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Schizzi&Ghiribizzi. Nr. 14. Satira e religioni, rapporti difficili. Il dio Ganesh. Le mucche sacre. I Pastafariani invece...

di Franco Novembrini - mercoledì 20 febbraio 2019 - 981 letture

Riprendo in questa rubrica l’argomento che sembra interessare tutta l’Italia festivaliera e politica, che poi sono per molti versi la stessa cosa. Le religioni, purtroppo, in molti paesi sono ancora intolleranti alla satira e puniscono anche con la morte vignette o battute e in altri, fra i quali l’Italia, residui di bigottismo, sono sempre pronti a suggerire, non potendo più imporlo, cosa si può dire e cosa no. Ovviamente la politica ne approfitta e in coincidenza con trasmissioni tv di un certo successo, interviene con alcuni censori a difendere i valori delle famiglie. Alcuni di loro ne hanno più di una, di famiglie intendo.

Passiamo agli dei:

IL DIO GANESH - Questo popolare e colorato dio induista dalle sembianze molto formose ma dalla testa di elefante, con relativa proboscide, molto amato dai suoi seguaci per la possibilità di appianare le difficoltà ed aiutare nelle imprese commerciali, qualche anno fa divenne celebre anche in Italia per una caratteristica: i credenti in India, mettevano fuori dalle porte di casa dei recipienti pieni di latte che il dio, di notte, provvedeva a svuotare. La notizia fu accolta con scetticismo e battute circa la veridicità dagli appartenenti ad altre credenze. Io mi domando, invece, come sarebbe stata sanzionata la giusta lotta dei pastori sardi che giornalmente hanno sversato per strada migliaia di litri di buon latte di pecora perché la grande industria casearia non lo remunera in maniera decente. Come minimo li avrebbero trattati da apostati.

LE MUCCHE SACRE - Una cosa invece ci unisce alla religione indiana, sono le mucche sacre, che che possono pascolare per le città dell’India, senza che nessuno possa arrecare loro disturbo, in quanto sacre. Non chiedetemi il perché, non saprei rispondere. Mentre per le vacche, altrettanto sacre, che pascolano nei campi della Calabria, si dice che siano proprietà e sotto la protezione di una dea potente e vendicativa di nome ’Nrangheta. Come vedete anche noi abbiamo le nostre credenze da rispettare.

I PASTAFARIANI INVECE... - Rimango ostinatamente ateo, però un dubbio mi è venuto leggendo il libro dei pastafariani intitolato Il sacro libro del prodigioso Spaghetto volante. Devo confessare che leggerlo è come ascoltare l’Inno alla gioia di Friedrich Schiller, musicato da Ludwig Van Beethoven. Non ci sono punizioni, mancano le maledizioni e le accuse di apostasia se cambi opinione, tutto è bene e domina la libera scelta. Diciamo, se proprio vogliamo fare un paragone, una specie di Eden ma con la possibilità di mangiare mele a volontà. Certo bisogna fare un po’ di abitudine, anche se non è un precetto, a quelli di stretta osservanza, che si mettono uno scolapasta come cappello, ma se paragonati a certi personaggi, politici e religiosi, cosa si sono messi in testa, credo sia un problema secondario.



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