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Salerno: Consiglio comunale aperto ai cittadini stranieri


Anche Salerno, dopo Roma, Ravenna, Vicenza ed altre città, avrà i consiglieri stranieri aggiunti al Consiglio Comunale.
mercoledì 24 maggio 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 1778 letture

Anche Salerno, dopo Roma, Ravenna, Vicenza ed altre città, avrà i consiglieri stranieri aggiunti al Consiglio Comunale. Le elezioni, organizzate dalla ‘Consulta Provinciale degli Immigrati e delle loro Famiglie’, si terranno il giorno 18 giugno 2006 presso un unico seggio cittadino. Lo rende noto il presidente della Consulta, Ernesto Scelza.

Potranno esercitare il diritto di voto attivo e passivo per l’elezione dei consiglieri stranieri aggiunti tutti i cittadini stranieri che, alla data del 18 giugno 2006, abbiano compiuto i 18 anni, siano in possesso di regolare permesso o carta di soggiorno, e risultino residenti o domiciliati nel Comune di Salerno.

La consultazione, che ha un carattere dimostrativo, - si legge in una nota di Scelza - assume un rilevante valore simbolico e civile, e rappresenta la volontà di migliaia di cittadini stranieri, molti dei quali da anni residenti a Salerno, di partecipare attivamente alla vita democratica della città nella quale lavorano e nella quale le loro famiglie stanno sperimentando un non facile processo di integrazione e di convivenza”.

Siamo in presenza delle prove generali in attesa della introduzione nello Statuto comunale di una norma che consenta di poter eleggere i Consiglieri Stranieri Aggiunti.

La Consulta Provinciale degli Immigrati e delle loro Famiglie - aggiunge Scelza -sollecitata dalle Organizzazioni e dalle Associazioni che la compongono, ha deciso, d’intesa con le Comunità di cittadini immigrati, di sperimentare, seppure nella forma di primarie e a titolo dimostrativo, l’elezione di quattro consiglieri stranieri aggiunti, uno per ogni area geografica di provenienza, che potranno elaborare proposte e avanzare soluzioni.

Alle forze politiche presenti nel prossimo Consiglio, al Sindaco e alla nuova amministrazione il compito di ascoltare e valutare”. La storia di queste persone è variegata, spiega il presidente della Consulta; “molti provengono da Paesi in via di sviluppo o in guerra, nei quali si soffrono condizioni difficili o disperate di esistenza. Molti hanno subito persecuzioni o sono sfuggiti a conflitti. Molti, ancora, credono di poter realizzare l’aspirazione ad un lavoro che valorizzi le loro capacità, ad una dimora dignitosa”.

Tutti hanno trovato nella nostra città accoglienza, tolleranza e senso di giustizia. In tutti, c’è l’idea di una Salerno aperta al mondo, porta mediterranea dell’Europa “che fa rivivere la sua tradizione di crocevia di popoli e di culture diverse. L’idea - conclude Scelza - di una città capace di cogliere nelle nuove dimensioni del mondo globalizzato occasioni di sviluppo e di nuova civiltà”.

Pare evidente che lo scopo dell’intera operazione, in attesa del sempre più auspicato diritto di voto a livello nazionale, è quello di fare in modo che tutti coloro che vivono in questa città si sentano e siano percepiti come parte integrante della comunità salernitana.

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