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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 36. ’’Controllo’’ di vicinato e il suo presidente ’’apartitico e apolitico’’

di Franco Novembrini - mercoledì 23 ottobre 2019 - 541 letture

Al giornalista Leonardo Coen, che fa parte di un gruppo Nextdoor di Milano Porta Vigentina è giunta una mail firmata da Leonardo Campanale, presidente della Associazione nazionale controllo di vicinato. Il presidente invita Coen e i suoi ’’vicini’’ a mettere ’’i nostri ochhi e le nostre orecchie a disposizione delle Forze dell’Ordine’’ e a diventare ’’i custodi naturali del proprio ambiente’’ ed a condividere progetti di ’’sicurezza partecipata’’. Il giornalista ha tratto la sensazione che lo volessero trasformare in un vigilantes e dubitando che ci fosse bisogno di una tale associazione quando ogni cittadino è tenuto a denunciare i reati a cui assiste o di cui è vittima.

Il presidente dell’associazione ci tiene a dichiarare che la stessa è ’’apartitica e apolitica’’ e composta da cittadini, associazioni locali, aziende, enti pubblici o privati. Il giornalista scrive di diffidare di simili associazioni composte da persone ’’neutrali’’ come se avessero vissuto fino ad oggi nell’Iperuranio e ricorda anche che simili gruppi, storicamente, sono stati caldeggiati da personaggi come Stalin, Hitler e Mussolini i cui capicaseggiato e capiscala sono descritti nel meraviglioso film ’’Una giornata particolare’’ di Ettore Scola con Mastroianni e la Loren. Da una ricerca di Coen è risultato che il deputato leghista Alex Bazzaro, quello del fotomontaggio che irride Pd e giornalisti a su un gommone con la scritta ’’gita Sea Watch con pranzo a bordo’’, ha presentato un progetto di legge atto a far riconoscere a livello nazionale la ’’Associazione controllo di vicinato’’ che ha contribuito molto a diffondere il senso di insicurezza nella cittadinanza e del quale Matteo Salvini ha fatto una bandiera ed un programma politico.

Questo fatto mi ha ricordato che alcuni anni fa tale associazione fu fortemente voluta da una giunta comunale di unalista trazione pd e che per sponsorizzarla furono indette serata in centro e nei quartieri con foto esplicative e ’’filmetto’’. Ecco, il ’’filmetto’’, quello mi impressionò particolarmente e cercherò di spiegarne i motivi.

La scena si svolge nel nord Europa, Svezia o Danimarca e in quest’ultima, come da copione, c’è sempre del marcio. Scene in un paese ben tenuto, pulito e gente in prevalenza bionda e con occhi azzurri. Una signora anziana esce da una banca e due ragazzi scuri di capelli, senza casco e su uno scooter si avvicinano e le strappano la borsetta.

In un lampo i testimoni telefonano ad un numero collegato ad una centrale operativa ed è un continuo flusso di avvistamenti che indirizzano la Polizia che inizia l’inseguimento fino alla cattura dei malviventi e la resa del maltolto. Meraviglioso.

Ma essendo io vecchio e tignoso notai fin da subito che ai due giovani rapinatori mancavano la scritta sulle magliette ’’Maradona è meglio ’e Pelè’’ che avrebbe aiutato nelle indagini se non li avessero catturati. Anche se, riguardo al casco, si vocifera che in alcune città italiane se lo mettano solo quando vanno per rapine. Ma la scena migliore è comunque quella in cui un meccanico che nella sua officina sta lavorando sotto una macchina, ascolta la telefonata dei ’’vicini’’, riconosce dalle ruote il mezzo dei malviventi e telefona alla Polizia dando precise indicazioni. Spettacolare. Poi molti dubitano che esista Superman!


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