buona, anche se forse chi mi accusa di questo, non ha visto i post precedenti di questo blog dove si critica duramente Walter Veltroni. Poi se un giorno dovesse anche passare da queste parti, avro’ due paroline da dire anche a lui naturalmente.

Vorrei precisare che la contestazione è stata fatta in primis all’uomo Vittorio Sgarbi, a quello che ha fatto; lo avrei contestato qualsiasi fosse stato il suo schieramento.

Per me, non c’è nessuna differenza tra Berlusconi e Veltroni, tra il PD e il PDL. Non mi riconosco affatto in questa attuale classe politica. La ragazza che ha fatto il video non è la mia ragazza (ma guarda un po che razza di precisazioni mi tocca fare),e quindi non è venuta per “obbligo”, ma perche’ credeva in quel che faceva; le urla che si sentono alla fine sono le sue, è stata infatti aggredita da qualcuno . Invece di portestare cosi vivacemente avrei dovuto sedermi al tavolo con i presenti? Forse è meglio ricordare chi c’era accanto al pregiudicato Sgarbi.

Il sindaco di Agrigento Zambuto, il giorno prima presiede e plaude l’inpresa di Moncada,re delle pale eoliche e il giorno dopo sta insieme a Sgarbi il suo nemico giurato numero uno. Senza dimenticare la sua coerenza. Zambuto è il primo in Italia, (un’altro primato) proposto e appoggiato dal centro-sinistra e dopo ”miracolato” e passato con il centro-destra e la sua politica che proprio ad Agrigento ha portato al dissesto economico e morale la città (detto da lui in campagna elettorale).

Lelio Castaldo, giornalista. Da ricordare la sua “simpaticissima” scenetta con Toto’ Cuffaro, dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo e condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ecco, io a questa gente qui, non stringerei nemmeno la mano, altro che fare un dibattito. Ho solo fatto il mio dovere di cittadino, informare chi stava li, di avere davanti un pregiudicato.


Il comunicato di AIAB.Sicilia

Grave lutto

Con profondo dolore vogliamo parteciparvi il nostro sgomento per la morte prematura di Giuseppe Gatì, il giovane figlio di Giacomo Gatì, il produttore di formaggi di capra girgentana che dagli esordi della Fera bio è stato un pezzo di noi.

Ci permettiamo di farvi partecipi del nostro dolore perché ci sentiamo parte di una grande famiglia che unisce produttori e consumatori.

A fera bio

Vi lasciamo con le sue parole:

“E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci.

QUESTA E’ LA MIA TERRA ED IO LA DIFENDO E TU?”


- Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Scompare Giuseppe Gatì, il giovane che contestò Vittorio Sgarbi
3 febbraio 2009, di : Vincenzo Moscuzza |||||| Sito Web: LA SICILIA NON PUO’ PERMETTERSI...

Un pensiero al caro Giacomo e a suo figlio Giuseppe che hanno rappresentato e rappresentano il Bello e il Buono che la Sicilia sa ancora esprimere. Un abbraccio di cuore a te Giuseppe che , pur avendoti conosciuto soltanto una volta a casa tua in campagna,col tuo impegno vedo che hai seguito le orme dell’amico Giacomo,Siciliano vero, di cui eri prezioso figlio.LA SICILIA NON PUò PERMETTERSI DI PERDERE PERSONE COME TE!! Vincenzo Moscuzza - Noto SR
    Scompare Giuseppe Gatì, il giovane che contestò Vittorio Sgarbi
    6 febbraio 2009, di : micio

    Requiem per un amico fiati Giancarlo Parisi e Stefano Spoto 0re 11,30

    dedicato a Giuseppe Gatì

    “E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci. QUESTA E’ LA MIA TERRA ED IO LA DIFENDO E TU?

    Presso la “ a fera bio” mercatino equobiolocale a Catania, ogni seconda domenica del mese

    DOMENICA 8 febbraio 2009

    dalle ore 9,30 alle 14

    Parco dell’Istituto Tecnico Agrario F. Eredia Catania, via del Bosco