Rigatoni e cazzi vari

Ricatti al governo fra il milanese e l’avellinese. Ma poi tutto s’aggiusta. Anche a casa Renzi
di Adriano Todaro - mercoledì 14 novembre 2018 - 1076 letture

Scusate il titolo un po’ duro e non politicamente corretto. Ma un motivo c’è ed ora ve lo spiego. State ben attenti perché in questi giorni sono avvenuti dei fatti molto importanti che dimostrano, in modo lampante, che nell’aria deve esserci qualche sostanza che fa girare la testa, confonde i pensieri, rende donne e uomini fuori di cotenna. Forse è qualche droga, forse è qualche sostanza inviata alla Terra da parte degli alieni. Non so. Ma sentite un po’.

Dunque, grande dibattito nel governo, anzi alto dibattito: se non passa il decreto sicurezza non passa la prescrizione. Così parlò Matteo II. Se non passa la prescrizione non passa il decreto sicurezza. Così parlò il Luigino di Avellino. Ogni giorno l’asticella si alza per portare a casa qualcosa. Dopo la spartizione, come sempre, degli incarichi nei Tg con l’innovatore metodo di un Tg alla maggioranza, uno a quelli vicino alla maggioranza e uno all’opposizione, questa settimana è stata la volta, appunto, di prescrizione e sicurezza.

Se ne sono sentite di ogni tipo e il Conte Giuseppe si era messo in testa di un vertice notturno per dirimere i vari ricatti. Matteo II, già incazzato con la ragazzetta Elisa Isoardi che l’ha lasciato, è sceso dal bulldozer e ha fatto una dichiarazione profonda e intelligente, come al solito. Arrivava dal Ghana. Pensate un po’ che fino a ieri voleva le carrozze riservate della metropolitana di Milano per i bianchi e per i negher, quello che cantava in coro che “i napoletani puzzano”, pensate un po’ oggi lo mandano in Ghana, proprio dai negher. Comunque andiamo avanti. Torna dal Ghana, guarda negli occhi i giornalisti e con la faccia un po’ così che hanno i milanesi in certi momenti, magari dopo un viaggio in Ghana, così si esprime: “L’unico vertice che ho stasera è con rigatoni, ragù e Champions League”. E rutto libero come direbbe Fantozzi.

A ben vedere è dichiarazione sofferta e profonda. Per due motivi. La prima me l’hanno suggerita perché io di calcio non capisco una mazza e cioè che il prode padano non tifa Inter ma Milan e quella sera giocava invece Inter-Barcellona. La seconda è che i rigatoni al ragù spesso, dopo i lunghi viaggi, ad esempio in Ghana con le schifezze che fanno mangiare i negher, potrebbero restare sullo stomaco. Di questa partita ne parlava tutto il Parlamento e fra i deputati risaltano in particolare le dichiarazioni di un servitore del popolo come il cugino Ignazio da Paternò: “Questi qui [si riferisce al governo-Ndr] non hanno capito che si finisce a mezzanotte. Sarebbe indecente. Si vota domattina. E stasera ci vediamo la partita”. E ha ragione da vendere considerato, mi dicono, che il paternese è interista. Eh, sì. Sarebbe proprio indecente stare in Parlamento a “lavorare”.

Cambiamo pagina per un momento. Si sono conosciute le intercettazioni fra babbo Tiziano e figlioletto Matteo a proposito dell’incontro di Tiziano con Alfredo Romeo per l’affare Consip. Bene, il bugiardo di Rignano istruisce il padre, notoriamente uno stinco di santo, su come deve comportarsi quando sarà interrogato dal magistrato. I Renzi sono tutti cattolici e timorati di Dio, vanno in chiesa e, addirittura in pellegrinaggio dalla madonna di Medjugorje. E uno dei precetti degli osservanti è “onora il padre e la madre”. Beh, il padre mica tanto perché Matteo lo strapazza e gli dice una frase gentile e cordiale: “Devi portare a casa il culo…”. Probabilmente Tiziano ha il culo mobile e ogni tanto lo dimentica in giro. Mah. Comunque Matteo è molto incazzoso con babbo e non crede per nulla quello che gli racconta. A certo punto il Matteo democristiano, il ragazzo dell’oratorio, il boy scout che aiutava i vecchietti ad attraversare le strade, sbotta: “E io sono biondo, magro e con un cazzo di 30 centimetri…”.

Una frase, debbo confessare, che mi ha lasciato perplesso. Che abbia intenzione, considerato che la sua carriera politica è alla fine, soffiare il posto a Rocco Siffredi? Insomma, non so se mi capite, ma 30 cm. sono una cosa notevole. Ad un certo punto Tiziano parla anche della madre, subito interrotto dal democristianino: “C’era anche la mamma… non c’entra che tu lo dica perché è la volta buona che interrogano anche lei…”. Si sa, la mamma è sempre la mamma! Che per altro, questa qui, ha un bel po’ di problemi giudiziari come del resto le sorelle di Matteuccio e i cognati. Insomma, una bella famiglia. Cristiana e italiana.

Noi immaginiamo quando il boy scout arriva la sera a casa. La moglie Agnese ha passato tutta la mattina a scuola, il pomeriggio a correggere i compiti perché lei ormai non è più precaria. Poi è andata alla Coop a fare la spesa, ha preparato la cena, ha discusso con i figli di scuola ed altro. Insomma, è stanca morta. E invece arriva lui e gli dice: “Agnese preparati perché io sono biondo, magro e con un cazzo di 30 centimetri”. Al che la povera Agnese ha telefonato per un Tso urgente.

A proposito: ho appreso che un ometto di 91 anni, tal Manlio Cerroni, il re dello smaltimento rifiuti, ha avuto la prescrizione in un processo per traffico illecito di rifiuti e frode in pubbliche forniture. E, nello stesso giorno, a Torino, sempre in prescrizione, un processo nei confronti di Giovanni Mario Rossignolo e altri. Erano tutti accusati delle morti sospette per amianto per due operai nella fabbrica di cuscinetti Skf.

Massì chi se n’è importa. L’importante che ci siano i maccheroni al ragù e la Champions League. E non starebbe male neppure un cazzo da 30 cm. È l’eterna italietta di Alberto Sordi, l’Italia che vince la Champions League dei cialtroni.


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