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S&G n. 148 - Da VLS1929. La Befana ci ha lasciato un pieno di contagi

di Franco Novembrini - mercoledì 12 gennaio 2022 - 1740 letture

Il proverbio dice: "L’Epifania che le feste porta via". Quest’anno la vecchia ci ha lasciato in carico, secondo una indagine di un settimanale locale, 360 contagiati dal Covid su una popolazione di 14 mila abitanti. La cifra è preoccupante ma, purtroppo, in linea con la media di Monza e della Brianza. Da pochi giorni sono stata riaperte le scuole , speriamo nel buon senso di genitori e figli. Quello che invece voglio ricordare è il fatto che esiste un’altra pandemia che affligge noi italiani e di conseguenza anche gli abitanti di VLS1929: una burocrazia che sembra avere per compito quello di rendere difficile la vita ai cittadini. Questa burocrazia cieca e sorda non fa niente per facilitare l’ottenimento per esempio di documenti o certificati, spesso niente di più che inutili fogli ai quali viene apposto un sacro timbro.

In questi giorni in paese si sta sviluppando una polemica sull’ufficio delle Poste e della consegna (mancata) di lettere, raccomandate e pacchi. I primi a farne le spese sono i "postini", dei quali alcuni vengono accusati di non suonare ai citofoni o di farlo ma non aspettare la risposta. io invece vorrei far presente anche il lato burocratico del servizio che anche quando fatto a norma è di una assurdità plateale. Dovendo rinnovare la carta di identità, ho preso appuntamento con l’addetto comunale e fra foto e nuovo documento ho speso 29,50 euro. Non esattamente un regalo. Mi era stato detto che tempo una decina di giorni il documento mi sarebbe stato consegnato dal portalettere. Dopo dieci giorni infatti ho sentito suonare ed ho cercato di rispondere vedendo l’incaricato davanti al videocitofono.

Stava parlando ed armeggiava con la macchinetta che emette i biglietti di mancata consegna sono corso al balcone cercando di fermarlo e poi sono sceso ma sono riuscito solo a vedere che si stava allontanando. Ho trovato un sudicio biglietto, male stampato, con riferimento alla mancata consegna ed agli articoli di legge per i quali io avrei potuto ottenere la carta di identità. La farò breve. il plico era stato portato all’ufficio postale centrale di Monza e avrei dovuto andare a ritirarlo là, cosa di questi tempi di una facilità estrema. Dopo una settimana lo stesso sarebbe stato depositato all’ufficio postale del nostro paese dove sarebbe rimasto in giacenza per 30 giorni e poi sarebbe tornato al Ministero. Io dopo una settimana ho fatto la fila fuori e dentro il nostro ufficio posta e dopo una quarantina di minuti mi è stato detto che non era ancora arrivato e di tornare dopo alcuni giorni. Sono tornato e debbo dire che ho fatto solo 20 minuti di coda e mi è stato consegnata finalmente la carta di identità. Debbo dire che nessuno degli impiegati è stato scortese, solo che hanno osservato gli assurdi regolamenti in vigore. Una nota però voglio farla.

Fra il Comune, cioè l’ente emettitore del documento e l’ufficio postale del paese ci sono solo una cinquantina di metri di distanza. Non capisco perché il documento deve girare per uffici postali e non essere riconsegnato al Comune come posta non consegnata. Certo sarebbe anche meglio che il postino fosse autorizzato non solo a suonare due volte, come nel film, ma anche a passare due volte per la consegna come fanno i privati che consegnano i pacchi. Che pacchia e che risparmio sarebbe!

LA SPERANZA, BRAVI - La cooperativa "la Speranza’’ tramite i suoi dirigenti ha fatto sapere di voler continuare ad interessarsi dei disabili in maniera gratuita. Bravi, ma ritengo che la cosa non sia giusta e che la Junta trovi il modo di farsi carico che il servizio sia soddisfacente e che siano remunerati gli addetti in maniera equa.

LUCI ED OMBRE - Lamentele per il malfunzionamento di un lampione ad un incrocio in via Turati, il lampione non funziona da diversi mesi. Speriamo che dal Comune non gli rispondano che non hanno avuto segnalazioni sul loro sito. Credo dovrebbe essere sufficiente la segnalazione sulla stampa. Altre luci vado invocando sui passaggi pedonali di via Da Vinci che sono poco visibili anche perché le strisce non ci sono più. Anche i cartelli che vietano il traffico ai mezzi alti più di tre metri nel sovrappasso di via Fratelli Bandiera sono malconci perché non si è provveduto da mesi a rimetterli a norma dopo che sono stati strappati appunto mesi fa.


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