Sei all'interno di >> GiroBlog | Schizzi & Ghiribizzi |

Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 67. Troppa fretta 1 e 2. Cosa fare e come farla?

di Franco Novembrini - mercoledì 3 giugno 2020 - 572 letture

Questa settimana nel giorno che coincide con la delibera governativa del ’’liberi tutti’’ e la pubblicazione di S&G, ho deciso di dividere in due il fatto. La prima parte riguarda il ’’tutti al mare, tutti al mare a mostrar le chiappe chiare....’’ della immensa Gabriella Ferri, in ottemperanza al decreto ministeriale e la seconda, più modestamente alla stessa cosa, ma del mio Comune in Brianza, ove il Covid-19 ha colpito duramente.

Troppa fretta 1 - Il primo provvedimento mi trova parzialmente d’accordo sul fatto che molte persone, con situazioni difficilissime sia familiari che di lavoro hanno il sacrosanto diritto di trovare una soluzioni, se possibile, ai loro problemi e di andare a cercarle. Molte piccole ditte purtroppo non potranno riaprire e non saranno solo quelle della ristorazione e del turismo ma anche di chi forniva loro mezzi e materiali per andare avanti. Grande gioia ha destato la riapertura dei parrucchieri e dei locali pubblici e ci ha fatto prendere coscienza dell’importanza di tali locali per la socializzazione venuta a mancare nel periodo di quarantena che sarebbe meglio dire di ’’sessantema’’, che ha privilegiato i contatti social spesso scaduti ad un ricettacolo di insulti e di sfoghi come in una riunione di condominio. Mi lasciano perplesso gli alti lai di alcune categorie fra le quali anche quella di 600 notai che si lamentano di mancati introiti e del pari la richiesta di alcuni ristoratori i quali chiedono aiuti per la perdita di mancati guadagni di 20 mila euro mensili, quando nella ultima dichiarazione dei redditi tale somma era dichiarata per l’intero anno. Per uno scherzo della memoria mi è tornata in mente la vicenda degli scontrini a Cortina che, quando era presente in certi locali la Finanza, il numero degli scontrini risultava decuplicato. Nelle lamentazioni si fa riferimento sempre a quello che era prima della pandemia non tenendo conto che il come prima è una chimera che difficilmente tornerà.

Nei ristoranti e nei locali della ’’movida’’ non ci sarà più l’affollamento di una volta per svariate ragioni dovute all’impoverimento di molti e al timore di altri che hanno cominciato a rendersi conto dei pericoli di un certo modo di vivere. Un pericolo da tenere presente invece è quello delle grandi catene di ristorazione e di svago che probabilmente ne usciranno rafforzate e forse anche senza la concorrenza dei piccoli esercizi. La cosa può avvenire sia per il loro potere economico e per la pubblicità che possono mettere in campo ed inoltre perché possono tranquillamente sfruttare i poveracci chiamati pudicamente riders che per pochi spiccioli dovranno portare i famosi panini ed altro cibo spazzatura,ma molto sponsorizzato, nelle case degli italiani che crederanno in questo di essere parte del mondo civilizzato, ma essendo in un certo senso anche loro schiavizzati. Big Mac per tutti!

Troppa fretta 2 - Il 2 Giugno ho assistito alla cerimonia, in tono minore, tenuta nel mio paese. Non parlo dell’intervento del sindaco in quanto ha detto che la Costituzione, intendo questa Costituzione, va non solo citata ma applicata. Io aggiungo che non va solo applicata ma anche che non si deve tentare di stravolgerla con referendum ai quali molti renziani compreso il sindaco, aderirono entusiasticamente. Alcuni lo fecero, compreso il sindaco, con enfatiche dichiarazioni alla stampa e alla tv. Ma allora il ’’genio di Rignano’’ andava per la maggiore. La cosa fu traumatica perché in campo nazionale si fece opera di divisione fra partigiani buoni e cattivi, un po’ come si fa nei film western e l’ANPI faceva la parte degli indiani.

Ma veniamo ad alcuni fatti. In una intervista da parte di un giovane esponente del Pd ad un giornale de partito, capogruppo della maggioranza in Comune circa un mese fa, fra le cose da fare, dopo l’ondata di Coronavirus, metteva tre cose: sistemazione di piazza Europa, manutenzione degli edifici scolastici e costruzione della tensostruttura dello sport. Io delle tre mi auguro che solo la manutenzione e magari riconsiderazione degli spazi delle scuole venga effettuata. Delle altre due francamente tenderei a considerarle opere che conviene annullare, in attesa di tempi migliori, per diverse ragioni. Il costosissimo rifacimento di piazza Europa sarebbe perlomeno da sospendere in quanto anche se la pavimentazione è in condizioni critiche si potrebbe usarla ancora per la ragione che nella malaugurata ipotesi di una seconda ondata della pandemia, che alcuni virologi ritengono possibile in autunno, rischierebbe di trovare la piazza con lavori fermi per un periodo indefinito e con conseguenze anche sullo svolgimento del mercato settimanale che non avrebbe senza una sede, a meno che non si perseveri nella scelta di portarlo in periferia, nelle vicinanze di un supermercato che offre molte le stesse merci ma con parcheggi garantiti e sarebbe preferito dai cittadini una volta che dovessero usare l’auto per andarvi. In piazza Europa in questi mesi di chiusura sono stati lamentati disagi da parte di alcuni abitanti in quella piazza per le scorribande e raduni, approfittando dei locali chiusi ne hanno fatto luogo di schiamazzi diurni e notturni, immaginatevi se poi la piazza fosse un cantiere di lavori sospesi.

I fatti accaduti all’interno dell’ecomostro a Sant’Alessandro dovrebbero avere insegnato qualcosa, o no. La tensostruttura per lo sport, per gli stessi motivi di un possibile ritorno della pandemia, consiglierebbe un ripensamento in quanto gli sforzi economici dovrebbero essere finalizzati ad un possibile ritorno del Covid-19 e in quel caso non so quali manifestazioni si potrebbero fare nell’impianto. Mi verrebbero da fare alcune battute, ma il problema è troppo serio e me ne astengo.



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -