Rocco e suo fratello

Un sindaco della Lega e un permesso per il presepe
di Adriano Todaro - mercoledì 11 gennaio 2017 - 4436 letture

Era arrivato in Comune, come il solito, alle 8,30. La nottata l’aveva passata in bianco nel senso che non aveva dormito per nulla, oppresso da mille pensieri, così come deve essere un sindaco. Soprattutto uno non lo faceva requiare, il problema che gli aveva posto Rocco. La moglie lo sentiva agitarsi nel dormiveglia e ogni tanto gli parlava: “Rosolino Rosolino che hai? Perché non dormi? Ti faccio una tisana?”. “No – rispondeva nervoso il marito –. Ho un problema che devo risolvere. E solo io lo posso fare”.

Ora guardava la pratica che aveva sulla scrivania senza decidersi di sfogliarla. Sul frontespizio della carpetta un solo nome: “Rocco”. Poi, improvvisamente, la soluzione. Massì, si era detto, perché non ci ho pensato prima? Prese la cornetta del telefono e chiamò la Polizia municipale: “Mandi subito nel mio ufficio il più bravo investigatore”.

Poco dopo sentì bussare alla porta e si presentò l’Investigatore. “Senta – disse rivolto al poliziotto – lei dovrebbe compiere un’indagine accurata ma segreta. Anzi si metta in borghese e mi porti notizie su Rocco Cristodaro che devo rispondere a una sua richiesta”. Il poliziotto era andato a cambiarsi, a mimetizzarsi. Rosolino, invece, prese in mano la carpetta, l’aprì e cominciò leggere la richiesta. Rocco chiedeva il nullaosta per organizzare il presepe nella sua “Fazenda”, appunto la “Fazenda di Rocco”. Si chiama “Fazenda” ma è a 53 chilometri dalla torroneggiante e italianissima Cremona.

Dopo qualche giorno l’Investigatore che investiga si ripresentò nel suo ufficio con un trench stazzonato, cappello floscio e sigaretta all’angolo della bocca : “Capo – disse alzando con indice e medio il cappello come aveva visto fare a “Bogie” Bogart in un film alla Tv – ho investigato e Rocco persona a posto è”. Al che Rosolino proruppe con un grande sospiro sgravandosi così di tutto l’accumulo di stress di quei giorni.

Rosolino, classe 1948, di mestiere fa il sindaco di Palazzo Pignano, che è in provincia di Cremona. Un bel paese di 3.800 abitanti, che può vantare resti archeologici di origine protoromanica. Rocco, invece, è un brillante commercialista di 44 anni. Com’è risaputo anche i commercialisti hanno un cuore (e un’anima) e il nostro Rocco ha fatto un bel gesto e dato la possibilità a bambini e famiglie di godersi il presepe in “Fazenda”.

Tutto bene? Ci sarebbe un piccolo problema. Rocco, assieme al fratello Domenico, è sospettato di essere il contabile del clan Mangano e di gestire i piccioli anche di Giuseppe Porto, l’uomo che funge da collegamento con la mafia a Milano. Il terreno dove sorge la “Fazenda” è stato prima sequestrato poi dissequestrato con altri 124 immobili. Rocco Cristodaro è sottoposto, anche, a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Cristodaro però è ligio (o liggio) alla legge e ha fatto tutto per benino: a novembre ha chiesto l’autorizzazione al Comune spiegandone i motivi. Il sindaco legge la domanda ma siccome è uno sveglio, uno della Lega Nord, fa compiere le indagini e poi dichiara: “Abbiamo dato il nulla osta senza problemi… So che Cristodaro è una persona chiacchierata ma finché non ci sono condanne, non vedo perché un’iniziativa che ha una valenza positiva per la cittadinanza e in modo particolare per i bambini non debba essere fatta. Non faccio la guerra a nessuno, nemmeno a Rocco”.

Rosolino Rosolino, nessuno ti chiede di fare la guerra a Rocco. E poi perché dai del “tu” a uno con obbligo di soggiorno? O ti riferivi, forse, a uno dei santi protettori di Palazzo Pignano? Sì perché questo comune ha solo 3.800 abitanti, ma può esibire ben due santi protettori e uno è proprio San Rocco (l’altro è San Martino, quello del mantello). Rocco (non quello della “Fazenda”), è stato pellegrino e taumaturgo francese. Il Rocco della Fazenda, invece, anche. E’ stato pellegrino considerato che il soggiorno obbligato lo fa a Palazzo Pignano ed è taumaturgo perché ha compiuto, senza dubbio, atti miracolosi. Quali? Beh, che un sindaco della Lega sia dalla sua parte, pur essendo un “terrone” calabrese, non ha del miracoloso? E non è un miracolo che nonostante il sequestro e dissequestro di terreni e immobili, malgrado sia sottoposto a sorveglianza speciale riesca ugualmente a gestire una “Fazenda”? Sapete come ha chiamato l’avvenimento sul suo sito dove si pubblicizzano rinfreschi, matrimoni, prime comunioni e tanto altro? “Natale a casa di Rocco” quasi fosse un cinepanettone.

Ancora una cosa Rosolino. Affermi che dopotutto “Rocco” non è stato mai condannato. Se è per questo anche Donato Bilancia è stato condannato a 13 ergastoli ma dopo 17 omicidi. Come del resto Jack lo squartatore o Landru. E poi non c’era bisogno di fare nessuna guerra a “Rocco”: bastava solo il coraggio di dare parere negativo alla sua richiesta, proprio perché “chiacchierato”. Oltre alle questioni giudiziarie, ci sono questioni attinenti alla morale che un pubblico amministratore non dovrebbe mai dimenticare.

A proposito. La “Fazenda” è sita nella frazione Scannabue cosa che ha molto preoccupato il bue che si è nascosto nella capanna del Bambino Gesù e non è voluto più uscire.

Rosolino ha forse idee confuse e approssimative ma di una cosa siamo sicuri, della sua bontà d’animo e dei sentimenti affettuosi che nutre nei confronti dei cittadini di Palazzo Pignano e, quindi, anche di “Rocco” e di suo fratello. Quando la mattina, davanti allo specchio, si rade, prima di andare in Comune, sorride sempre. E’ contento di sé e della sua vita, di essere un leghista duro e puro. Ed anche di chiamarsi Rosolino.


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