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Ritratti di Precari

Siamo una generazione di precari. Chiara è una di loro. Lei ha deciso di raccontare la sua storia, e quella di chi come lei si trova a vivere questa situazione da mesi, anni, o da sempre. Lo racconta con un progetto fotografico, frutto della sua tesi di laurea, che porta il nome di “Ritratti di Precari

di Tano Rizza - mercoledì 13 ottobre 2010 - 2846 letture

Siamo una generazione di precari. Laureati, giovani, e non più giovani ogni giorno si svegliamo con l’incubo della ricerca di un posto di lavoro. Quelli che lo hanno, spesso, sono nel tunnel della precarietà. Contratti a progetto, a tempo determinato, stage più o meno retribuiti. Nessuna propospettiva per il futuro. Chiara è una di loro. Lei ha deciso di raccontare la sua storia, e quella di chi come lei si trova a vivere questa situazione da mesi, anni, o da sempre. Lo racconta con un progetto, frutto della sua tesi di laurea, che porta il nome di “Ritratti di Precari” . Un lavoro fotografico che ha l’obiettivo di raccogliere testimonianze di chi, come lei, vive il precariato. V’invitaimo a leggere la sua storia, e visitare il suo progetto. E, se anche tu ti rivedi in questi racconti, e vuoi parlare della tua situazione puoi contattare Chiara, e metterci la faccia.

Il sito web del progetto “Ritratti Precari“: http://tramiciwebmedia.altervista.org/Chiara/rdp.html

La pagina del progetto su facebook, con le testimonianze e le storie di altre vite precarie: http://www.facebook.com/group.php?gid=110830762294150

La storia di Chiara

Mi chiamo Chiara, sono una fotografa free lance alle prime armi. Nonostante una laurea quinquennale in Scienze della comunicazione e una Laurea di secondo livello in Arti visive, sono una precaria. Lavoro un paio di ore al giorno come educatrice in una scuola elementare e faccio l’allenatrice di volley ai bambini…nemmeno a dirlo che il denaro che “guadagno” non mi permette in nessun modo di essere indipendente.

Migliaia di curriculum inviati e portati di persona ovunque: agenzie pubblicitarie, cooperative, scuole, negozi, aziende…niente di niente, nemmeno una risposta e, se e quando ne ricevo una, la risposta è “lei è troppo qualificata per il posto che abbiamo a disposizione”. Con la fotografia, di questi tempi, non si vive. I fotografi “naturalmente, ovviamente e certamente” non vengono pagati per il loro lavoro e c’è un sacco di concorrenza pure per lavorare a gratis, grazie alle macchinette digitali e alle persone che si sentono professionisti solo perché ne possiedono una. Eppure ho un sogno, come tutti quanti: quello di trovare un lavoro decente, con uno stipendio decente ,che mi permetta di costruirmi una vita mia, con una macchina e un monolocale.

Avere una indipendenza totale dai miei genitori…e magari pure dare loro una mano, dopo tutto quello che stanno facendo per me. Così ho deciso di raccontarla questa mia situazione, perché come me, ci sono migliaia di persone, giovani e non, che non possono davvero guardare al loro futuro con tranquillità, grazie ai contrattini Co.Co.Co, Co.Co.pro… Giovani che si ritrovano bamboccioni per forza. Persone adulte che hanno una famiglia e che si sono ritrovati a racimolare lavoretti di mese in mese, con dei figli e il mutuo da pagare.

Se anche tu sei parte di questo mondo e vuoi raccontarmi la tua storia, scrivimi a:

ritratti_di_precari@yahoo.it


Dal 9 al 20 ottobre le foto di “Ritratti di Precari” saranno esposte in una mostra a “L’Ora di Luce” a Cattolica (RN) in Via A. Costa


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