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Scempi di memoria: l’omicidio Spampinato


Nell’ultimo numero di girodivite.it abbiamo ricordato la morte di Giovanni Spampinato, cronista del quotidiano L’Ora e collaboratore de L’Unità assassinato il 27 ottobre di 32 anni fa. Per una casuale coincidenza, nei giorni scorsi, nel corso di un processo a Messina, un procuratore della Repubblica ha affermato che la morte di Spampinato fu causata dai giornali per i quali collaborava che lo avevano mandato allo sbaraglio. Raccogliamo l’invito di Carlo Ruta, che della morte di Spampanato si è ampiamente occupato, di dare rilievo al caso perché simili scempi di memoria non si compiano in silenzio. Segnaliamo che sul caso Spampinato è disponibile ampia documentazione in www.accadeinsicilia.net a cura di Carlo Ruta.
martedì 2 novembre 2004, di Morris Bober - 2276 letture

Un procuratore della Repubblica siciliano offende la memoria dei giornalisti uccisi e la dignità dell’informazione (a cura di Carlo Ruta).

Nell’austerità di un’aula di tribunale si è consumato un grave oltraggio. L’attuale procuratore capo di Ragusa Agostino Fera, nel corso di un processo a Messina, conclusosi a fine ottobre, ha osato affermare che la morte del giornalista Giovanni Spampinato, assassinato nel 1972 da Roberto Campria, figlio del presidente del tribunale di Ragusa, in un contesto di trame illegali e neo-squadriste, fu causata dai giornali, alludendo a "L’Ora" di Palermo, presso cui il cronista ragusano scriveva, che lo avrebbe mandato allo sbaraglio. Etrio Fidora, direttore de "L’Ora" negli anni settanta, replica così su www.accadeinsicilia.net: "Sarebbe come dire che è colpa dell’Antimafia se Falcone e Borsellino sono saltati in aria". E l’ex cronista de "L’Ora" Antonio Giaimo aggiunge: "Accusare i giornali di avere causato la morte di Spampinato significa giustificare i suoi assassini". In realtà sappiamo che Giovanni Spampinato venne ucciso perché l’omicida, sospettato dal cronista ragusano di essere coinvolto in un precedente delitto, aveva potuto godere di coperture istituzionali a tutti i livelli, a partire proprio dal locale palazzo di giustizia, che in ultimo venne investito da un vero e proprio scandalo. Questi i fatti, cui è importante aggiungere un dettaglio: fu proprio il magistrato Fera, allora sostituto, a condurre l’istruttoria sommaria sul precedente assassinio, quello dell’ingegnere Angelo Tumino, ex consigliere del Msi, con criteri che vennero decisamente censurati dall’opinione pubblica. Basti dire che in ultimo fu lo stesso presidente del tribunale ad accusarlo, in un memoriale, di gravissime irregolarità. Ma a quel punto Giovanni Spampinato aveva pagato con la vita la sua scelta di andar fino in fondo, dalle colonne de "L’Unità" e de "L’Ora".

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> Scempi di memoria: l’omicidio Spampinato
13 gennaio 2005, di : gianni

un po di pulizia anche nella magistratura sarebbe cosa buona e giusta,
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