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Sciopero P.A. 19 giugno: dal lavoro pubblico un duro monito a Renzi

Manifestazioni regionali organizzate in occasione dello sciopero generale del lavoro pubblico, indetto dall’Usb per l’intera giornata di oggi.
di Redazione Lavoro - giovedì 19 giugno 2014 - 2057 letture

Chiusi in tutta Italia centinaia di uffici e servizi pubblici, musei, siti turistici. A Roma circa 5.000 manifestanti hanno raggiunto in corteo il ministero della Funzione Pubblica. Oltre mille a Milano, a piedi e in biciletta, hanno fatto tappa nei punti nevralgici della città – dalla Croce Rossa alla sede dell’Expò – bloccando la stazione ferroviaria Cadorna. Circa mille anche a Bologna, dove ha sfilato “la Rabbia Giusta” dei lavoratori; altrettanti in corteo a Napoli, confluiti poi sotto la Prefettura. A Bari è stato allestito il “treno della protesta”, che in un tour immaginario tra “i ruderi dello stato sociale”, ha raggiunto diversi edifici pubblici (Inps, Inail, Rai, Presidenza della Regione). A Catanzaro, occupati gli uffici del dipartimento Controlli Amministrativi della Regione Calabria. Affollate manifestazioni anche a Venezia, con corteo nelle calli presso la sede della Regione Veneto, ed a Torino, Firenze, Genova, Palermo, Cagliari.

Dai Vigili del Fuoco agli Enti locali, dai Ministeri, al Fisco alla Scuola; operatori della Sanità accanto a quelli dell’Inps e della Ricerca, con una consistenze rappresentanza dell’Istituto Superiore di Sanità recentemente commissariato: tanti i lavoratori pubblici di tutti i comparti, scesi in piazza contro la “riforma” Renzi della Pubblica Amministrazione, che distrugge i diritti, i servizi pubblici e il welfare. Eccezionale anche la risposta dei lavoratori delle società controllate dagli enti locali: dall’igiene ambientale, agli autoferrotranvieri, all’energia; i Lavoratori Socialmente Utili, gli esternalizzati, i dipendenti delle ditte appaltatrici.

La fortissima presenza in piazza dei precari dimostra come questi abbiano ben compreso che, al di là dei proclami, la “riforma” apre concrete prospettive di licenziamento senza nessuna possibilità di stabilizzazione. Si tratta di migliaia di lavoratori e lavoratrici in carne e ossa – una realtà ben diversa dalle e-mail sbandierate dal ministro Madia - che dicono No a una P.A. ridotta a sportello per le imprese e concretamente rivendicano lo sblocco economico immediato dei contratti pubblici, buona occupazione, lavoro stabile, reinternalizzazione dei servizi, investimenti nella P.A. per rilanciare il welfare. Che chiedono anche democrazia nei luoghi di lavoro, e respingono al mittente la demagogia con cui si vogliono distruggere decenni di diritti e conquiste sindacali.

Una giornata di lotta che lancia un duro monito al governo Renzi e costruisce un ponte con la prossima mobilitazione del 28 giugno, la manifestazione nazionale a Roma che aprirà il “Controsemestre europeo” per rompere la gabbia dell’UE.

BOLOGNA. OLTRE MILLE LAVORATORI IN CORTEO IN RISPOSTA ALLA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Alla riforma della pubblica amministrazione del governo e al suo carico di pesantissimi tagli ai servizi, ai posti di lavoro e alle condizioni di vita dei pubblici dipendenti, oggi a Bologna ha risposto una manifestazione di oltre mille lavoratori in sciopero del settore pubblico, dei Vigili del Fuoco, delle società municipalizzate e dei servizi esternalizzati in appalto.La protesta è iniziata con un presidio in piazza Roosevelt davanti alla Prefettura, da cui è poi partito un corteo molto vivace che si è snodato per le vie cittadine.Giunti in Piazza Maggiore, le lavoratrici e i lavoratori dei servizi educativi e scolastici comunali hanno invaso il cortile di Palazzo d’Accursio per protestare contro il progetto di affidare i servizi ad un’istituzione e hanno inveito contro i rappresentanti delle forze politiche che sostengono questo assurdo progetto.Altri momenti forti di protesta si sono svolti al passaggio del corteo sotto la sede della Provincia, dove parte dei lavoratori verranno trasferiti in modo coatto, specie a ciò che resta del ministero di giustizia, mentre tanti altri rischiano la perdita del posto di lavoro.I lavoratori della scuola hanno poi sostato sotto le finestre dell’Ufficio Scolastico per inveire contro la cronica e progressiva carenza di organici, l’aumento insostenibile dei carichi di lavoro e lo sfruttamento strutturale del precariato.La manifestazione si è conclusa in Piazza XX Settembre con un comizio che ha visto gli interventi di rappresentanti di diversi settori coinvolti dalla protesta, tra i quali i Vigili del Fuoco verso i quali continuano ad essere destinati esclusivamente precarietà e riduzione di diritti e organici.Le prime notizie sull’adesione allo sciopero ci dicono di molti poliambulatori nei quali hanno funzionato solo i servizi minimi, molti nidi e scuole dell’infanzia comunale chiusi e diversi uffici con adesioni al 100%.La manifestazione di Bologna è stata una delle decine che oggi hanno invaso tutti i capoluoghi del paese. Di fronte al messaggio unificato che vorrebbe convincere gli italiani che tagliare lo stato sociale, privatizzare i servizi e licenziare i lavoratori li renderà felici, i lavoratori pubblici, delle società municipalizzate e dei servizi esternalizzati hanno mandato un segnale forte e chiaro di opposizione alle politiche di smantellamento della pubblica amministrazione attuate dal governo e riproposte sul nostro territorio da un’amministrazione comunale che persegue la dismissione dei servizi pubblici rivolti in particolar modo ai ceti popolari.Le mobilitazioni proseguiranno nei prossimi giorni a livello locale, a partire dalla difesa dei servizi educativi e scolastici comunali, e nazionale con la manifestazione del 28 giugno a Roma che darà il via al contro semestre europeo, organizzato per fermare le politiche di austerità dell’Unione Europea.

A Milano giornata di lotta. Boccata la stazione di Cadorna
 Centinaia di Biciclette in giro per la città per dire BASTA!
 "BASTA al blocco dei contratti che ormai va avanti dal 2009; BASTA ai processi di precarizzazione del rapporto di lavoro nella Pubblica Amministrazione. E’ una situazione intollerabile e indegna di un paese civile, nel quale i soldi stanziati per la sanità finiscono nelle tasche dei faccendieri del malaffare e, per far quadrare i conti, la salute dei cittadini viene affidata a operatori sanitari con contratti precari, pagati pochi spiccioli" sono e parole di Riccardo Germani dell’Esecutivo regionale di Pubblico Impiego, tra gli organizzatori della Biciclettata di Protesta che ha visto militanti dell’organizzazione USB toccare i luoghi cittadini simbolo dei problemi della Pubblica Amministrazione. "Dopo l’occupazione del Pirellone dello scorso 14 maggio era necessario dare un altro segnale forte ai cittadini e alla politica sui temi del salario e dell’occupazione; e, a proposito di MOBILITA’, abbiamo deciso di occupare i binari della Stazione Ferroviaria di Cadorna, bloccando la circolazione dei treni per circa un’ora, per gridare forte il nostro BASTA anche alle procedure di mobilità obbligatoria per i lavoratori pubblici, introdotte con la recente riforma della P.A. scritta dal Governo Renzi. Ormai i lavoratori pubblici sono diventati il capro espiatorio, quelli che stanno pagando per tutti e più di tutti. Peccato che, malgrado i sacrifici richiesti ai lavoratori e ai cittadini, non si riesca a mettere fine ai processi di corruzione a carico della classe politica che è la vera voragine economica del paese e prima ragione della crisi, visto che tra corruzione ed evasione il prezzo pagato dal paese è di circa 400 mld l’anno" Il Corteo ha quindi raggiunto il Gate dell’EXPO in Piazza Cordusio, "autentico esempio di spreco di denaro pubblico, visto che dietro l’aspetto pomposo e mastodontico, si nasconde una sorta di bazar delle cianfrusaglie (cinesi?) assolutamente indegno di rappresentare quella eccellenza italiana che -a detta di tutti- è uno dei valori fondanti della rassegna mondiale" Chiusura in Corso Monforte presso il palazzo della Prefettura dove un altro gruppo di manifestanti teneva un presidio dal mattino. Qui si è tenuto un incontro con un delegato del Prefetto al quale i dirigenti dell’Unione sindacale di Base hanno esposto le ragioni della protesta in questa giornata di sciopero generale.

NAPOLI. SUCCESSO PER LO SCIOPERO DEL PUBBLICO IMPIEGO MANIFESTAZIONE E CORTEO PER LE VIE PRINCIPALI DELLA CITTÀ’
 Oltre mille lavoratori in piazza a NAPOLI contro la riforma della P. A. e la spending review. Il corteo organizzato dall’Unione Sindacale di Base è partito puntuale, alle 10:30, da Piazza Mancini. Numerose le organizzazioni che hanno aderito, in particolare AS.I.A. CASA, SLL, Movimento Disoccupati di Casoria, l’Associazione Immigrati di Napoli. Folta la rappresentanza dei VVFF e degli ex LSU che vengono sfruttati e sempre più precarizzati nelle scuole della regione Campania. Oltre mille i lavoratori che hanno attraversato le vie centrali della città partenopea fino a raggiungere la Prefettura presso Piazza del Plebiscito. Qui alcuni dei responsabili sindacali hanno preso la parola spiegando le ragioni dello sciopero. Una delegazione ha poi incontrato il Prefetto per portare al rappresentante territoriale del Governo le ragioni dello sciopero. La riforma della Pubblica Amministrazione attuata dal Governo Renzi non ha tra le priorità il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, anzi esaspera una situazione già insostenibile. L’istituzionalizzazione del precariato, una mobilità “selvaggia” e migliaia di esuberi sono le reali conseguenze che i lavoratori dovranno subire. Al contrario di quanto affermato dal Ministro Madia, poi, nel DEF 2014 si legge chiaramente che la parte economica dei contratti resterà bloccata fino al 2020. La privatizzazione dei servizi, inoltre, continua a servire gli interessi delle imprese piuttosto che quelli dei cittadini. Lo sciopero di oggi, dunque, si è fatto espressione del malcontento dei lavoratori pubblici rispetto a queste problematiche che Renzi e il suo Governo sembrano ignorare. Da Napoli i lavoratori pubblici della Campania lanciano un duro monito a Renzi.

CATANZARO. SCIOPERO DEL PUBBLICO IMPIEGO CON INIZIATIVA
 Lo sciopero nazionale dall’USB pubblico impiego, ha visto protagonista anche la Calabria. A Catanzaro, infatti, un centinaio di lavoratori aderenti al sindacato USB, si è dato appuntamento per dare vita ad un presidio itinerante con volantinaggio. Lavoratori pubblici, Vigili del Fuoco, precari hanno incontrato i cittadini e sono entrati negli uffici, parlando con i lavoratori che non hanno scioperato, spiegando il perché di una protesta che in tutta Italia mette al centro del dibattito il rinnovo dei contratti, bloccati addirittura per ben 11 anni e le assunzioni dei precari nelle pubbliche amministrazioni. Da anni gli attacchi indiscriminati ed ingiustificati ai lavoratori pubblici preludono alla volontà di privatizzare la pubblica amministrazione, cosicché l’accesso ai servizi non sarà più per tutti i cittadini, ma soltanto per i pochi che potranno pagarseli. Il falso buonismo di propaganda (gli 80 euro per pochi, fatti passare come un regalo, laddove sono, in realtà soldi pagati dai lavoratori stessi con i mancati rinnovi contrattuali), mirano a far passare una falsa riforma della P.A. che nasconde, in realtà demansionamenti, mobilità obbligatoria, tagli ai servizi, licenziamento dei precari, blocco fino al 2020 del contratto economico, attacco alla democrazia sindacale nei luoghi di lavoro Ma con l’adesione allo sciopero che, secondo i primi dati, anche in Calabria è stata alta, la USB ha dimostrato che c’è chi dice no: NO al blocco dei contratti; NO allo smantellamento della P.A.; NO alla criminalizzazione dei dipendenti pubblici; NO all’emarginazione dei precari. A Catanzaro l’iniziativa, a cui ha aderito anche il collettivo Autonomo Totem, è culminata sotto gli Uffici regionali del Dipartimento Controlli, che sta tenendo bloccati, da oltre due anni, i soldi della produttività dei dipendenti della Regione Calabria, soldi che si riferiscono a lavori svolti ben due anni fa e che, in momenti di crisi come questo, sono fondamentali per consentire alle famiglie di tirare avanti. Qualche momento di tensione si è verificato quando i lavoratori sono entrati con le bandiere dell’USB occupando gli uffici e chiedendo di parlare con la Dirigente Sarlo; in sua assenza hanno parlato con una dirigente che ha assicurato che entro due giorni i provvedimenti saranno pronti. La USB ha preso atto di ciò, smobilitando il presidio e dichiarando che vigilerà affinché gli impegni vengano rispettati e convocando sin d’ora i lavoratori regionali a tenersi pronti, in caso contrario, per una nuova iniziativa presso lo stesso ufficio.

BARI. IL TRENO DELLA PROTESTA ATTRAVERSO I RUDERI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
 Oggi in occasione dello sciopero generale del Pubblico Impiego, l’USB Puglia ha organizzato una protesta itinerante attraverso i luoghi simbolo della distruzione dello stato sociale messa in atto dai sadici meccanismi del nuovo Governo Renzi. Partendo da Piazza Prefettura la manifestazione si è diretta verso la sede dell’INPS, quella dell’INAIL, il Palazzo del Presidente della Regione, la sede regionale della Rai per poi ritornare dinanzi al Palazzo di Città, dando vita ad animati presidi con volantinaggio e speakeraggio. Numerosi Lavoratori e Cittadini uniti nella lotta hanno condiviso l’iniziativa e gettato le basi per la prossima tappa ... quella del 28 giugno 2014, giorno della mobilitazione generale per l’avvio del Controsemestre Europeo.

GENOVA. 19 GIUGNO SCIOPERO PUBBLICO IMPIEGO, LAVORATORI IN PIAZZA
 "SE RENZI E’ LA RISPOSTA ALLORA LA DOMANDA E’ SBAGLIATA ". Dietro questo striscione in occasione, dello sciopero nazionale indetto da USB , lavoratori del Pubblico Impiego, delle partecipate, delle cooperative e dei servizi in appalto hanno manifestato oggi a Genova con un corteo che ha attraversato le vie del centro cittadino per raggiungere la sede della Regione in Piazza De Ferrari. Hanno sfilato in corteo i lavoratori della Sanità accanto ai precari delle agenzie interinali; folta la rappresentanza di parastatali di Inps e Inail, dei lavoratori delle Agenzie fiscali e dei Ministeri. Nel corteo anche lavoratori di Provincia, Comune di Genova , Regione e dei Vigili del Fuoco, categorie particolarmente colpite da tagli e ridimensionamenti. Presenti anche delegazioni di lavoratori di La Spezia, Savona e Imperia, e delle aziende partecipate genovesi. Al termine del corteo numerosi interventi di lavoratori di vari settori che hanno efficacemente denunciato la grave situazione dei servizi pubblici e la preoccupazione per l’ennesimo attacco al loro salario e ai loro diritti. La lotta dei lavoratori della Liguria contro le manovre antipopolari del governo Renzi e dei suoi mandanti europei proseguirà nei prossimi mesi a partire dalla partecipazione alla manifestazione nazionale di Roma di sabato 28 Giugno in occasione dell’avvio del semestre di presidenza italiana della UE.

POTENZA. Sciopero del 19 Giugno: USB incontra il Presidente della Regione Nell’ambito più generale dello sciopero che ha interessato tutte le categorie impegnate a diverso titolo nella Pubblica Amministrazione, insieme ad una delegazione di lavoratori LSU e di lavoratori forestali impegnati nella riqualificazione del verde urbano, sono stati ricevuti dal Presidente Pittella e dal Direttore Generale della Giunta,Vito Marsico. Nel corso dell’incontro è stato risolto il problema del pagamento delle competenze arretrate per i lavoratori forestali, si è avuta assicurazione che i progetti per il 2014 saranno avviati entro una decina di giorni e sopratutto che si va verso una unificazione della platea regionale dei soggetti che a vario titolo sono impegnati nella forestazione (dai lavoratori delle “Vie Blu” agli LSU del Pollino, ai lavoratori impegnati nella salvaguardia delle biodiversità) come da tempo sta chiedendo anche la nostra O.S.. In merito al problema degli LSU il Presidente e il dottor Marsico si sono impegnati a provvedere in tempi brevissimi alla formulazione di una proposta sui criteri per la formazione della graduatoria regionale dei Lavoratori Socialmente Utili, cui gli Enti locali della Regione,anche non utilizzatori, devono attingere per le assunzioni relative alle aree A e B e che possono rappresentare una prima risposta alla necessità di arrivare ,dopo quasi 20 anni ,ad una vera stabilizzazione. E’ stato confermato l’impegno della Regione relativamente alla prosecuzione dei progetti e al superamento degli eventuali problemi che potessero sorgere con gli Enti. Rispetto ad un progetto di assunzione da parte della Regione ,come ipotizzato in passato per gli LSU che non trovavano capienza all’interno degli enti di appartenenza, ci è stato risposto che, per il momento, non può esservi disponibilità. Con l’avv. Marsico è stato sollevato il problema dei corsi di formazione organizzati per gli ex LSU ATA che hanno , previsto ,per alcuni lavoratori, lo spostamento di oltre centro km. Abbiamo chiesto che si svolgano nei centri di collocamento di riferimento. Siamo ora in attesa di ricevere un positivo riscontro da parte dell’Ente organizzatore, interpellato dal direttore Generale.


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