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Schizzi&Ghiribizzi. N. 75 - Mele marce?

di Franco Novembrini - mercoledì 29 luglio 2020 - 474 letture

Sta diventando un mio vizio, quello di voler datare i periodi secondo certi fatti storici, sapendo benissimo che le storture e le torture, pagate sempre dalla ’’classe operaia’’. Parlo di classe operaia e lo scrivo in italiano perché non ci siano fraintendimenti sulle mie preferenze e le mie origini.

VIOLENZA POLIZIESCA - Nel nostro Paese la violenza poliziesca ha sempre avuto un ruolo non indifferente e mi dispiace per Pasolini il quale sostenne una ovvietà, quella che i poliziotti erano perlopiù reclutati fra i ’’figli del popolo’’, come se fosse possibile reclutarli da altre parti. Troppe volte si sono giustificati fatti criminosi con la teoria delle poche mele marce, altra ovvietà tafazziana, che giustificava tutto e il suo contrario. Io credo che non sia possibile che un corpo, una associazione, una chiesa, un ente benefico, un partito non sia esposto a ciò che è la realtà di un Paese. Intendo dire che non si possono assolvere o incolpare associazioni per i delitti che commettono i loro affiliati e non si possa aprioristicamente escludere che in ogni associazione ci siano abusi e delitti. Gli abusi delle varie polizie sono particolarmente odiosi perché sono fatti da persone che dovrebbero proteggerci da tali eventi.

LUGLIO 2001 GENOVA - Tralasciando i fatti precedenti fin dal primo dopoguerra nei quali la polizia ha avuto un ruolo negativo fino al defenestramento dell’innocente Pinelli dal quarto piano della Questura di Milano. Il G8 di Genova è stata una data simbolo, della quale ricorre il 19° anniversario, celebrato sottotono, anzi dimenticato politicamente perché gran parte degli aguzzini della scuola Diaz hanno fatto carriere folgoranti maturate con governi di ogni colore. Ora si parla di pochi elementi violenti ed io sono d’accordo che gran parte delle forze dell’ordine siano sane e ci siano stati a eroi e martiri, ma quello che non torna è il fatto che se lasci nello stesso calderone gli uni e gli altri, poi sarà difficile distinguerli anche perché non mi pare che quelli i molti coraggiosi che hanno denunciato deviazioni abbiano poi fatto passi avanti nella carriera ed anzi, in alcuni casi, sono stati osteggiati per avere infangato l’onorabilità dell Corpo di appartenenza.

In questi ultimi anni si sono viste esibizioni di bandiere e simboli nazifascisti anche nelle caserme e negli uffici pubblici, per non parlare di poliziotti e simili che si mostravano sui social con divise delle SS. Il tutto sempre liquidato con frasi che è un tipo strano, ha fatto una bischerata. Non mi risulta che i torturatori della Diaz abbiano imparato al festival di Sanremo certe canzoncine inneggianti a vari dittatori sanguinari. Non pensate che i CC della caserma di Piacenza, ma anche quella di Aulla in Lunigiana siano i figli o i nipotini di quelli della scuola Diaz? Oltretutto questi ultimi hanno usato una norma demenziale che potrebbe essere riassunta nello slogan: ’’Arresta e vinci un encomio’’, tanto cara ai collezionisti di medaglie, come se gli arresti fossero uguali alla vendita porta a porta di aspirapolvere.

UNA LETTERA - La lettera ad un giornale mi ha colpito particolarmente e dalla quale prendo le distanze. Un lettore ha scritto che noi italiani non possiamo parlare del presidente egiziano, golpista fra l’altro, Al Sisi definendolo un assassino, facendo la comparazione con i fatti accaduti a Genova. Ecco, se le vittime del G8 non hanno bisogno di qualcosa è proprio di questa generalizzazione. In Egitto si è instaurata una dittatura feroce e totalizzante che è paragonabile a quella italiana durante il nazifascismo, mentre nel nostro Paese quelle violenze ed abusi sono state fatte da persone le quali come un cancro prolificano nei corpi malati ma da noi, fortunatamente e grazie anche a loro ci sono molti anticorpi democratici.



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