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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 25. Salvini, il rosario e la ’’Madunina’’. L’uso politico della madre di Gesù. Treviri (Germania) e i due rivoluzionari.

Il nostro eroe, ministro dell’altrove...
di Franco Novembrini - mercoledì 22 maggio 2019 - 618 letture

SALVINI, IL ROSARIO E LA MADONNA - La scena di Salvini che brandendo il rosario come un’arma sollecita in piazza Duomo a Milano la ’’Madunina’’ ad intervenire in suo favore sui risultati elettorali, è una scena che rimarrà nella memoria di molti italiani e nel rivederla la paragoneremo alle sceneggiate di ’’mascellone’’ che dai balconi incitava gli italiani a ’’spezzare le reni’’ a chiunque, a non indietreggiare, a coventrizzare Londra ed a fermare il nemico sul ’’bagnasciuga’’.

Il nostro eroe, ministro dell’altrove, meno che del Viminale, ha promesso di fermare gli sbarchi dei ’’negher’’, ottenendo lo stesso risultato del predecessore e non si è accorto il tapino, che la Celeste Signora da lui invocata era nata e vissuta in Palestina, ed in vita aveva dovuto spostarsi d’autorità, benché in attesa di un figlio, per adempiere ad una formalità burocratica voluta dai dominatori romani, complice un re loro fedele esecutore di ordini. Non credo che Maria, conoscendone l’indole generosa, lo abbia ascoltato.

L’USO POLITICO DELLA MADRE DI GESU’ - Non è che l’uso spregiudicato della Madre Celeste sia una novità. Nelle elezioni politiche degli anni ’50 era abbastanza diffuso l’uso di Madonne pellegrine, nel senso che le si facevano viaggiare per tutta Italia, con processioni organizzate dai comitati di un certo Gedda. Famose sono quelle Madonne piangenti che o che versavano lacrime specialmente se si trovavano nelle località gestite dai comunisti. Questa settimana elettorale, nel mio comune si vota anche per la nuova giunta, è arrivata la Madonna delle lacrime di Siracusa. Non è la prima volta che succede, questa volta i soliti malpensanti diranno che non è un caso. Io no, penso che sia capitato incidentalmente, anche se abbiamo un sindaco renziano della prima e della seconda ora.

TREVIRI E I DUE RIVOLUZIONARI - Non va meglio al nostro ministro con l’altro santo, Sant’Ambrogio, vescovo e patrono di Milano, che nato a Treviri, attuale Germania, si è distinto come innovatore della chiesa cattolica, impedendo l’accesso all’imperatore Teodosio, massacratore di innocenti, di entrare in chiesa e creando un rito che prende il suo nome, Ambrosiano. Ma a Treviri, piccola cittadina, nell’800 nacque un altro noto rivoluzionario che ha inciso nella politica mondiale, anche se le sue dottrine sono state travisate da molti seguaci trasformatisi in dittatori: Karl Marx. Credete che questi due illustri personaggi avrebbero creduto al nostro Azzeccagarbugli? Io credo di no.



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