Effettuato il 175° sgombero di rom nell’indifferenza totale. Il cardinale Tettamanzi non se lo fila nessuno mentre il Pd pensa a perdere le elezioni regionali
Siamo a quota 175. Un record difficile da raggiungere anche fra gli amministratori leghisti. A Milano è stato compiuto il 175° sgombero di rom deciso dall’esangue suor Letizia Moratti e dal sodale barbuto eterno vice, Riccardo De Corato. Anzi, questo ultimo alza il tiro e dichiara, naturalmente con molto amore, che “la polizia locale non è andata in vacanza, continueremo a sgomberare inesorabilmente rom italiani e stranieri”.
Che la polizia locale non vada in vacanza, ci rattrista molto e poi usare l’avverbio "inesorabilmente" dimostra che il vice sindaco non si farà commuovere da nessuno e da niente. E così dobbiamo aspettarci, nei prossimi giorni, altri interventi del duo Moratti-De Corato, altre ruspe che distruggeranno povere baracche, altre deportazioni di persone che hanno come unica colpa quella di essere nati in posti sbagliati, di avere fame, di avere la pelle nera.
I due fanno parte, appunto, del partito dell’amore e hanno pensato bene che il periodo natalizio fosse il migliore per dimostrare il loro amore. E così hanno distrutto un piccolo campo abitato da rom slavi e da altri poveracci senza casa. Poveracci che avevano trovato riparo accanto all’Ortomercato, in via Sacile. Ci stavano da una settimana e non davano fastidio a nessuno in questo posto gelato e squallido di periferia. O meglio. Davano fastidio al perbenismo degli amministratori milanesi tutti tesi a posizionarsi per le prossime elezioni.
Il risultato dello sgombero è che ora una cinquantina di persone, soprattutto donne e bambini, con le loro povere cose, passeggini di fortuna e carrelli dei supermercati, vagheranno per la “capitale morale”, per la Milano dell’Expo, la Milano “con il cuore in mano”, la Milano amministrata da ciarlatani incompetenti.
In questa situazione la Lega non sta a guardare e rilancia. Secondo loro, Milano deve copiare da Coccaglio, paesino di 8 mila abitanti in provincia di Brescia, dove il sindaco leghista si è inventato il White Christmas, in pratica la caccia allo straniero.
Milano, però, è grande e, naturalmente, può fare qualcosa in più di Coccaglio. Ecco allora che Davide Boni, assessore regionale, un tipetto che non prende certo lezioni da De Corato esclama: “Partiamo dai quartieri perché lì vivono quei cittadini che vogliono una risposta ferma contro l’immigrazione clandestina e invitiamo i milanesi a segnalare la presenza di stranieri irregolari, denunciando chi sfrutta o affitto loro alloggi. Se poi l’Amministrazione non dovesse intervenire, i cittadini chiamino pure noi della Lega”.
Cosa faranno i leghisti? Sfonderanno le porte delle abitazioni o imporranno a clandestini e vecchietti che tengono la badante irregolare a mettere la camicia verde? Non è dato sapere. Intanto però, anch’essi si preparano alla campagna elettorale.
E gli altri, i democratici, cosa fanno? Se i leghisti partono dalle periferie, loro da dove partiranno? Per ora “cambiano marcia” nel senso che, per Milano, si vede un manifesto dove Filippo Penati invita a votare per lui “per cambiare marcia”. Penati ha già perso la Provincia ed ora si appresta a perdere il confronto con Roberto Formigoni alle regionali di marzo. Il suo è uno slogan di dubbia presa, forse indirizzato ai camionisti. O forse allude al passato, quando Penati era favorevole agli sgomberi. Intanto, nel dubbio, ha pensato bene dichiarare di non aver bisogno dei voti del Prc.
Per tornare in ogni caso alla battaglia nei confronti di rom e poveracci vari, c’è da segnalare che anche il Corriere della Sera è stato arruolato nella congrega dei “duri e puri”. Su sua segnalazione, la polizia locale ha mandato via 22 rom che avevano trovato rifugio in via Bovisasca.
Si conclude così il 2009. Nel gelo milanese torme di affamati vagano in cerca di un posto dove fermarsi, dove ripararsi, dove sia possibile vivere senza l’assillo delle ruspe di De Corato. Non sarà facile. Non possono contare su quasi nessuno. Uno dei pochi è il cardinale Dionigi Tettamanzi. Ma il cardinale non se lo fila nessuno, neppure i cattolici.
Si chiude il 2009 anche per i rom. Festeggeranno il 31 al freddo, fra i topi e la sporcizia. Non sappiamo dove trascorreranno l’ultimo dell’anno suor Letizia e l’impavido Riccardo. Certamente in qualche salotto milanese. Una cosa però sappiamo che “inesorabilmente” stanno pensando già al prossimo anno, a cosa inventarsi pur di restare a galla. E tutto questo con la latitanza colpevole delle forze di sinistra, votate “inesorabilmente” a perdere nuovamente le elezioni.