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Salerno sceglie il termovalorizzatore


Senza raccolta differenziata anche se si forza sugli inceneritori - aveva ribadito a chiare lettere il ministro - non si ottiene nulla...
martedì 5 settembre 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 2654 letture

Si terrà il 4 settembre la riunione del Consiglio di Amministrazione dell’ASM di Brescia che dovrà approvare la relazione semestrale al 30 giugno 2006. La società diretta da Renzo Capra, recentemente, ha messo a segno alcuni significativi colpi di mercato. Con l’emissione di un prestito obbligazionario da 14 miliardi di yen (circa 95 milioni di euro), è diventata la seconda società italiana, e la prima local utility, ad entrare nella ristretta cerchia degli emittenti europei di obbligazioni con scadenza a trenta anni.

Ma non è tutto. L’emissione è stata interamente acquistata da AFLAC, uno tra i più grandi gruppi assicurativi americani e il maggiore in Giappone, che dispone di un portafoglio di circa 60 miliardi di dollari investiti in titoli a reddito fisso prevalentemente emessi da Enti Sovrani e grandi gruppi bancari. Operazione che è valso il riconoscimento di Standard & Poor’s che ha assegnato all’obbligazione un rating A+, che coincide con il rating attribuito all’emittente, ASM S.p.A. Ed è con un simile biglietto da visita che il direttore generale, Elio Tomasoni, ha incontrato, nei giorni scorsi, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, e il presidente di Salerno Energia, Fernando Argentino. Scopo dell’incontro la definizione di una partnership in grado di poter partecipare alla gara europea per un termovalorizzatore di ridotte dimensioni. Nella città lombarda è, infatti, in funzione un piccolo inceneritore che tratta 700.000 tonnellate di rifiuti e biomasse producendo 400 milioni di chilowattora e 300 milioni di chilowattora di energia termica.

Per la Asm, guidata da Renzo Capra, si tratta di una nuova importante opportunità, dopo aver ottenuto la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione del sistema di teleriscaldamento di Novara. A Salerno, prende, infatti, corpo la possibilità di costruire un piccolo termovalorizzatore in grado di smaltire solo i rifiuti che produce la provincia. E’ lo stesso bando per il terzo lotto , che riguarda Salerno e l’hinterland napoletano, che offrirebbe una simile possibilità. O, almeno, è quello che spera il primo cittadino, Vincenzo De Luca. Resta il grosso problema, ancora irrisolto, della raccolta differenziata sulla quale, a più riprese, è intervenuto il ministro Pecoraro Scanio. “Basta con una politica che si basa soprattutto sugli inceneritori e non soprattutto sulla raccolta differenziata”, aveva dichiarato il ministro presentando il responsabile della task force, generale Jucci. Una scelta, non solo “scritta nel programma della coalizione di centrosinistra” ma fondamentale perché “nessun rifiuto può entrare in discarica o negli inceneritori senza essere stato prima trattato”. “Senza raccolta differenziata anche se si forza sugli inceneritori - aveva ribadito a chiare lettere il ministro - non si ottiene nulla”. A distanza di trenta giorni dagli impegni sulla raccolta sbandierati dal primo cittadino e avallati dal ministro, Salerno resta al palo. Prima ancora di parlare di termovalorizzatore sarebbe il caso di risolvere questo annoso e incancrenito problema.

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