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Schizzi&Ghiribizzi n. 63 - ’’Perle&Pirlate’’ su referendum

di Franco Novembrini - mercoledì 23 settembre 2020 - 497 letture

Innanzitutto bisognerebbe fare una ’’Enciclopedia delle bischerate’’, in dialetto toscano o ’’Pirlate’’ in quello milanese sulle prese di posizione con le relative giustificazioni, spesso abbinate ai repentini cambiamenti delle proprietà dei giornali e della passione improvvisa dei padroni del vapore per la carta stampata, in forte crisi di vendite e di credibilità. Forse una parte di questa improvvisa passione sono i 750 miliardi, dei quali circa la metà a fondo perduto, strappati come nessuno aveva mai fatto prima di questo governo all’Europa. Intendo dire che finalmente abbiamo visto ministri che si sono presentati alla UE senza cappello in mano e con il pappagallino che estraeva i biglietti della fortuna, accontentandosi di qualsiasi elemosina.

Ottenuta l’ingente somma i vari Romeo, Elkann, De Benedetti, Caltagirone ed altri hanno capito che sarebbe bastato far cadere il governo e avrebbero potuto trattare con i soliti amici ed amici degli amici che tanto hanno storicamente fatto per loro e le loro imprese di auto di pessima fattura e di palazzinari disposti a tutto. In quest’ultimo anno si è visto un numero crescente di improbabili difensori della Costituzione fra i quali alcuni che si distinsero instaurando nelle loro fabbriche reparti lager e primeggiando nel vilipendere la Carta con le mille forme di ricatto verso i lavoratori. La manovalanza per questa operazione la si è vista all’opera in questi mesi e meno male che con le nuove tecnologie si è potuti accedere ad articoli ed articolesse scritte magari solo pochi mesi prima che asserivano il contrario di quanto scritto ieri.

Piero Sansonetti sul Riformista, editore Romeo, palazzinaro: ’’Chi ha scritto la Costituzione? Un gruppo di ex galeotti. Marco Travaglio giustamente sottolinea le condanne ricevute da molti socialisti del No. Ma c’è di peggio: moltissimi autori della Carta erano avanzi di galera. E - non sbagli mai - erano anche socialisti’’. Compagni ed amici dell’ANPI che ne dite. Questi erano i fiancheggiatori del No. Niente da dire?

Marco Da Milano, nominato dagli Elkann direttore de l’Espresso, comprato da pochi mesi e immediatamente ridotto ombra di quello che fu. Il buon Marco contro i 5Stelle lo è sempre stato e con questo suo astio ha giustificato il suo voto, No chiaramente, ma con una certa voglia di votare Sì se non fosse appunto per i pentastellati che la nuova proprietà proprio non li vuole nemmeno in fotografia fino dai tempi in cui Grillo liaccusava di vendere macchine di discutibile fattura. Lunedi verso le 16 quando ormai il No era chiaramente in testa e molti cittadini, sopra il 53%, era andata a votare smentendo chi come lui sperava nella paura del Covid, alla maratona tv di Mentana, sbiancato ed un poco in imbarazzo, con una uscita che pareva una entrata, ha affermato senza ombra di sembrare ridicolo, cito a memoria, che una parte di colpa era dovuta alla domanda secca della scheda elettorale che chiedeva un Sì o un No, senza alternative.

Certo al suo modo di ragionare sarebbe potuto venire incontro Ugo Tognazzi di ’’Amici miei’’ di Mario Monicelli e prestargli un poco del suo dire sullo scappellamento a sinistra, purtroppo per lui ma soprattutto per gli amanti dl cinema, i due sono morti da tempo, ma certo si sarebbero meravigliati di cotanti seguaci dell’affabulazione del celebre film. Carissimi lettori mi sono dilungato con due soli esempi e per non diventare eccessivamente prolisso termino qui. Sono però certo che un glossario di perle&pirlate avrebbe un certo successo editoriale e riporterebbe a dimensioni umane il pressappochismo di giornalisti e intellettuali un tanto al chilo.


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