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Riflettendo su "De Officiis" di Cicerone

I doveri a cui ogni uomo deve attenersi in quanto membro della società e dello Stato. Un aspetto mai preso in considerazione da parte degli italiani.

di Emanuele G. - venerdì 6 maggio 2016 - 4209 letture

Qualche tempo fa ho riscoperto un importante saggio scritto da Cicerone nel 44 aC. Si intitola "De Officiis". Un titolo magistrale in quanto in appena due parole condensa tutto un pensiero e una riflessione sulla società di allora. "De Officiis" in italiano significa "Dei Doveri".

Un saggio illuminante poiché fa capire che il vero fondamento di una società sono i doveri. Come si può pensare all’esistenza di una società quando non vi è nessuna traccia dei doveri? Il dovere insegna a ognuno di noi come rapportarsi con quell’entità che rappresenta la coralità di noi tutti. Ossia società. Oppure lo Stato entità creata dagli uomini per venire incontro ai propri bisogni. Grazie al dovere ognuno di noi sente la responsabilità di appartenere al corpo sociale. Si percepisce che ciascuno di noi ha un ruolo nella società. Un ruolo non imposto in maniera casuale, ma in base a ben precise necessità valoriali e dinamiche. Grazie al principio del dovere e dei deveri è in essere la coesione sociale. L’asasenza della coesione sociale porta, per lo meno, a una insopportabile condizione di disorganizzazione sociale.

Sentire viepiù evidente e vibrante se si considera il fatto che alcuni di noi sono chiamati a svolgere ruoli di responsabilità in seno alla società e allo Stato. Chi è chiamato a ricoprire una funzione significativa interpreta un ben preciso dovere che si collega alla medesima funzione. Pertanto, da chi assume una carica pubblica sia nella società o nello Stato si pretende una qualità altissima del proprio operato. Da basarsi su un possente quanto diamantino impianto etico e morale. Di conseguenza esistono i doveri di Presidente della Repubblica, di Magistrato, di insegnante o di segretario comunale.

Cicerone ne "De Officiis" ci fa riflettere sul concetto di "onestà" oppure su quello altrettanto facondo di "utile" od ancora in che rapporto tali concetti stanno. Tematiche attuali. Parecchio attuali. Anzi la tematica nucleare di riferimento in relazione a quella dei doveri. Chi assume una funzione ha l’obbligo morale di bilanciare le giuste pulsioni all’ "utile" con l’ "onesta". Questo è il dramma di chi è titolare di una funzione nella società o nello Stato. E’ da quella sottile quanto invisibile linea fra "onestà" e "utile" che si costruisce la società dei doveri. E’ opportuno, oggi, spendere qualche momento ulteriore per rappresentare nel nostro spirito tale dilemma. Soprattutto alla luce dell’abisso morale ed etico in cui sembra avvitarsi giorno per giorno la nostra amata Patria.

Il vero bene in comune è il concetto del dovere ovverossia dei doveri. La libertà irresponsabile attiene, al contrario, ai diritti. Nei diritti l’individuo vede l’occasione buona per destrutturare la società e realizzare i propri interessi. Nei fatti si distrugge la società e lo Stato. L’individuo singolo è una grande risorsa per la società e lo Stato. Ma la libertà dell’individuo non deve trasformarsi in distruzione perseverante e recidiva della coesione sociale. L’individuo si realizza al meglio delle sue possiibilità quando è assieme agli altri suoi consimili. Quando, cioé, è parte della società e dello Stato. Anche qui è d’uopo analizzare la striminzita linea fra libertà individuali e le strutture di gruppo.

Testo in latino de "De Officiis" di Cicerone


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