Come preannunziato dalla Sidra stanno arrivando ai cittadini catanesi le bollette dell’acqua con i nuovi aumenti...
Come preannunziato dalla Sidra stanno arrivando ai cittadini catanesi le bollette dell’acqua con i nuovi aumenti.
Più che di aumento si tratta di una vera e propria stangata. L’ennesima, pesantissima, che in questi mesi, in aggiunta agli altri notevolissimi aumenti di valenza comunale già operati ( tarsu-garage, ICI, integrazione Tarsu 2005, con i già deliberati aumenti per il biennio successivo) contribuisce, con una dimensione enorme rispetto ai tassi di inflazione programmati, a sgretolare in maniera sostanziale i magri bilanci di moltissime famiglie catanesi.
Infatti, con l’inserimento della nuova voce: “ servizio fognatura e depurazione”, l’incremento reclamato dalla Sidra - preso a riferimento la bolletta inviatomi per il 3° trimestre 2006 - è pari dell’87% ( con l’esclusione della quota iva del 10% relativa al consumo acqua) .
A fronte di un consumo di acqua pari a 27,20 euro la nuove voce in oggetto è quantificata in 23,66 euro.
Un incremento veramente gigantesco, pari, su base annua, a ben 142 euro; commisurato, si suppone, al (mio) consumo di acqua, che rientra nella normale media generale..
Nei fatti è una vera e propria nuova tassa comunale. Una “mazzata”, un vero e proprio record assoluto per la nostra città.
Tra l’altro è bene puntualizzare che detto aumento è stato inserito dalla Sidra anche nella bolletta del 2° trimestre, per un importo pari ( per lo scrivente) a 15,43 euro.
E’ forse stato un anticipo della nuova gabella? E’ ragionevole supporre che le cavie sottoposte a questo anticipo siano state proprio tante. Su questo servono immediati chiarimenti.
Il colmo, proprio da eccelsa farsa del nostro grande concittadino Angelo Musco, è che il preteso nuovo balzello comunale dovrebbe valere anche per i cittadini che non sono allacciati alla rete fognaria. Questa condizione a Catania rappresenta ancora la stragrande maggioranza dei casi per le private abitazioni e per le attività commerciali e industriali in generale.
Da parte della Sidra ( l’amministrazione comunale ancora tace - la Sidra è una diretta controllata -) si richiama alla D.lgs 152 del 2006 ( nello specifico all’art.155).
Ebbene, è da sapere, giusto per rinfrescarsi la memoria, che questo decreto, detto “Norme in materia ambientale”, risale al 3 aprile 2006, ed è nei fatti l’ultimo “regalo” elargito dal precedente governo di centro-destra.
Un mega e complesso dispositivo normativo costituito da 318 articoli e 45 allegati che sostituisce e abroga in maniera pressoché totale le varie normative che riguardano la gestione della stragrande maggioranza delle questioni ambientali in Italia.
Nel caso in oggetto la parte richiamata è l’art.155 che, al comma uno recita testualmente: “ le quote di tariffa riferite ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione sono dovute dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. In più al comma 4 si aggiunge : “ al fine della determinazione della quota tariffaria di cui al presente articolo, il volume dell’acqua scaricata è determinato in misura pari al cento per cento del volume dell’acqua fornita”.
Siamo veramente alla farsa tragica. Il nostro fantasioso precedente governo invece di progettare e predisporre la realizzazione delle reti fognarie e di depurazione in tutte le aree urbane ancora sprovviste ( elementare servizio civico), comanda il pagamento di gabella anche per un servizio inesistente.
Siamo proprio alla vendita del Colosseo, “fatta” da Totò.
In ogni caso l’articolo in oggetto parla di mancanza di impianti di depurazione, non di rete fognaria, così come addotto dalla Sidra.
Ai fini della tassa la differenza non è di poco conto. Un conto che il “versato”, incanalato nella rete fognaria vada successivamente, per mancanza di depuratore, “altrove”, ben diversa cosa è che finisca direttamente “sotto” le strutture abitative data l’assenza della pubblici impianti fognari.
E’ bene infine evidenziare che il nuovo Governo, considerato che la ponderosa norma è stata varata contro il parere di Regioni, Associazioni ambientali e scientifiche, ha già assunto alcuni precisi indirizzi operativi di specifica contrarietà.
In data 26 giugno il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha comunicato che ben 17 decreti del suddetto D.lgs non sono stati registrati dalla Corte dei conti, e quindi non sono operativi.
Il Consiglio dei Ministri del 30 giugno ha approvato “uno schema di D.lgs con cui il Governo si impegna di emanare entro il 31 gennaio 2007 norme correttive in materia di rifiuti e servizi idrici”; inoltre il Decreto “Milleproroghe”, già approvato da Senato e dalla Camera, posticipa al 31 gennaio 2007 l’entrata in vigore della 2.a parte del D.lgs 152/06.
E’ molto chiaro, quindi, che il Governo Prodi con gli atti già definiti e le volontà politiche espresse ha formalmente e sostanzialmente assunto la linea strategica di modificare tutte le parti del decreto ritenute non adeguate.
Pertanto, alla luce dei nuovi e diversificati obiettivi istituzionali rivolti a determinare uno strutturale cambiamento del D.lgs, è certamente congruo e coerente che la Sidra, di concerto con l’Amministrazione comunale, in rispondenza con le aspettative dei cittadini catanesi, revochi con grande urgenza la nuova penalizzante tassa comunale.