Sacred Dance, la gioia del movimento


Seminario esperienziale di danza sacra con Rosie Turnbull della Comunità di Findhorn (Scozia)
sabato 15 novembre 2008, di Donatella Guarino - 405 letture

Sacred Dance, la gioia del movimento. E’ questo il titolo di un seminario esperienziale di danza sacra che è approdato nella terra del Barocco (agriturismo bioecologico Terra di pace vicino Noto) dalla lontana Scozia, organizzato in collaborazione con la “Lilith- Scuola di formazione in danza movimento terapia” di Ragusa.

Due serate aperte a chi comunque non ha potuto frequentare lo stage per intero sono bastate per capire di cosa di tratta. A condurre il programma è stata Rosie Turnbull che dalla Comunità di Findhorn, dove vive, è arrivata prima in Umbria, poi in Sicilia. Il suo in realtà è un ritorno. Era già stata in Italia nel 1993 per accompagnare Eileen Caddy (una delle fondatrici della comunità) ed è molto felice di essere qua.

Attraverso un’esperienza comunitaria in quel paesino della Scozia che sta di fronte al freddo Mare del Nord si coltiva uno stile di vita semplice ma speciale. Non è utopia ma realtà. “Il contatto con la natura, il rispetto per essa, la ricerca dell’unità nella diversità” sono temi fondamentali per gli abitanti di Findhorn, dice Rosie Turnbull.

Coltivare ogni giorno la capacità di ascoltare se stessi, di capire cosa c’è nella nostra interiorità è un obiettivo caro ai membri della Comunità, che intende insegnare a vivere in modo spirituale nella vita ordinaria.

Con una serenità fuori dal comune e una dolcezza che rimane come parte dell’esperienza, la Turnbull spiega che l’obiettivo degli ospiti della comunità è “portare amore nel posto di lavoro…ama dove sei, ama le persone vicine a te, ama quello che fai, porta il tuo amore in quello che fai…”.

Cosa può voler dire all’uomo di oggi un’esperienza così? Probabilmente è un valore aggiunto…Dice Rosie Turnbull: “Loro credono di poter migliorare il mondo”.

Ma cosa c’entra con tutto ciò la danza? Le danze popolari, le danze sacre, celtiche (scozzesi, irlandesi,ecc.) tendono ad armonizzare il gruppo, a far sentire ciascun componente parte di un tutto, ciascuno in armonia con se stessi e con la natura. Non scissione ma unità.

E in un società occidentale, dove alcune parole non sembrano più essere di moda, dove sempre si corre, si compra e si consuma anche quello che non serve, fermarsi un attimo a riflettere e a pensare che il mondo è anche altro può aiutare. Così come “perdere” tempo dietro danze spirituali che forse ci riconciliano col mondo. E’ allentare i muscoli del corpo, le tensioni dell’anima.

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