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Salviamo la legge sui beni confiscati alle mafie


Appello dell’associazione Libera per salvaguardare la Legge Rognoni - La Torre sui beni confiscati alla mafia. Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che...
giovedì 27 ottobre 2005, di Morris Bober - 2703 letture

La legge Rognoni - La Torre, che consente da oltre vent’anni di aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, è in pericolo.

Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che tra i molti aspetti discutibili prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un “interesse giuridicamente riconosciuto”, dei provvedimenti definitivi di confisca.

In nome di un malinteso garantismo, insomma, si compromettono definitivamente il lavoro e l’impegno di quanti, dalle forze dell’ordine alla magistratura, dalle associazioni alle cooperative sociali, sono oggi impegnati nella difficilissima opera di individuazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo. Nessuna assegnazione di beni confiscati avrà un futuro certo.

Altri avrebbero potuto essere gli strumenti con cui risarcire, anche dal punto di vista economico, eventuali vittime di errori giudiziari, sempre possibili, nell’iter che va dal sequestro preventivo dei beni alla loro definitiva confisca.

Se dovesse essere approvato, invece, quanto previsto dal comma 1 lettera “m” dell’art. 3 del disegno di legge AC 5362 recante “Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali”, tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell’ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza.

Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati.

Una situazione che richiede normative efficaci e scelte concrete in grado di far crescere la fiducia di chi è impegnato ogni giorno nella lotta alle mafie.

E’ per queste ragioni che l’associazione Libera (che raccoglie più di 1200 associazioni nazionali e locali, scuole, cooperative) e i sottoscritti familiari delle vittime delle mafie, attraverso questo appello, chiedono un serio e approfondito ripensamento, in sede di dibattito parlamentare, del disegno di legge delega AC 5362, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca, affinchè deputati e senatori di tutte le forze politiche sappiano trovare la giusta misura, il corretto equilibrio tra la tutela dei diritti di chi subisce i provvedimenti di confisca dei beni e la necessità di sottrarre alle organizzazioni mafiose gli immensi patrimoni che accumulano ogni anno, nell’illegalità e nel sangue.

Trasformando questi beni, come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia.

Per aderire all’appello: libera@libera.it

Tel. 06/69770301 - Fax 06/6783559

Hanno gia’ aderito:

Luigi Ciotti, Giuseppina La Torre, Rita Borsellino, Giovanni Impastato, Claudia Loi, Edna Cosina, Daniela Marcone, Viviana Matrangola, Debora Cartisano, Margherita Asta, Maddalena Rostagno, Monica Rostagno, Elisabetta Roveri, Dario Montana, Paolo Siani, Stefania Grasso, Angela Grasso.

Le coperative e le associazioni che gestiscono beni confiscati alla mafia:

Associazione Casa dei Giovani Coop. Lavoro e Non Solo, Coop. NoE, Coop. Placido Rizzotto Coop. Valle del Marro, I dipendenti della Calcestruzzi Ericina (azienda confiscata alla mafia, Mutua Studentesca, Avviso Pubblico - Regioni ed enti locali per la formazione civile contro le mafie, ICS - Consorzio Italiano di Solidarietà, Peace Games, Gruppo Abele, Sinistra Giovanile, Fuci, Auser, FAI - Federazione Antiracket Antiusura Italiana, Co.na.pi, Gruppo Alce Nero Mielizia, Pax Christi Italia, Legambiente, Cipax, Magistratura Democratica, Antigone, Arci Nazionale, Psichiatria democratica, Federazione Nazionale Giovani Comunisti.

Rispondere all'articolo - Ci sono 3 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Salviamo la legge sui beni confiscati alle mafie
30 ottobre 2005, di : TuriToro

Non credo ai miei occhi... Questa è l’ultima di una serie di leggi che vanno a legittimare il potere criminale. Se non stiamo diventando noi uno stato fascio-mafioso...

O la lotta o è la fine...

> Salviamo la legge sui beni confiscati alle mafie
30 ottobre 2005, di : Angela Allegria

C’è davvero da non credere ai propri occhi! Rischiamo di vanificare il lavoro di coloro che hanno dato la vita per conbattere il fenomeno mafioso. Se si cederà su questo allora si potrà cedere anche su altro. E’ come se uccidessimo un’altra volta Falcone, Borsellino, Livatino e tutti coloro che hanno compiuto il proprio dovere oltre ogni compromesso!
> Salviamo la legge sui beni confiscati alle mafie
2 novembre 2005

Ora BASTA davvero!!! David
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