Sale la protesta per la delocalizzazione della Italcementi di Isola delle Femmine


AUMENTA IL FRONTE DEL NO ALLA COSTRUZIONE DELLA TORRE ALTA 100 METRI DELLA ITALCEMENTI NEL CENTRO ABITATO DEL PAESE
giovedì 8 febbraio 2007, di pino ciampolillo - 666 letture

SALE LA PROTESTA PER LA DELOCALIZZAZIONE DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri Il Comune di Isola: va spostata

Nuovo impianto e polemiche.

“Serve ad abbattere le emissioni”

Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.

Azienda possibilista

ISOLA DELLE FEMMINE, (ima] La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabiliento di Isola sta provocando allarme. Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazio¬ne del nuovo forno e quindi della torre. Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava. Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione. La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AIA). Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano i tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria. Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -. Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40. Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.

Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito. «Non siamo contro il nuovo impianto se ciò significa un abbattimento delle emissioni- afferma Mario Ajello-. Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi». Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto. Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.

L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni. Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -. Il confronto con il territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».

Comitato Cittadino Isola Pulita

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