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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 21. Girodivite vs. Pastafariani. Ma i prefetti chi li elegge?

di Franco Novembrini - mercoledì 24 aprile 2019 - 574 letture

In questa rubrica (S&G, nr. 14) trattando dei rapporti difficili tra satira e religioni facevo notare, essendo ateo, che se avessi dovuto scegliere una religione la mia preferenza sarebbe andata ai pastafariani. Le ragioni, ovviamente, sono nell’aria di tolleranza e la mancanza assoluta di divieti verso le cose buone e divertenti della vita terrena, ottenibili immediatamente e non fumose promesse di paradisi, spesso propugnate da individui che i paradisi li hanno trovati alle Bermude o altre isole fiscalmente favorevoli ai loro patrimoni, fatti a spese di poveri illusi.

Vedo che anche Girodivite, malgrado la data del 1° aprile, ha aperto la discussione sui sacri principi pastafariani (leggere il relativo articolo della scorsa settimana sul ’’nostro’’ settimanale), oltre alla pubblicazione, maiuscole comprese degli 8 comandamenti, ai quali spero si appassionino numerosi lettori e possano condividere proposte serie, come quella di poter usare come copricapo, uno scolapasta di plastica e non solo di metallo. Attendiamo proposte.

MA I PREFETTI CHI LI ELEGGE? - Salvini, il noto ministro di ogni cosa, ha detto che si devono superare i sindaci ’’che dormono’’. Ovviamente non ha specificato se possano dormire qualche ora ma con un occhio aperto o se è ammessa la ’’pennica’’ post prandiale, non solo ma si è dimenticato pure di un suo mantra, spesso rivolto ai giudici che indagano sui politici, soprattutto leghisti, che usano i soldi degli italiani con eccessiva non chalanche.

Il Nostro è solito ricordare a chi critica o chiede il il rispetto delle leggi in vigore che non è stato eletto e che perciò si faccia eleggere e dopo potrà criticare. Pare che questa frase l’abbia ereditata da un certo politico bravo, preparato ed anche predittore infallibile. Allora la domanda sorge spontanea: ’’Ma i prefetti chi li ha eletti?’’.

Lo chiedo perché durante il fascismo e, purtroppo, anche negli anni ’50 gli stessi, ancorché non eletti, potevano mandare al confino o in manicomio persone che avevano solo la colpa di disturbare la quiete pubblica, ed essere poi dimenticate in quei ’’soggiorni’’. Negli ultimi anni anche la casta dei prefetti e vice prefetti ha avuto alcuni personaggi condannati e non certo per reati minori, ad esempio a Livorno e all’Elba.



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