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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 37. Radicali liberi. Radicali in cella. Nicosia? Non conosco!

di Franco Novembrini - mercoledì 6 novembre 2019 - 348 letture

La notizia della settimana è indubitabilmente l’arresto del buon samaritano radicale Antonello Nicosia, che visitava con tesserino della Camera dei deputati, condannati per mafia giorno e notte e poi al telefono insultava Falcone e Borsellino come rompicoglioni vittime di un incidente sul lavoro. Tutto questo lo faceva con la copertura della qualifica di portaborse della deputata, in transito, Pina Occhionero. Notevoli e da tenere a mente sono le dichiarazioni dei soci radicali.

RADICALI LIBERI - I radicali liberi interrogati sulla conoscenza di un loro esponente che notte e di giorno andava per carceri a testimoniare e denunciare la vita grama che fanno i capi mafiosi nelle celle. Tutti hanno più o meno smentito di averlo frequentato e di non volerlo espellere dal partito. Emma Bonino ha detto oltre a non espellerlo di non conoscerlo, come se questo in politica bastasse per assolverla da ogni sospetto di connivenza, mancava solo che si mettesse a cantare come Mina: ’’... io non ti conosco, non so chi sei’’ dal titolo accusatore ’’Insieme’’. Rita Bernardini ex segretaria dei radicali pannelliani se la cava con un lapidario ’’A me non piaceva...’’ seguita da ’’un possibile enorme danno per i radicali’’ e con ciò se ne lava le mani. Altri radicali dichiarano che non ricopriva più cariche nel partito e poi non poteva mancare il solito vale la ’’presunzione di innocenza’’. Il senso del ridicolo non è il loro forte e la radio di questo partito chiede ancora milioni di finanziamento agli italiani, pochissimi radicali e molti non. Mi auguro che non ci facciano pagare anche le trasferte del loro amico per i viaggi che ha dovuto fare nelle carceri in orari impossibili.

RADICALI IN CELLA - Speriamo che i sostenitori dei radicali in cella per stragi, omicidi, non comincino con scioperi e manifestazioni violente per la liberazione di un innocente postino che portava loro anche blocchi di carta da lettere, intestati alla Camera dei Deputati. Tanto in carcere ci starà poco perché in fondo non ha mica ammazzato nessuno. Forse ha ferito la Giustizia. A proposito di Giustizia la on. Pina Occhionero, un cognome, una garanzia, era stata eletta nelle liste LeU, di cui il segretario è l’ex giudice Pietro Grasso che, imcredibili dictu, afferma di non conoscere, se non di vista, la Occhionero.

Alcune cose: gli eletti di LeU non sono una folla sono solo 18, come una squadra di calcio con la panchina. Ma se Grasso dice di non conoscerla sarà così. Magari è per la mancata conoscenza che la deputata ha scelto di fare il ’’salto della quaglia’’, passando con i renziani. Mi meraviglio però che l’ex giudice non abbia controllato i suoi viaggi con il Carneade di turno nelle carceri e particolarmente in quelle dove ci sono boss mafiosi. Ma se Grasso dice di non aver controllato sarà così. Del resto anche nel carcere di Opera a Milano è successo che un intruso abbia avuto libero accesso. Ora però LeU chiederà che i portaborse non potranno più andare a parlare con i carcerati. Lo potranno fare solo gli ’’onorevoli’’. Diciamo la verità sono soddisfazioni.



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