dopo l’esecuzione di Saddam, i mezzi d’informazione sono invasi dai commenti di rappresentanti politici e religiosi che si accalcano per esprimere la loro opinione...
Certamente dopo l’esecuzione di Saddam avvenuta questa mattina, i mezzi d’informazione saranno invasi dai commenti di rappresentanti politici e religiosi che si accalcheranno per esprimere la loro opinione. Mi sembra opportuno che anche GirodiVite accolga la notizia, allora perché non farlo con un pezzo andato in stampa ore prima dell’impiccagione? Immagini che di certo non perderemo occasione di vedere e rivedere e rivedere... d’ovunque.
Dal Il Manifesto del 30 Dicembre, editoriale di Mariuccia Ciotta.
[...] Lo sguardo va rivolto ai carnefici e non alla vittima. La condanna a morte dell’uomo di Baghdad chiama in causa la nostra capacità di creare un mondo “nuovo e migliore” come scrive il New York Times. Né la destituzione di Hussein né la sua esecuzione - sostiene il quotidiano americano - otterrà questo risultato. La questione importante infatti era quella di accertare le responsabiltà del dittatore con un “processo condotto in modo accurato e scrupoloso” mentre è stato “politicizzato, di parte e viziato”.
La testa di Saddam non invertirà la politica delle “vendette arbitrarie” non favorirà lo stato di diritto in Iraq, inquinerà ancor di più da est a ovest e moltiplicherà l’odio, come è già avvenuto con l’integralismo religioso. Il “giustiziere” sarà inebriato delle stesse pulsioni devastanti, replicherà la stessa logica violenta. Non saprà immaginare altri paesaggi umani.
Opportunità perduta. In Iraq si prevede “un fiume di sangue” un minuto dopo l’esecuzione della sentenza, come se fino adesso la marea di corpi straziati non avesse parlato abbastanza delle conseguenze della vendetta. Come se la pulizia etnica tra sciiti e sunniti non imbrattasse giorno per giorno il paese scelto per risarcire l’11 Settembre. Come se i tremila soldati appena inviati da Bush non fossero tremila dead men walking[...]