Il Prof. Tancredi coordinatore della provincia di Salerno dei Direttori Generali prepara la Sua “ritirata” strategica dal fronte della sanità salernitana ed a coprirgliela scende in campo il sindacato...
Il Prof. Tancredi coordinatore della provincia di Salerno dei Direttori Generali prepara la Sua “ritirata” strategica dal fronte della sanità salernitana ed a coprirgliela scende in campo il sindacato.
Le giuste osservazioni del prof. Tancredi, apparse oggi su alcuni giornali locali, non fanno altro che darci ragione sulle analisi che da molti anni stiamo proponendo, come operatori della sanità, all’attenzione delle istituzioni locali, regionali e nazionali proponendo anche di valutare l’opportunità "residua" di commissariare la sanità regionale.
Perché cronaca di una morte annunciata?
Perché a fronte del disastro economico, con i 12.000 miliardi di vecchie lire di deficit, operando solo tagli indiscriminati non c’è stato ancora oggi nessun atto di programmazione serio emanato dalla regione, a partire dal Piano Ospedaliero Regionale, nel menmtre ci sono Direttori Generali che ormai senza ritegno propongono atti aziendali che continuano a rispondere solo ad esigenze di "produrre crediti clientalari ".
Tutto ciò a fronte del fatto che molti creditori stanno già avanzando direttamente alla SORESA (società che gestisce la cartolarizzazione del debito) decreti ingiuntivi e che aumenta anche il rischio di far aumentare lo stesso debito.
Non è possibile più continuare in questo bisogna "arrestare" questa logica perchè stiamo rischiando solo di far morire di inedia la sanità in Campania.
Biosgna "arrestare" ora, adesso , immediatamente, questa emoragia che rischia anche di durare oltre trentanni (questo è il periodo del recupero del debito) dissanguando anche i nostri figli.
Non è possibile assistere impassibili a questo scempio senza gridare forte il nostro dissenso. Il commissariamento delle aziende e dell’assessorato alla sanità della regione Campania, è oggi l’unica “azione di buona salute” che il governo nazionale può operarem, altri soluzioni sono solo pannicelli caldi.
La benzina o gasolio in Campania già costa almeno 140 lire in più rispetto ad altre regioni italiane (es. 1,42 euro in Campania; 1,34 euro nel Lazio) e il dramma della situazione economica era già chiaro da anni e ciò non è servito a far riflettere sulla “criminale incapacità" (?) di programmare senza operare solo tagli indiscriminati, complice in questo lo stesso sindacato che per anni è stato a guardare inn una logica di asservimento al "regime".
Non vengono rimossi i Direttori Generali che hanno operato solo per guadagnare “crediti clientelari” ma nel frattempo sono stati rimossi direttori generasli che hanno costruito azioni di vera è coerente riorganizzazione: be è l’ora che anche questi direttori se ne tornino tutti a casa, ma per comprendere meglio il problema facciamo un passo indietro:
Nell’anno 2001 il fondo sanitario regionale era di 10.800.000.000 mld di vecchie lire, cosi ripartiti: spesa per assistenza ospedaliera pari al 42% del fondo 4.533.156.598 ca di vecchie lire; spesa per assistenza distrettuale pari al 42 del fondo 4.533.140.000 ca prevenzione pari al 5% del FSR 539.660.000; salute mentale e psichiatria pari al 5% 539.660.000 policlinici, IRCCSm, etc, pari al 6% del FSr 647.591.000.
Nell’anno 2002 fondo sanitario regionale era di 6.352.419.858 mld di euro pari a 12.500 mld di vecchie lire; cosi ripartiti:spesa per assistenza ospedaliera pari al 41% del fondo 2.613.487.000 euro; spesa per assistenza distrettuale pari al 43% del fondo 2.731.540.538; prevenzione pari al 5% del FSR... 317.620.992; salute mentale e psichiatria pari al 5% 317.620.992; policlinici, IRCCSm, etc, pari al 6% del FSR 381.145.191
Nell’anno 2003 il fondo sanitario regionale era di 7.127.105.207 mld di euro pari a 14.200 mld di vecchie lire; cosi ripartiti: spesa per assistenza ospedaliera pari al 44% del fondo 3.194.753.000 euro; spesa per assistenza distrettuale pari al 40% del fondo 2.850.842.082; prevenzione pari al 5% del FSR 356.355.260; salute mentale e psichiatria pari al 5% 356.355.260; policlinici, IRCCSm, etc, pari al 6% del FSR 427.626.312 “
Nell’anno 2004 il fondo sanitario regionale era di 7.230.396.587 Mld di euro pari a 14.400 Mld di vecchie lire, cosi ripartiti: spesa per assistenza ospedaliera pari al 45% del fondo 3.263.547.000 euro; spesa per assistenza distrettuale pari al 39% del fondo 2.819.854.668 ; prevenzione pari al 5% del FSR 361.519.829; salute mentale e psichiatria pari al 5% 361.519.829; policlinici, IRCCSm, etc, pari al 6% del FSR 433.823.795.
Nell’anno 2005 fondo sanitario regionale 7.545.399.710 mld di euro pari a 15.000 ca mld di vecchie lire; la ripartizione prevista dalla DGRC 1215 del 23 settembre 2005 risulta: spesa per assistenza ospedaliera pari al 41% del fondo (non calcolato) spesa per assistenza distrettuale pari al 28,6% del fondo prevenzione pari al 5% del FSR; salute mentale e psichiatria pari al 5%;Policlinici, IRCCSm, etc, pari al 8% del FSR.
Nell’anno 2006 il FSR era di 8.650.000,00 euro pari a circa 16.300 mld ci vecchie lire. Si noti anche lo scarto sempre più inferiore delle risorse destinate al territorio penalizzando quei settori della prevenzione e delle cure domiciliari.
Si deve tener conto però che la Regione Campania ha icevuto per il 2005 - in dodicesimi sul riparto nazionale - una quota pari al 96,8% di 7.286.700.000 circa che di fatto resta il fondo che è stato già ripartito con i criteri contenuti nella DGRC 1215 del 23 settembre 2005 per l’anno 2005.
Su questo argomento si sottolinea il fatto che le stesse delibere regionali, relative alla manovra economica dei tagli indiscriminati, potrebbero essere considerate per assurdo “un falso ideologico” in quanto la spesa corrente ed il risparmio del 6% annuo viene riferita alla spesa dell’anno 2004 è tutti sappiamo che la spesa a consuntivo del 2005 resta già superiore e quindi i tagli annui non sono del 6% ma addirittura potrebbero essere del 18/20% annui. Quota insostenibile per un sistema sanitario regionale se non si operano immediatamente coraggiose scelte programmatiche di riordino del sistema producendo: diritti uguali per diseguali.
Per non parlare della incapacità di programmare gli investimenti per la ristrutturazione con le risorse economiche in conto capitale che come abbiamo già visto in precedenza registrano ritardi ventennali.
La stessa spesa del 2005 non è coperta neppure dal FSR assegnato per il 2006, nonostante la quota in più ricevuta quest’anno di circa 800 milioni di euro in più sul FSR, e se a questo aggiungiamo che nel 2006 ci sono stati anche i rinnovi contrattuali (già considerati nel FSR) a parte altri aumenti ISTAT e tariffe varie, il quadro per il 2006 non è assolutamente confortante se non del tutto fallimentare con il rischio di una vera è propria "bancarotta" istituzionale e sociale.
Qui di seguito riporto il quadro di riferimento per gli anni 2004/2005 per le AA.SS.LL. e l’AA.OO. della provincia di Salerno:
ASL 1 SA: Spesa a consuntivo 2004 euro 489.906.000,00; FSR assegnato 2005 euro 400.605.000,00; ASL 2 SA: Spesa a consuntivo 2004 euro 441.393.000,00; FSR assegnato 2005 euro 457.638.000,00; ASL 3 SA: Spesa a consuntivo 2004 euro 335.934.000,00; FSR assegnato 2005 euro 304.407.000,00; AA.OO. SALERNO Spesa a consuntivo 2004 euro 161.016.000,00 FSR assegnato 2005 euro 137.980.000,00 di euro. La spesa a cosnutivo 2005 è stata superiore di circa il 10% rispetto alla spesa del 2004 nel caso dell’azienda ospedaliera di Salerno.
Faccio un’altro esempio per comprendere il problema: il costo di gestione valutato nel bilancio di previsione 2006 dell’Azienda Ospedaliera di Salerno è di 163.965.365,00 con un valore prestazionale previsto (auspicabile) di 173.456.919,00 (fonte bilancio di previsione pluriennale Azienda Ospedaliera Salerno (Delibera 11 del 13.03.06) però, oggi, lo stesso Prof. Tancredi non dice che l’attuale assegnazione mensile copre solo l’80% circa delle spese correnti ed anche se fronte di valori prestazionali dignitosi costo 100 valori prestazionale 75/80 l’azienda ospedaliera rischia di essere costretta, per i tagli indiscriminati a tagliare prstazioni sanitari a a differenza di altre aziende ospedaliere che ade sempio nel napoletano registrano bassissimi valori prestazionali con un rapporto costo pari a 100 e ricavi per prestazioni sanitari pari a 50.
Pregiatissimo Prof. Tancredi, in ogni caso, anche Lei non può far finta di niente costruendosi alibi. Faccia uno scatto d’orgoglio e si dimetta. Credo che molti di noi operatori apprezzeranno il suo gesto affinchè lo stesso possa essere d’esempio per gli altri direttori generali.
*Enzo Maddaloni
esponente del Forum regionale della Campania
degli operatori della sanità
www.icantieridellasalute.it