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Schizzi&Ghiribizzi n. 116 - Cronache da VLS1929. Bagolari e bigolari

di Franco Novembrini - mercoledì 12 maggio 2021 - 916 letture

Chiariamo subito, il neologismo "bigolari’’ non attiene al termine volgare di "bigolo’’ in uso in Lombardia, ma va inteso come un filo di pasta secco come si intende nel Veneto. Dunque si legge in ogni dove che nel nostro comune sono stati piantati 50 nuovi alberi e che i bagolari espiantati da piazza Power Run, già piazza Europa, godono di ottima salute. Tutto bello, buono e che fa una certa impressione. Ma come in tutte le belle iniziative c’è un però. Sarete stufi di sentirmi dire che in un campetto giochi davanti al condominio nel quale abito, diversi da anni erano stati tagliati dieci alberi, colpiti secondo una addetta comunale ora in pensione, da una specie i pandemia arboricola che non mi ha mai convinto. Bene lo scorso anno sono stati sostituiti con dieci giovani piante che hanno provocato approvazione nei frequentatori del campetto ed acceso la speranza di poter godere, fra qualche anno, dei benefici della loro ombra nei periodi di maggior calura. Per alcune settimane i giovani virgulti furono innaffiati con accuratezza e con la quantità d’acqua loro necessaria, poi la cosa si diradò e tre o quattro piante ne ebbero a soffrire. Quest’anno dopo il letargo invernale le stesse piante dimostrano una crescita notevolmente inferiore alle altre e se non fossero intervenute le piogge di quest’ultimo mese sarebbero seccate. Chiedo che ora si faccia attenzione alla loro salute e che si calendarizzino degli interventi i quali oltre all’innaffiamento portino a controlli sul loro stato di salute. Ovviamente la stessa cosa va fatta con le nuove cinquanta piante messe a dimora e fare in modo di raggiungere il numero di 3.000 piante sul nostro territorio comunale, praticamente un albero ogni 3-4 abitanti.

ANCORA SUL VERDE - Dopo il verde degli alberi, sempre nelle mie vicinanze, mi debbo lamentare dell’erba cresciuta a dismisura nel solito campetto tanto che raggiunge l’altezza dei sedili delle panchine. Dall’inizio della primavera i tagli sono già stati 3 e sembrerebbero un numero sufficiente, ma c’è un particolare se chi taglia l’erba non porta via lo sfalcio, cosa vantata da un assessore come possibile concime, si verifica una rapida ricrescita. Io sono d’accordo che l’erba debba ricrescere nei pascoli di montagna, ma non nelle zone dove si va a far giocare i bambini e dove corrono e sgambano cani che naturalmente lasciano i loro bisogni nascosti dall’erba alta che restano difficilmente recuperabili anche dai loro conduttori. Che i cani possano usufruire dello spazio verde poi è certificato dal Comune con l’apposizione degli idonei cestini per la raccolta delle loro deiezioni con tanto di frasi che invitano i cittadini ad essere persone civili.

DELOCALIZZAZIONI - A proposito di "delocalizzazioni’’ termine molto in voga in questi ultimi anni, ne voglio segnalare alcune. La prima riguarda la piazza Power Run, già piazza Europa, che sta per essere ultimata, essendo i lavori molto avanzati. Debbo dire che è molto bella, anche se un po’ costosa. La riqualificazione della piazza ha costretto a "delocalizzare’’ il mercato del venerdì e si parla di un ridimensionamento delle bancarelle che dovrebbero rioccupare la piazza e la scelta sta sollevando qualche mugugno. Sarebbe bene che il Comune facesse sapere come verrà regolamentato l’utilizzo annuale di tale piazza con norme precise e consultabili, evitandone un uso che potrebbe deteriorarne la pavimentazione e deturparne l’insieme, cosa del resto già successa con la precedente opera. Nel mercato "delocalizzato’’ nel parcheggio del "Gigante’’ , che si trova a 100-150 metri dai confini del comune di Arcore si stanno affermando pareri discordanti ed alcuni gestori di bancarelle stanno raccogliendo firme per restare nel parcheggio, altre invece dichiarano di voler tornare nella piazza sostenendo che la loro attività ha perso molto degli incassi che facevano stando in centro al paese. Concludo che forse sarebbe il caso di pensare a dividere in due, secondo le scelte dei commercianti, chi vuole l’una l’altra soluzione. Magari facendo diventare la bancarelle del parcheggio un mercato settimanale del quartiere Sant’Alessandro, come del resto c’è quello di San Fiorano. Certo che ad avere una piazza a detta di alcuni umarell beninformati che dovrà ospitare la Monza Power Run ed un mercato settimanale di Villasanta molto vicino ai confini sud di Arcore, si prova un senso di delocalizzazione.

MENSE SCOLASTICHE - Tiene ancora banco la questione delle mense scolastiche e non è meno divisiva di quella del mercato. Non capisco perché ci si ostini a non seguire quello che il signor Gianluca Soren ha illustrato così bene nella sua lettera. I ragazzi non possono essere divisi a seconda che usufruiscano o meno della mensa scolastica ed essendo una quarantina gli schisciettisti, dovrebbe indurre la apposita commissione a cercare di capire i motivi di tale scelta, non certo risolvibile con divisioni assurde.


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