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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 30. De Micheli, Orlando, Franceschini ed altri... Notizie locali

di Franco Novembrini - mercoledì 11 settembre 2019 - 518 letture

Non si era ancora insediato il governo M5S-PD che già alcuni ministri, ministrillavano (versione italiana degli odiati, quando inutili, sms et similia) a destra e a manca come pescivendoli al mercato, il loro futuro operare in barba agli accordi di un programma di governo. Vi offro un piccolo florilegio.

PAOLA DE MICHELI - La nostra ministra delle Infrastrutture, abituale frequentatrice di salotti televisivi, nei quali dimostra come si possa dre alcunché pure parlando. Appena ricevuta la nomina, si è precipitata sui microfoni amici di giornalisti e tv per dichiarare che lei, come del resto Salvini, avrebbe fatto aprire tutti i cantieri possibili, ovviamente senza interpellare i colleghi o verificarne la fattibilità. Conte ha provato a rimediare ma la nostra ministra non sembra recedere. Il che è spiegabile per le note capacità imprenditoriali acquisite. Dirigeva una piccola cooperativa di lavorazione dei pomodori che è fallita. La signora è stata anche condannata per la mancanza di igiene nel trattamento del prodotto da parte della ditta. Non cercatela nel curriculum della stessa e nei social, che pure adora, è stato rimosso tutto. Come vedete è un buon viatico.

ANDREA ORLANDO - Orlando, a non confondersi con Vittorio Emanuele Orlando che 100 anni fa ricopriva la carica di primo ministro italiano. Questo, più modestamente ricopre quella di ministro della Giustizia del fu Salvini, una bazzecola che tutti possono fare, visto che lui ha un diploma tecnico. Come tutti gli avventizi che poco sanno, ha espresso subito i suoi intenti i quali coincidono in molti punti con i desiderata di papeetiana memoria del Cazzaro Verde a proposito di prescrizione e di bavaglio alla stampa. Come inizio non c’è male. Del resto c’è da capirlo se non spara delle assurdità chi se lo filerebbe. Vedremo cosa ne pensano i 5 stelle che, della giustizia, sono almeno nelle intenzioni, difensori.

DARIO FRANCESCHINI - Essendo stato ministro dei Beni Culturali in precedenti governi ed essendo un politico di lungo corso e di molte amicizie che contano, nonché cattolico osservante e perciò invece di una famiglia ne ha due, essendo magari contro il divorzio, degli altri. Della sua permanenza al ministero molti non hanno un buon ricordo, specialmente per l’uso che è stato fatto di musei e di siti archeologici messi a disposizione di stilisti (ramo cenci&vetri direbbero a Livorno). Una curiosità. Il ministro vuole come sottosegretario un giovane di 43 anni, Lorenzo Casini di Ferrara, dunque conterraneo. E la curiosità? Questa. Ha studiato all’IMT di Lucca, scuola di alti studi, nota per aver sfornato alcuni ministri. La scuola ha come insegnante Sabino Cassese, ex magistrato e indimenticabile amico del bipresidente Napolitano, il cui figlio ha studiato e si è laureato con lui. L’IMT è stata frequentata anche dal figlio di Mattarella ed ebbe una parte, nella bufera, negli anni del renzismo, per via della tesi, si dice copiata in parte, della ministra Madia che aveva avuto una liason con il figlio di Giorgio I. Vedi a volte quando i genitori scelgono un buon istituto per far studiare i figli e far fare loro carriera!

CARLO CALENDA - Un tormentone estivo è stato anni fa ’’Quando calienta il sol’’ e per assonanza politica per Calenda è stata un’estate muy caliente, ora però, a metà settembre anche il politico, famoso per le uscite in piscina con cigni, ha deciso di cercarsi un altro partito. Con la scusa che governare con i 5stelle non è una cosa seria (!?!), del che ce ne faremo una ragione, ha deciso di cambiare casacca. Certo rendere una tessera chiesta meno di un anno fa, non indica una lucidità e serietà politica. Non sarà mica una questione di poltrone.

MATTEO RENZI E MARIA ELENA BOSCHI - Le notizie dicono che sono quasi pronti per la separazione dal PD, ma con l’obiettivo di distruggere la credibilità dei ’’grillini’’. Il pericolo di ’’due piccioni con una fava’’ è grande... e Di Maio che ne sarà di lui. Vista la faccia che aveva alla Camera durante la fiducia, non c’è da sperare bene.

NOTIZIE LOCALI - Nella recente campagna elettorale per le comunali del mio paese, la stampa locale ha dato il meglio di sé nel magnificare le grandi opere cittadine. Il riconfermato sindaco, renziano della prima ora, ci faceva sapere che avevano inaugurato una pista ciclabile, nella quale possono transitare anche i pedoni, dunque ciclopedonale, una rotonda, secondo me un po’ stretta per i grossi Tir che debbono far manovra per uscire da una strettoia, una pensilina per biciclette con guardiano e hanno rinnovato la piccola stazione FS con cartelli a josa e, ultimamente, con un piccolo bar. Una cosa che non esiste, nella stazione, ma è un’inezia, una quisquilia, una pinzellacchera, non si può fare il biglietto ferroviario. Lo si può fare però in un bar vicino, solo cinquecento metri, dopo un sottopasso. Che volete, non si può avere tutto. E poi, uno che volesse essere in regola con la legge farsi una corsetta per ottenere il ’’documento di viaggio’’ e ’’obliterarlo’’ una camminata, magari invernale, se la fa volentieri.



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