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Riserva di Vendicari a pagamento

Un tariffario in bella vista all’ingresso annuncia la condizione del pagamento di un biglietto per accedere alla Riserva di Vendicari
di Piero Buscemi - mercoledì 2 settembre 2020 - 794 letture

Certe notizie colgono sempre di sorpresa perché giungono nei momenti in cui si è distratti da altre di maggiore priorità di attenzione, da trascurare altri particolari che, poi, indirettamente invadono le nostre abitudini. Ci eravamo prefissati l’abituale visita annuale nei territori del profondo sud del siracusano, con un doveroso salto nel centro storico di Marzamemi e una immancabile passeggiata tra i sentieri e gli arenili della Riserva di Vendicari.

Avevamo sentito la notizia a fine luglio, leggendo qualche breve sulle pagine di qualche testata locale, ma avevamo pensato fosse un provvedimento ancora in discussione e sottoposto al vaglio e alle iniziative che, davamo per scontato, qualche comitato o associazione ambientalista avrebbe intrapreso per opporsi a quello che alle nostre orecchie suonava come una prepotenza ingiustificata.

Quello che non ci saremmo mai aspettati è essere accolti da un cartello di avvertimento che ci ha mostrato un prezzario di ingresso per accedere, novità assoluta rispetto alla consuetudine di una libera fruizione del territorio da sempre gratuito. La conferma ci è stata data dai due addetti all’ingresso che ci hanno confermato che l’antico privilegio di accesso gratuito alla riserva era scaduto il 31 luglio, visto che l’assessorato regionale di competenza ha stabilito che dal 1° agosto un biglietto differenziato che va da 3,50 euro in ingresso singolo a 7 euro per nucleo familiare con la consueta riduzione a 1,50 euro per le categorie privilegiate.

Questo ha comportato l’istallazione di una protezione in stile staccionata che impedisce di accedere direttamente alla riserva attraverso la spiaggia. Una limitazione che, giustificata dalla Regione Sicilia come mezzo per un monitoraggio più controllato degli accessi e un utilizzo degli introiti ricavati dalla vendita dei biglietti per la manutenzione della cura della riserva che riguarda anche le altre di Calamosche, Eloro, Cittadella, le spiagge della Torre e di Maraelli, con in aggiunta l’impegno di fornire ai visitatori una serie di servizi quali opuscoli informativi e un parcheggio dedicato, non trova riscontro nel diritto del cittadino di manifestare il libero accesso alle spiagge che dovrebbero rientrare tra i beni comuni per i quali è discutibile l’obbligo di pagare un prezzo di ingresso.

La spiacevole sensazione provata davanti al listino prezzi, riprodotto in più copie all’ingresso, è paragonabile a quella provata in altre occasioni durante le visite ad architetture religiose, quali cattedrali, chiese e battisteri che in molte zone di Italia prevedono un biglietto di ingresso. Perché laicamente vogliano mettere sullo stesso livello il misticismo e l’appartenenza al patrimonio artistico religioso del nostro territorio nazionale a quanto la natura ha saputo donarci e che qualcuno si ostina a trasformare in privilegio. Vogliamo rivendicare la libertà di esercizio di una scelta verso il culto della cultura che un ambiente naturalistico inevitabilmente comporta, come un luogo sacro appunto che non può avere un prezzo di accesso.

In contrasto poi con i buoni propositi e le intenzioni dei nostri amministratori regionali inerenti all’utilizzo dei potenziali guadagni che ne deriveranno da questa nuova disposizione, appare davvero singolare dover riscontrare una serie di parcheggi privati ricavati da spazi limitati da muretti che appaiono come frutto di antichi abusivismi, in esuberanza visibili nella zona adiacente la riserva. Alla fine del viottolo che conduce a mare presso l’ingresso sud che abbiamo visitato, una struttura in legno che funge da lido, direttamente costruito sulla bassa scogliera che chiude l’ansa dell’arenile caratteristico della riserva, ci lascia ampi spazi di riflessione sui criteri di concessione che lo stesso assessorato che ha introdotto il tariffario utilizza per la gestione di questo bene pubblico.

Ci siamo soffermati a parlare con i due custodi all’ingresso. Hanno manifestato un atteggiamento diverso ed esternato un parere personale sulla vicenda. Il primo ha tenuto a puntualizzare che fosse stata una scelta del governatore Musumeci, riassumendo in modo folcloristico le responsabilità di questo provvedimento. Il secondo si è sforzato a dare una spiegazione logica e di interesse per la collettività che avesse consigliato questa risoluzione ai nostri governanti per la gestione delle riserve in Sicilia. Abbiamo provato a chiedere quale fosse la formula e l’iter da seguire per diventare custodi, ma l’orario di chiusura non ci ha consentito di ottenere risposte.

Mentre ci accingevamo a salutare i ligi servitori del bene comune, uno dei due, esattamente il difensore più sfacciato delle scelte del nostro assessorato al turismo, ci ha congedato dicendo: "I tempi cambiano e bisogna adeguarsi". Spesso in peggio, abbiamo risposto noi.

Le immagini sotto riportate sono di esclusiva proprietà di Piero Buscemi e della redazione di Girodivite. Qualsiasi uso, anche parziale, non autorizzato è soggetto alle normative vigenti sul copyright.

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L’Isolotto Brancati a Marzamemi
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Palazzo di Villadorata a Marzamemi
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Staccionata di limitazione accesso
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Delimitazione di accesso alla riserva
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Un paletto a sostegno della recinzione
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Listino prezzi per l’ingresso alla Riserva di Vendicari


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