Consumismo, affarismo e vendita di modelli irraggiungibili fanno la fortuna dei cattivi robot al comando. Ricorda tanto da vicino il nostro mondo attuale...
Un delirio continuo di risate. Non senza far riflettere.Un fine sembra esserci, una “lezione da imparare” pure, sostanziosa.

In un esilarante mondo interamente composto da Robot nasce (viene recapitato il pacco) il protagonista: Rodney Copperbottom cresce come un’adolescente umano, guardando la tv e sognando. Il suo sogno è quello propagandato dal “miglior Robot del mondo” tramite la pubblicità
“Se vedi un bisogno - soddisfalo!!”
Rodney una volta cresciuto decide di puntare tutto su se stesso, credendo nelle proprie capacità va verso la grande città del “miglior robot del mondo”, per coronare il suo sogno.
Scoprirà che la realtà è meno rosea di quanto si poteva intuire solo standola a guardare alla Tv, scoprirà che le tanto declamate porte spalancate spesso nella realtà sono chiuse e che di gente generosa c’è n’è poca e quella che c’è difficilmente sta nella stanza del comando.
Dalla parte dei “cattivi” si legge l’ideologia dominante:
“Perché puoi essere tu se invece puoi essere new?!”
Consumismo, affarismo e vendita di modelli irraggiungibili fanno la fortuna dei cattivi robot al comando. Ricorda tanto da vicino il nostro mondo attuale ove le modelle e gli attori sono gli unici eroi dei teen agers fra i quali, non a caso, la bulimia, l’anoressia ed il suicidio, sono in costante ed allarmante aumento.
Grande sceneggiatura, ottimo intreccio, fantastica animazione,geniali spunti comici spesso favoriti dalla scelta delle colonne sonore sempre azzeccate fanno di “Robot” un cartone animato al vetriolo, critico e disilluso, assolutamente da vedere.
Completamente fuor di luogo la tanto pubblicizzata voce di dj Francesco: ma dico, avete mai sentito un ragazzo emigrante parlare con cadenza milanese??!
Un cartone animato coraggioso che parla della difficoltà dei giovani d’inserirsi nel mondo, del dissidio perenne tra i sogni e la realtà, della forza e del coraggio che ci vuole non tanto - e non solo - per cambiare il mondo ma anche per riuscire a viverci dentro.