Sei all'interno di >> :.: Culture | Cinema - Visioni |

School of Rock


Certi bambini sono abituati a crescere troppo in fretta, dei piccoli adulti con un’agenda piena di impegni, ma senza il tempo di poter giocare o di scoprire e coltivare i loro talenti.
martedì 15 settembre 2009, di Fabrizio Cirnigliaro - 217 letture

School of Rock è una commedia del 2003, diretta da Richard Linklater. La pellicola racconta la storia di Dewey (Jack Black), un ragazzo disoccupato che dedica tutto il suo tempo a suonare la chitarra: il suo grande desiderio è di diventare una Rockstar. Condivide l’appartamento con l’amico Ned (Mike White), insegnante precario in attesa di una cattedra fissa. Dewey ha difficoltà a pagare l’affitto e non si fa scrupoli a prendere il posto del coinquilino, chiamato dalla Scuola per una supplenza, il tutto all’oscuro dell’amico. Dewey scopre casualmente che alcuni ragazzi hanno un vero talento musicale, li coinvolge allora in un “progetto musicale“, formando quindi un gruppo rock. L’orario scolastico prevederà lo studio di un’unica materia, il Rock, sia nella teoria che nella pratica. Le prove musicali si svolgono in classe, i ragazzi metteranno in piedi anche un impianto di videosorveglianza, per evitare di essere colti in fragrante dalla severa e frustrata preside (Joan Cusack). Lo scopo di Dewey è di partecipare alla battaglia delle Rock band, vuole vincere a tutti i costi.

Un grande interpretazione di Jack Black, per un film divertente che allo stesso tempo fa riflettere. I bambini della scuola, nonostante abbiano solo 10 anni, sono abituati a comportarsi come degli adulti. Cresciuti un po’ troppo in fretta, resteranno stupefatti dai metodi di Dewey. Non essere giudicati con dei voti, non dover alzare la mano ogni volta che si vuole prendere la parola, sono tutte cose a cui i ragazzi non sono abituati. Certi bambini sono abituati a crescere troppo in fretta, dei piccoli adulti con un’agenda piena di impegni, ma senza il tempo di poter giocare o di scoprire e coltivare i loro talenti.

Dewey al contrario invece è un adulto che vuole rimanere bambino, nonostante l’età continua a sognare ad occhi aperti, non ha nessuna voglia di prendersi delle responsabilità. La sua sola occupazione è di “servire la società con il Rock”. Crede ancora che il Rock non sia morto, che grazie ad esso si possa ancora lottare contro il “sistema” anche se pensa che “ il potente ha corrotto anche la musica con una cosina di nome MTV!!!!!" Apostrofa infatti i componenti della sua vecchia band con queste parole: “”Siete andati. Pensate solo a come farcela. Vi dimenticate solo una cosina. La musica”.

Una colonna sonora che include, fra gli altri, pezzi degli AC/DC (l’uniforme indossata da Dewey durante la performance live è una chiaro omaggio al gruppo), Ramones, The Doors, Queen e Led Zeppelin. Il Rock potrebbe davvero essere una materia introdotta nelle scuole? Oppure studiare i miti del Rock darebbe definitivamente ragione a chi sostiene da anni che il Rock è morto? Nel frattempo un altro anno scolastico sta iniziando in Italia, l’ennesima riforma scolastica sta per stravolgere irrimediabilmente l’equilibrio”precario” della scuola italiana, e forse anche il destino di migliaia di insegnanti, eterni precari.

Linklater realizza una commedia per ragazzini perfetta, riuscendo a far divertire sia i più piccoli che i più grandi, grazie a quella magia che solo la “settima arte” riesce a regalarci, quando nella sale di un cinema o in un salotto davanti la Tv, vedendo il film in compagnia di bambini, trainati dalle loro risate inutilmente cerchiamo di trattenere il sorriso. Citando Dewey “Lascia che le risate dei bambini ci ricordino come eravamo".

Quelli che non sanno fare, insegnano e quelli che non sanno insegnare, insegnano ginnastica.” Dewey

Dio del rock, grazie per questa occasione per spaccare siamo i tuoi umili servitori ti prego dacci il potere di mozzar loro il fiato con il nostro energetico rock. Nel tuo nome preghiamo. Amen. Dewey

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.