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Robert Frank RIP

di Sergej - martedì 10 settembre 2019 - 281 letture

Robert Frank (Zurigo, 9 novembre 1924 / Contea di Inverness, 9 settembre 2019) è stato l’esempio di come un intero subcontinente (gli Stati Uniti d’America, occupanti una parte del nord delle Americhe) abbia finito per guardare a se stesso, a “riconoscersi”, con gli occhi di un immigrato proveniente da un altro subcontinente (l’Europa, parte occidentale del continente Asiatico).

Gli occhi di uno svizzero per guardare l’America profonda degli anni Cinquanta, e che sono diventati gli occhi con cui gli europei hanno nel proprio immaginario gli Stati Uniti, e come gli Stati Uniti hanno finito per guardare a se stessi, ricordare se stessi, le proprie “origini”. In tutto questo il “punto di vista” è fondamentale. Ed è fondamentale l’uso della macchina fotografica, e quel determinato punto tecnologico a cui l’evoluzione del mezzo tecnologico era giunto (le macchine portatili, pronte a essere facilmente trasportate ovunque, con pellicole finalmente diventate d’uso comune).

Robert Frank è, nell’on the road nordamericano l’equivalente di Vivian Meier, la street photographer newyorkese, il cui occhio ferma l’umanità in quegli stessi anni, ma nella metropoli - New York - “dal basso”. Ecco un altro punto di vista: non solo l’occhio eccentrico, l’occhio che viene da fuori, l’occhio non contaminato dall’abitudine e dalla consuetudine (l’occhio che non vede contrapposto all’occhio di fuori che invece riesce a vedere proprio perché non assuefatto); ma la posizione: sulla strada / dalla strada. Nella casualità di ciò che accade (il mondo è ciò che accade di Wittgenstein).

Tutto questo è eversivo. Tutto questo è ri-creativo. Cioè, rimescola l’immaginario, rimescola i nostri occhi e ci fa vedere ciò che prima non vedevamo, e ce lo fa vedere in un altro modo. Noi, dopo, non possiamo fare a meno di vedere l’America che attraverso l’occhio di The Americans. Robert Frank è stato uno degli occhi più importanti che abbiamo avuto nel Novecento. Uno a cui noi tutti dobbiamo molto di quello che crediamo di sapere non solo dell’America, ma anche di ciò che è l’Europa rispetto all’America (del nord).


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"Sento che se la mia fotografia lascia un’immagine nella sua mente, qualcosa è stato realizzato."

"I feel that if my photograph leaves an image on his mind, something has been accomplished."


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The Americans, by Robert Frank - copertina dell’edizione americana
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The Americans, by Robert Frank - foto interna

Nel 1955 Robert Frank è il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio annuale promossa dalla Fondazione Guggenheim di New York. Con i soldi ricevuti viaggia per tutti gli Stati Uniti dal 1955 al 1956, riprendendo oltre 24.000 fotografie. Nel 1958 Robert Delpire pubblica a Parigi Les Américains, una selezione di 83 immagini tratte dal viaggio americano e l’anno dopo la Grove Press pubblica il volume negli Stati Uniti col titolo The Americans [1].

[1] Fonte: Wikipedia.


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