SarkoRifondazione


"E allora, cosa si dovrebbe fare? Deportare in massa i nomadi? E dove? Espellerli e rispedirli al mittente, ossia nella madre patria (anzi, matrigna) che prima li ha emarginati, perseguitati, maltrattati ed espulsi, ed ora li "difende" solo perché non vuole riprenderseli?..."
sabato 10 novembre 2007, di Lucio Garofalo - 650 letture

Si è ufficialmente costituita la SarkoRifondazione, ovvero la Rifondazione nazionalsocialista, guidata dal “saggio” dottor Berty, Nichi e Milziade, i tre "valorosi moschettieri" del Re-alismo e dell’opportunismo "rosso"... Rosso dalla vergogna! Come vergognosa e ripugnante è la campagna xenofoba di istigazione all’odio razziale e di classe, scatenata dalla stampa di regime (centro-destra e centro-sinistra borghese in coro), che sta producendo i primi risultati riconoscibili in particolare nella rappresaglia di stampo squadrista contro i rumeni, e in generale in una vera e propria “guerra interna tra sottoproletari”: rom contro rom, rom slavi contro rom rumeni, a loro volta questi contro rom italiani, ancora rom contro gli abitanti delle periferie metropolitane, e via discorrendo. Ho letto l’intervista rilasciata sul quotidiano La Repubblica dal senatore Milziade Caprili in merito alla vicenda rom. Può un alto rappresentante del PRC (ricordo che trattasi di un senatore della Repubblica italiana, per l’esattezza del vicepresidente del Senato), esponente di un partito della cosiddetta "sinistra radicale", da sempre schierato (evidentemente solo a chiacchiere) dalla parte dei deboli e degli oppressi, pronunziare parole così demagogiche e populiste - "la sinistra deve ritrovare una connessione sentimentale con il proprio popolo" -, esprimendosi come un volgare e comune forcaiolo, quasi peggio di un leghista? Ecco un’altra frase-"capolavoro" degna di un qualsiasi demagogo razzista: "gli altri (rom, ndr) che non hanno reddito dovrebbero essere, nel rispetto di tutti i diritti della persona (e ci mancherebbe pure) rimandati in Romania". In base a simili ragionamenti è possibile giustificare persino le storiche deportazioni di massa eseguite a danno degli immigrati italiani giunti nell’America degli anni ’20 del secolo scorso, quando alla guida del governo federale c’era il presidente Woodrow Wilson. Colui che istituì la segregazione razziale nel paese, per la prima volta da quando Abrahm Lincoln avviò la desegregazione nel 1863. Tornando all’Italia del 2007 e alle dichiarazioni rilasciate dal senatore "comunista", confesso che in tale intervista ho letto solo un passaggio davvero condivisibile, in quanto corrisponde a un dato di fatto assolutamente innegabile ed incontrovertibile: “I campi (rom, ndr) non stanno nei quartieri bene, ma nelle periferie". Giustissimo! E allora, cosa si dovrebbe fare? Deportare in massa i nomadi? E dove? Espellerli e rispedirli al mittente, ossia nella madre patria (anzi, matrigna) che prima li ha emarginati, perseguitati, maltrattati ed espulsi, ed ora li "difende" solo perché non vuole riprenderseli? Ma che fine hanno fatto i principi di "accoglienza", “integrazione”, "tolleranza", "giustizia" e quant’altro ancora, che da sempre hanno caratterizzato ed ispirato le posizioni politicamente corrette della sinistra? Oggi quei contenuti ideali sono disprezzati come "arnesi vecchi", anacronistici, quindi da rottamare. Quei proclami (tuttavia utili in campagna elettorale) sono andati a farsi benedire in funzione di squallidi interessi di opportunismo elettorale e in nome della salvaguardia a tutti i costi di un governo che ormai ha un sapore più sinistro (nel senso di losco, nefasto, orrido) che di sinistra. Quegli assiomi sono stati ancora una volta traditi, calpestati e cancellati, come è accaduto ad altri valori e comportamenti che appartengono da sempre al corredo ideale e al patrimonio storico-culturale della sinistra, intesa non solo come "sinistra radicale", ovvero "estrema", bensì come forze politiche tradizionalmente legate all’arco costituzionale e parlamentare borghese. Partiti che ormai sono approdati (a proposito di “ap-Prodi” e "migrazioni politiche") nel Partito Demo(n)cratico, di cui avevo già previsto da tempo l’involuzione in senso sicuritario e xenofobo. Una metamorfosi che ormai si è manifestata chiaramente e concretamente (non solo attraverso i sindaci-sceriffi di centro-sinistra), ma che purtroppo sta contagiando anche gli ambienti di quella "sinistra" che non si riconosce nel veltronismo. Infatti, benché intelligenti (almeno si presume che lo siano), il senatore Caprili e gli altri esponenti del PRC schierati apertamente su posizioni difformi rispetto alla linea assunta da Piero Sansonetti, direttore del giornale Liberazione (che è o no l’organo ufficiale di Rifondazione?), si stanno facendo suggestionare e turlupinare dalla campagna xenofoba e razzista condotta negli ultimi giorni dalla stampa borghese. Detto francamente, ho provato solo sentimenti di orrore, disgusto, rabbia e indignazione nel leggere quelle dichiarazioni, rilasciate oltretutto da un soggetto che osa definirsi "comunista"! Mi domando, dunque, quale senso e quale valore rivesta ed esprima ancora tale concetto per taluni sedicenti "compagni", nella fattispecie per un senatore del PRC-Sinitra Europea, nonché vicepresidente del Senato della Repubblica. Siamo ridotti davvero molto male! Ormai bisogna prendere piena coscienza della metamorfosi "faustiana" che si sta compiendo in alcuni settori del PRC, investendo in modo particolare alcuni suoi esponenti ad altissimo livello. Una mutazione regressiva che si sta spostando addirittura sul versante antropologico-culturale e morale, direi anche sul piano psicologico-emotivo, oltre che sotto il profilo ideologico e pratico-politico. In questo caso l’involuzione si è già consumata da tempo.

Lucio Garofalo

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Le parole del senatore Caprili incompatibili con Rifondazione comunista
11 novembre 2007, di : Valerio

Le posizioni di Milziade Caprili incompatibili con Rifondazione Comunista

Lunedì 5 Novembre è apparsa su "la repubblica" una intervista al senatore Milziade Caprili dal titolo "La gente è stanca dei rom, parola di comunista". Il senatore Caprili, iscritto al gruppo Prc/S.E. e vicepresidente del Senato, afferma nell’intervista: " il provvedimento( sui rom) era necessario. In certi momenti il carattere d’urgenza è giustificativo. La sinistra deve ritrovare una connessione sentimentale con il proprio popolo" " Le politiche sociali restano la chiave di volta. Una parte(i rom) continua a creare problemi di criminalità, e i reati vanno perseguiti. Gli altri che non hanno reddito dovrebbero essere nel rispetto di tutti i diritti della persona, rimandati in Romania"

E inoltre parlando di "Liberazione", quotidiano di Rifondazione Comunista, che in questi giorni ha condannato duramente il decreto sui Rom:

"() ....in direzione nazionale(del Prc) ho intenzione di sollevare il problema del giornale rispetto alla linea sul governo"

"()...ormai è una marea che monta(i migranti).Se non fermiamo gli arrivi, travolge tutto"

Putroppo stiamo riportando le "opinioni" politiche di un esponente istituzionale della nostra comunita politica che chiamiamo Rifondazione Comunista. Non sono parole di Borghezio, Bossi o altri razzisti del genere. Abbiamo letto e commentato l’intervista di Caprili con grande amarezza, rabbia e incredulità. Non solo riteniamo incompatibili queste opinioni con l’appartenenza a Rifondazione comunista, ma neanche con il pensiero democratico e antifascista della nostra costituzione repubblicana. Le riteniamo piuttosto insensate, pericolosamente reazionarie e prive di qualsiasi buon senso. Queste opinioni si discostano altamente dalle posizioni del nostro partito, giustamente piu volte ribadite in tutti gli organi dell’informazione e in primo luogo dal nostro quotidiano "Liberazione". Riteniamo gravissima qualsiasi tentativo di ledere l’autonomia del nostro giornale e dell’intera redazione. Non vogliamo fare processi politici a nessuno, tantomeno al senatore Caprili, ma non possiamo tacere di fronte a tali prese di posizione sula questione dei/delle migranti. In passato tanti esponenti(anche lo stesso Caprili) di Rifondazione Comunista sono stati in prima linea nel "processare" compagni/e che avevano espresso posizioni piu o meno condivisibili, ma noi non ne abbiamo nessuna intenzione, non appartiene alla nostra cultura politica. Ma riteniamo inprenscindibile sottolineare come le suddette opinioni appartengono a una cultura politica lontanissima dal percorso della Rifondazione comunista. Probabilmente la svolta a "destra" dei Cofferati, Domenici, Veltroni inizia a prendere piede anche tra qualche nostro esponente che inizia a pensare che il tanto sperato nuovo mondo possibile passi dalle espulsioni di massa di chi non produce. Non si puo pensare che come dice Caprili che "le politiche sociali restano la chiave di volta", per poi dire che "bisogna rimandare in Romania chi non ha reddito". Rilasciare tali interviste ad uno dei piu grandi quotidiani italiani non fa che dare sponda politica alle destre reazionarie e agli Sceriffi del centrosinistra. Ci chiediamo: puo ridursi all’appiattimento su posizione che riteniamo razziste l’agire politico di Rifondazione Comunista?. Noi non solo riteniamo che non sia così, ma siamo sicuri che la pensi allo stessomodo l’intera comunità di Rifondazione. Speriamo in una rettifica del senatore Caprili, anche perche sarebbe solo un problema "suo" ribadire le prima citate opinioni. Il problema si chiama semplicemente per "lui" Incompatibilità con il percorso della Rifondazione Comunista e di quanti da anni hanno costruito percorsi politici con la nostra organizzazione politica.

Valerio Marletta-Coordinatore provinciale giovani comunisti/e Carlo Barchitta- Segretario Prc Scordia Pierpaolo Montalto-Circolo Precari Prc Matteo Iannitti-Segretario Circolo tienanmen Prc Katia Nicotra- Circolo Misterbianco Prc Andrea Bonina- Circolo Precari Prc Andrea Pavone- Segretario circolo Riposto Prc Daniela Pagano- Circolo Precari Prc Dario Marletta- Circolo Palagonia Prc Vincenzo Fasano- Circolo Riposto Prc Mariano Cardili- Circolo Precari Prc Federico Galletta-Segretario Circolo Precari Prc Salvatore Trovato- Segretario Circolo Pedemontano Prc Michele Salafia-Segretario Circolo Prc Grammichele Dario Stazzone-Circolo universitario Prc

Il senatore Caprili tra populismo e reazionarismo
18 novembre 2007, di : Enzo Gueli

"Le parole pronunciate dal senatore Caprili, nell’intervista rilasciata a Repubblica, sono emblematiche del nuovo modo di fare politica degli esponenti del Pd e della sinistra moderata in genere. Il modello è oramai noto e si serve di uno schema sempre più seguito dai politici del Belpaese. Il primum movens della macchina politica italiana è sempre più spesso costituito dal bombardamento mediatico, che pone in risalto dei fatti di cronaca per i quali vengono spese le prime pagine di giornali e telegiornali, e dedicate intere puntate dei "salotti della politica" (Vespa e Mentana tanto per intenderci). Nel giro di pochi giorni, monta un sentimento popolare di indignazione e disprezzo, e pazienza se non si arriva più alla fine del mese e se il precariato dilaga; i provvedimenti urgenti da prendere sono quelli contro i rom, se un rom ha commesso reato. Il nostro leader maximo in pectore, Walter Veltroni, esamina il risultato dei sondaggi, dopodichè fa un giro di telefonate ed ecco che il pacchetto sicurezza è approvato con tanto di consensi anche da parte di esponenti della sinistra radicale, altro che commissioni d’inchiesta su Genova e mantenimento dei programmi elettorali. Il sistema è così dotato di una macchina che inventa problemi (ed agli occhi dei cittadini li affronta e li risolve) per giustificare una reazione che ha come unico fine l’automantenimento del sistema stesso. Perchè il tam-tam dei mezzi d’informazione non insiste mai sul fatto che in Italia, nel solo 2006, sono 1300 i morti sul lavoro? Perchè molti sono convinti che bisogna bloccare "le vie del terrorismo" quando in Italia non è morto mai nessuno per il terrorismo di matrice islamica? La risposta a queste domande è che i media fanno il gioco del sistema capitalistico globale, che vedrebbe un elemento di destabilizzazione nella protesta dei lavoratori, ma che trae profitto dalla criminalizzazione dei flussi migratori, perchè ha bisogno di una forza lavoro docile e a basso costo e sa che può ottenerla con più facilità se la minaccia e le usa violenza. E allora noi che questo sistema vogliamo abbattere, dobbiamo lottare per i diritti dei migranti, perchè al di là di qualsiasi considerazione etica e morale, questa è una strada che può avvicinarci a quell’altro mondo possibile che abbiamo spesso sognato e che di certo si allontana quando il senatore Caprili indossa un lenzuolo bianco con due buchi per gli occhi e inneggia al Ku Klux Klan."
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