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Sara Gentile "Populismi Contemporanei XIX – XXI secolo" (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)


Il populismo è in ascesa (in Europa, come in America latina e negli Stati Uniti). Le nostre democrazie sono in un momento cruciale della loro storia e la forma in cui per quasi un secolo e mezzo le abbiamo conosciute ed abitate, si rivela probabilmente inadeguata a contenere ed esprimere le esigenze ed i fermenti di società in costante mutamento.
martedì 25 aprile 2017 , Inviato da Emanuele G. - 1307 letture

Il populismo è un termine politologico che è ritornato alla ribalta in maniera piuttosto chiassosa da qualche tempo a questa parte. E quando un termine diventa “popolare” il suo utilizzo assume spesso caratteri del tutto differenti rispetto al significato originale e per così dire originali. Succede, anche, che si scrive “populismo” senza saperne il vero significato. Basta utilizzarlo che fa “à la page”. Un articolo riguardante la modernità e la contemporaneità senza l’inclusione di tale termine non è nemmeno preso in considerazione. Ah che tempi particolari viviamo…

Per fortuna accorre in nostro soccorso un prezioso saggio pubblicato dalla Prof.ssa Sara Gentile dell’Università di Catania. Prezioso perché, finalmente, mette ordine in un campo, quello del populismo, in cui si è detto e si continua a dire tutto e il contrario di tutto. Da rigorosa analista dei processi politici e sociali, la Prof.ssa Gentile fa luce in modo chiaro ed autorevole su questo demone che non sta facendo dormire sonni tranquilli a interi popoli e paesi.

Il punto di partenza, è quasi lapalissiano affermarlo, è l’appello al popolo. Un popolo inteso come “ethnos” (la radice etnica del problema) e come “demos” (la radice politica di quel problema). Tuttavia, nel corso della storia il populismo è stato declinato in varie modalità così differenti da pensare di liquidarlo come un fenomeno unico ed irripetibile. Invece, non è così ed è diventato – mi riferisco al populismo – un canone importante dell’analisi sia sociologica che politologica. Pertanto, ora si hanno degli strumenti analitici piuttosto affinati e complessi per analizzarlo.

Si possono rintracciare cinque ondate populistiche nella storia contemporanea del mondo. Le prime due afferiscono all’Ottocento e ai primi anni del Novecento. Si tratta del populismo più autentico e verace poiché c’è un genuino appello al popolo. In seguito, abbiamo una ondata in Sud America (il Peronismo ad esempio) dove il popolo è inserito in un complesso processo di modernizzazione. Infine, le ultime due che hanno come proscenio l’Europa e gli Stati Uniti. Qui il discorso cambia poiché si ha la netta sensazione che il popolo non sia più l’obiettivo del populismo quanto un mero strumento propagandistico. Insomma, il populismo utilizzato come “tool” di scontro fra elites.

Lo sfondo è la crisi profonda delle democrazie occidentali il cui modello è di fatto appannato e in serie difficoltà. Infatti, i capisaldi delle democrazie occidentali – elezioni e partecipazione – sembrano attraversare un periodo alquanto buio ed inquietante. Il che ravvisa una “crisi della modernità” e l’avvio di un periodo storico definito “post-democratico” e comunque “post-ideologico”.

Il termine “populismo” è stato per così dire definito nel corso di un convegno organizzato nel 1967 dalla London School of Economics. Le opinioni al riguardo del populismo sono differenti. MacRae lo considera un’ideologia, mentre Betz alla stregua del buon senso oppure Hermet come un semplice fenomeno sociale. Ciò fa sorgere un interrogativo essenziale: che cos’è il popolo. Vi sono varie interpretazioni al riguardo dell’etimo popolo: popolo come nazione, popolo come ethnos, popolo come demos e popolo come classe. E in base a cosa si intende per popolo l’accezione populismo cambia significato.

Il saggio della Prof.ssa Gentile prosegue appuntando la sua attenzione sulla quarta e quinta ondata del populismo parlando in maniera diffusa ed ampia del populismo più famoso. Ossia quello del Fronte Nazionale. L’autrice rintraccia i caratteri originari del movimento fondato da Jean Marie Le Pen e quali le innovazioni apportate dal suo successore. Ossia la figlia Marine Le Pen. L’esposizione dell’autrice è sempre chiara e facilmente comprensibile in modo che il lettore possa capire concetti piuttosto complessi e di non facile lettura.

Sempre nel corso del saggio si riflette se esiste un populismo di sinistra. La risposta è affermativa. Basta riferirsi alle esperienze di Syriza in Grecia e Podemos in Spagna. L’esperienza del M5S è un capitolo a sé anche se si tratta di un populismo trasversale che prende spunti dai populismi di destra e di sinistra. Da non sottacere un fenomeno di natura alquanto pericolosa. Ossia tentativi più o meno conclamati di normalizzare esperienze afferenti alla destra estrema e xenofoba. Infine, esiste un populismo detto “patrimoniale” o “patrimonialista” in voga nei paesi del Nord Europa che intende preservare il benessere e il welfare di quelle popolazioni.

Quali le conclusioni? Quelle che sono indicate direttamente dall’autrice e cioè rivivificare una politica che sta attraversando un momento di acuta “defaillance”. Quindi, ridare nuovi significati a termini in apparenza desueti quali “rappresentanza”, “partecipazione” e “rapporti fra i cittadini e la politica”. Già la politica questa grande malata che aiuta in modo inequivocabile l’avanzata dei populismi. Una politica che risente pesantemente della crisi delle famiglie tradizionali della politica europea e che è stata relegata al ruolo di comprimario dalle lobby finanziarie che tengono in pugno il mondo di oggi. La Prof.ssa Gentile chiude il suo interessantissimo ed approfondito saggio con le seguenti parole: “[…] Ridistribuire ricchezza, diritti e valori si può, anzi si deve. Senza di questo la democrazia rimane in scacco.”

Non c’è nulla da aggiungere.

- Per ulteriori approfondimenti (cliccare sul link):

Populismi Contemporanei XIX – XXI secolo

- Photo credits:

La foto della copertina è stata presa dal sito della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli


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