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Ripartire dall’obiezione alle guerre: il congresso del Movimento Nonviolento a Roma

Articolo di Carlo Bellisai (Pressenza).

di Redazione - sabato 2 marzo 2024 - 642 letture

Il 23-24-25 febbraio 2024 si è svolto a Roma il 27° congresso del Movimento Nonviolento, il primo in presenza dopo la pandemia.

Nella serata del 23 si è svolto l’incontro pubblico “Verso un’Europa democratica, ecologica, nonviolenta”, con Francesco Vignarca (Rete Italiana Pace Disarmo), Giorgia Sorrentino (Gioventù Federalista Europea), Daniele Taurino (Movimento Nonviolento) e, in collegamento, Marìa Rodrìguez Alcàzar (European Meet Forum).

Nella giornata di sabato 24 è stato concentrato il congresso vero e proprio. I contenuti esposti nella mattinata hanno messo in evidenza il lavoro svolto dal Movimento nella campagna di Obiezione alla guerra. Era presente in sala Olga Karatch, attivista bielorussa che si batte per la tutela degli obiettori e disertori del proprio paese, vincitrice tra l’altro del Premio Langer 2023. Nel suo intervento ha voluto rimarcare l’atteggiamento ambiguo e oggettivamente ostruzionistico di paesi come Lituania, Estonia e Polonia, che si rifiutano di accogliere gli obiettori di coscienza russi e bielorussi, con il pretesto che tra essi potrebbero infiltrarsi spie del KGB. La situazione non è molto migliore in Ukraina, dove gli uomini che rifiutano l’arruolamento vengono incarcerati e rischiano pesanti condanne.

Un piccolo squarcio è stato aperto anche sulla guerra israelo-palestinese, con alcune testimonianze dirette (da remoto). L’attivista israeliana per i diritti umani, Maia Eshel (RSN) ha ribadito che il governo Netanyau usa il pugno di ferro per reprimere ogni voce di dissenso e che gli obiettori israeliani vengono ripetutamente incarcerati. Da Hebron ha parlato invece la Tarteel, militante di un’associazione palestinese nonviolenta (CPT), che ha testimoniato su quanto la situazione sia sempre più difficile anche in Cisgiordania, a causa degli attentati dei coloni ebrei e dei violenti interventi di esercito e polizia israeliani.

Nel pomeriggio il focus si è spostato sul dibattito interno. Hanno preso la parola i portavoce dei gruppi territoriali, sparsi in numerose città e regioni italiane, in un mosaico di diversità locali che alimentano la comune convinzione che solo la forza disarmata della nonviolenza può rappresentare una svolta per una società capace di lavorare dal basso sui conflitti, per liberarsi dall’ingiustizia e dalla guerra.

Così, in armonia con la Campagna di Obiezione alla guerra, ciascun gruppo territoriale può agire nella sua specificità, affrontando le problematiche vissute localmente ed interagendo con i movimenti e le associazioni presenti, sempre nell’ottica dell’aggiunta nonviolenta.

E’ stata analizzata infine anche la situazione della rivista “Azione Nonviolenta”, che vive la crisi in cui versa tutta la stampa indipendente. I costi dell’edizione cartacea sono alti e le vendite non assorbono le spese. Il 2024 sarà pertanto un anno di transizione e sperimentazione, con l’uscita prevista di alcuni numeri senza cadenza fissa e, contemporaneamente, il potenziamento della rivista online, che dovrà ospitare anche le notizie dei gruppi territoriali e delle loro attività.

La domenica, a congresso concluso, un folto gruppo di attivisti del Movimento si è recato in p.zza San Pietro per partecipare all’Angelus e salutare papa Francesco con le bandiere della nonviolenza. Francesco che sarà il 18 maggio a Verona, in occasione dell’Arena di Pace, per ascoltare la società civile che chiede pace, disarmo, giustizia sociale, accoglienza, armonia con la natura.


L’articolo di Carlo Bellisai è stato diffuso da Pressenza.



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