Rondelle e rifiuti

C’è un legame fra Gilberto il Pensionato e i fratelli Riva dell’Ilva? Boh!
di Adriano Todaro - mercoledì 7 novembre 2018 - 423 letture

Il nome non lo so e, quindi, lo invento. Lo chiamerò Gilberto. So, però, che abita a Sesto San Giovanni città di circa 82 mila abitanti alle porte di Milano. La città delle grandi fabbriche, dalla Breda alla Marelli, la città dei grandi scioperi, la “Stalingrado d’Italia”. Una volta amministrata dai comunisti e poi dai “miglioristi” tipo Filippo Penati. Grazie a questi ultimi, oggi Sesto San Giovanni è amministrata da uno di Fi con l’appoggio della Lega, dei Fratelli e Sorelle d’Italia, Pensionati e liste civiche. Insomma, da Stalingrado ad Arcore.

Ritorno però a Gilberto perché so anche che è un pensionato di 69 anni. Da anni, Gilberto il Pensionato sente dire dai politici che è necessario diventare “imprenditori di sé stessi” e così è diventato imprenditore. Cosa fa? Anzi cosa ha fatto? Si è procurato delle rondelle che sono quei tondini metallici che servono per fissare i bulloni e si è recato all’entrata dei grossi supermercati. Lì non ha fatto altro che sostituire la moneta da 1 euro che i clienti utilizzano per il carrello, con le rondelle dello stesso diametro dell’euro. Tutto questo in modo raffinato, nel senso che le sostituiva mentre il cliente era distratto dai prodotti del supermercato.

In questo modo, svaligiando, diciamo così, i carrelli, si faceva 20 euro al giorno, 600 euro al mese. E poi dicono che i pensionati non hanno mai un cazzo da fare e stanno sempre a rompere i cabasisi agli operai che fanno riparazione sulle strade. Invece, Gilberto dimostra che sono attivi, delle menti raffinate, che hanno voglia di lavorare, di mettersi in gioco, in prima persona. Purtroppo per lui, le proteste di clienti e carrelli derubati, sono arrivate alle direzioni dei supermercati che a loro volta hanno chiamato i carabinieri che a loro volta hanno visionato le telecamere a circuito chiuso e, infine, denunciato Gilberto a piede libero.

Ora, io non voglio parteggiare per Gilberto ma uno così lo vedrei bene a fare il ministro dell’Economia oppure il capo dipartimento del Mef così invece delle “manine” che cambiano articoli, aggiungono aggettivi e codicilli, lui avrebbe messo le rondelle. Certamente avrebbe fatto meno danni.

Nello stesso giorno in cui Gilberto il Pensionato era denunciato, a Taranto il Pm Mariano Buccoliero ha sequestrato un’area di 540 mila ettari dove i padroni dell’Ilva, a suo tempo, avrebbero abusivamente interrato 5 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Una montagnetta di 30 metri di altezza e che ha così sfregiato la “Gravina Leucaspide”, un sito protetto dai vincoli paesaggistici. I rifiuti avrebbero deviato il corso d’acqua che in alcune stagioni attraversa la gravina e filtrando poi nel sottosuolo avrebbe gravemente avvelenato la falda acquifera e non solo. Nel registro degli indagati, per disastro ambientale, i cinque membri della famiglia Riva: Fabio, Nicola, Claudio, Cesare Federico e Angelo Massimo e una sfilza di dirigenti.

Voi, questi cinque (e gli altri) dove le mettereste. Al Mef? Uhm, meglio di no. Allora a dirigere il ministero dell’Ambiente? Eh, no, non va bene. In galera? Ma siete pazzi! Mettere in galera cinque grandi industriali che si sono sbattuti affinché Taranto potesse avere una industria dell’acciaio, che si sono sacrificati e hanno speso tanti soldi per salvaguardare la salute degli abitanti del quartiere Tamburi? Non se ne parla proprio. La giustizia farà il suo corso, farà il viadotto, il viale, la piazza, insomma la giustizia sarà giusta. E alla fine qualcosa per salvare Cesare Federico e Angelo Massimo ma anche Fabio, Nicola e Claudio la troveremo e la troveranno.

In galera, invece che a piede libero, mandiamoci Gilberto il Pensionato. Così non fa più danni, non rapina più i carrelli, la smette di usare le rondelle metalliche. Che bello un mondo senza rondelle e con il sottosuolo pieno di stagno, berillio, selenio, idrocarburi policiclici aromatici, benzo-apirene, cromo, cloroformio, idrocarburi.

A questo, per fortuna, ci hanno pensato i fratelli Riva.


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