Scemi e coesi


Il ministro si sposa e il suo testimone di nozze afferma di non riuscire più a seguirlo mentre il ragioniere di Sondrio afferma che è “scemo”. Un esempio della coesione del governo mentre Napolitano continua a firmare, Scilipoti scrive un libro, Berlusconi si addormenta, cade, si compra due elicotteri e la casta si salva dai tagli e dalla galera
martedì 19 luglio 2011, di Adriano Todaro - 597 letture

Allora, andiamo con ordine e raccontiamo le ultime vicende di questo bel Paese. Il ministro Renato Brunetta si è sposato con la signora Titti Giovannoni e non mi ha invitato. Sono costernato ma capisco benissimo che non avrebbe potuto invitare tutti. Non ha invitato me e neppure i dipendenti pubblici che sono tanti, anzi, troppi. Tanto è vero che entro il 2014 ne saranno eliminati 250 mila. Il ministro si è sposato e gli invitati alla cerimonia, molto selezionati, non l’hanno visto perché era talmente rasoterra, che non si sono neppure accorti che era arrivato.

Questo però è solo gossip ed io voglio volare alto, non ho intenzione di cadere in questa trappola. Preferisco parlare della conferenza stampa di presentazione della manovra economica. Mentre Brunetta parlava, il ragioniere Giulio Tremonti, di quel di Sondrio, lo guardava allibito. Poi si è avvicinato all’orecchio del vicino, il ministro Sacconi, e riferendosi al Renatino Brunettina che già aveva preparato le valigie per andare in viaggio di nozze, ha sussurrato: “Questo è scemo!”. Sacconi, a sua volta, poiché proviene dal Psi, come Brunetta, e quindi lo conosce meglio, ha sbottato: “Io non lo seguo più”.

Ora già il fatto che uno come Renatino abbia del seguito, è già cosa mirabolante. Ma Sacconi, se non lo segue più, che farà? Lo abbandona sull’altare? Esce dal partito? Gli toglie il saluto? Niente di tutto questo: è stato il suo testimone di nozze a dimostrazione che il governo è “coeso”. Lo “scemo”, nel frattempo, tuona offeso e afferma che il fuori-onda diffuso da Repubblica.it è “un’intercettazione illegale”. Il ragioniere, sconsolato, pensa che non solo sia scemo ma anche “cretino”.

Durante la serata, dopo la conferenza stampa degli “scemi”, è arrestato il braccio destro del ragioniere Tremonti, Marco Mario Milanese, ex Guardia di Finanza. Per il sinistro (inteso come braccio), ci vorrà tempo a riprova che i giudici sono di sinistra. Il governo si affretta a dire, però, che la compagine è “coesa”. Il suonatore di piffero Maroni, quello che spara sostanze proibite in Val di Susa, qualche giorno fa parlava male del governo di cui fa parte. Poi, improvvisamente, ci ha ripensato e ha assicurato che “L’alleanza Lega-Pdl è il fattore d’innovazione più forte che le istituzioni italiane hanno avuto negli ultimi venti anni”. Infatti, i ministri si danno del “cretino” e dello “scemo” fra loro, a ripetizione, ma lo fanno perché sono giocherelloni, ridanciani, semplificati come Calderoli.

Ora aleggia un dubbio. Un dubbio che sta facendo perdere il sonno ai politologi: “E’ più scemo Brunetta o Gasparri? E Renzo Bossi in che posizione lo mettiamo?”. E mentre si stilano improbabili classifiche, si apprende una notizia che ha del miracoloso e cioè che Domenico Scilipoti ha scritto un libro. L’ha presentato alla Camera e mentre parlava, l’invitato più importante, autore anche della prefazione, Silvio nostro, si è addormentato. Un buon viatico per le fortune del libro. Avrà un grande successo anche perché l’autore è stato subito imputato, a Messina, per calunnia e falso. Un’altra prova che il governo, nei tribunali, è “coeso” grazie a Scilipoti ma anche all’ex magistrato Papa che, nel segreto dell’urna, forse la Lega salverà.

La manovra economica è stata, frattanto, firmata dal presidente Napolitano. Poi, dopo la firma, ha espresso il solito monito al governo. Berlusconi e i suoi dipendenti hanno preso il monito e se lo sono messi in quel posto, dimostrando, ancora una volta, che il governo è “coeso”. Nella manovra si penalizzano non solo i poveri cristi, ma anche Regioni e Comuni che sino ad ora hanno ricevuto solo il 30% di quanto loro dovuto in base ai decreti attuativi del federalismo fiscale. E’ così Napolitano si è detto “soddisfatto” della velocità con la quale la manovra è stata licenziata dal governo.

Il governo, però è “coeso” e va avanti a fare danni e a penalizzare lavoratori e pensionati. Napolitano sa che le famiglie che già pagano gas e petrolio più di tutti gli altri Paesi europei, alla fine dell’anno dovranno sborsare 872 euro in più (in tutto 1.200 euro a famiglia). Lui, però, firma e invia l’ennesimo monito e si dice “soddisfatto”. E’ un primatista della firma. Non è d’accordo su nulla, eccetto la guerra, ma firma tutte le porcherie che il governo gli invia.

Quelli che se ne intendono, mi hanno spiegato, pazientemente, che è “obbligato” a firmare. Davvero? E come si spiega, allora, che nel passato ci sono stati casi in cui il presidente della Repubblica non ha firmato un atto del governo? Un caso per tutti: il 5 marzo 1993, il governo dell’allora presidente del Consiglio Giuliano Amato, vara quattro decreti. Fra questi, scandalosamente, uno depenalizza il finanziamento illecito ai partiti. Il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, non firma i decreti e la proposta cade. E non mi risulta che a seguito di questa mancata firma sia successa la rivoluzione.

Per tornare all’alta politica, il braccio destro del ragioniere, quel Milanese, pagava un affitto di 8.500 euro al mese per un appartamento che usava il ministro. Il 16 dicembre scorso Tremonti è interrogato dal magistrato e apprende, ufficialmente, che il suo braccio destro è indagato. Ma non succede nulla. Milanese continua a pagare l’affitto e Tremonti a usare la casetta in via Campo Marzio di 200 metri quadrati. Coerentemente con la manovra lacrime e sangue per tutti.

Intanto i politici, di tutti i partiti, si sono ben guardati di tagliare i loro stipendi. Mentre allegramente uscivano da Montecitorio, una piccola donna di 87 anni reggeva un cartello con scritto “Prendo 690 euro al mese”. Che è un bel prendere perché come risaputo a quell’età, non si hanno esigenze particolari e Michai Sadasurschi, 44 anni, due figli piccoli, restava schiacciato, sul lavoro da un disco di metallo del diametro di 2 metri, a Porto Marghera. Sarà stato il solito egoista che non voleva contribuire a salvare il Paese così come fanno, con tanti sacrifici, i vari Papa, Romano, Milanesi.

E a proposito di alta politica, apprendiamo che il presidente del Consiglio, proprio per volare alto, si è fatto acquistare, da noi, due super elicotteri del costo, complessivo, di 100 milioni di euro. Contemporaneamente a Lallio, in provincia di Bergamo, un’azienda, giustamente, dopo 365 giorni di assenza dal lavoro di una signora con quattro figli, l’ha licenziata. La motivazione del licenziamento, recita che le troppe assenze della signora “creano intralcio all’attività produttiva”. Infatti la lavoratrice, in coma vegetativo dal gennaio dello scorso anno, è un’assenteista. E i parlamentari che lavorano, in media 10 ore alla settimana cosa sono? Non “creano intralcio” alla produzione? Possibile che l’ex migliorista Napolitano sia “soddisfatto”?

I giornalisti hanno intercettato Maurizio Gasparri che passava da Montecitorio e gli hanno chiesto, a bruciapelo, un’opinione. “Il governo è coeso”, ha risposto immediatamente Gasparri. Al che i politologi hanno deciso che il più “scemo” è Gasparri. Più ancora di Renatino.

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