L’Usb chiama il popolo dei lavoratori in piazza: ieri, 11 marzo, oltre 50 mila hanno invaso le strade di Roma, mentre circa 1 milione e 200 mila hanno aderito allo sciopero. Un resoconto della giornata (fonte www.usb.it)
sabato 12 marzo 2011, di Redazione - 681 letture
Una straordinaria adesione che testimonia la rabbia del mondo del lavoro e del non lavoro". - dichiara Pierpaolo Leonardi dell’Esecutivo USB - "Sono stati decine di migliaia i lavoratori, le donne, i precari, i migranti, i senza reddito, i cassintegrati, i senza casa, che hanno bloccato completamente il centro della capitale arrivando, nonostante i divieti, fin sotto le fineste del Senato".
"UNIAMO LE LOTTE, METTIAMOLI IN CRISI" così lo striscione che apriva il corteo, dietro cui hanno sfilato insieme le maestre d’asilo con gli operai Fiat, gli autoferrotranvieri di tutta Italia con i lavoratori socialmente utili, gli insegnanti con i lavoratori del trasporto aereo, i lavoratori pubblici e i disoccupati; - prosegue Leonardi - la richiesta della piazza è di un profondo cambiamento di politica economica, proprio mentre a Bruxelles si riuniva l’Eurogruppo per decidere nuovi e pesanti provvedimenti contro i lavoratori e i cittadini europei".
"Siamo stati il ’convitato di pietra’ e da oggi le mobilitazioni avranno anche come obiettivo proprio le politiche antipopolari dell’Unione Europea; questa bella giornata di mobilitazioni ci conferma quanto abbiamo scritto nei manifesti dello sciopero: ’bentornata, lotta di classe’." conclude Leonardi.
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