Sei all'interno di >> GiroBlog | L’Uomo Malpensante |

Rifiuti, una sconfitta per la Sicilia

Continua senza soste la devastazione della nostra terra per permettere il guadagno di pochi

di Emanuele G. - giovedì 14 luglio 2016 - 2630 letture

Sono giorni di autentica sofferenza per la nostra isola. La questione dei rifiuti si sta trasformando nell’ennesima devastazione di un territorio isolano già oltraggiato da altre cause. La Sicilia sembra condannata - da un destino baro? - ad un’eternalizzazione senza fine dei suoi atavici e/o nuovi drammi. Possibile che non si possa scrivere il capitolo finale, dico, per una sola delle criticità che da tempo immemore ci blocca la nostra giusta aspirazione a una vita dignitosa? Per forza la Sicilia deve essere considerata "buttanissima" per sempre?

Quelle immagini delle centinaia di autocompattatori che assediano la discarica di Grotte San Giorgio sita in tenere di Lentini sono un pugno all’occhio e dovrebbero gridare vendetta. Quando il nostro Caballero - al secolo Rosario Crocetta da Gela - ha controfirmato l’Ordinanza n. 5/2016 assieme al Ministro per l’Ambiente Galletti non si è accorto che stava commettendo un autentico crimine contro la sua/nostra Sicilia? Lo sa il nostro Governatore che ha trasformato le zone adiacenti alla discarica lentinese in un girone infernale come neanche Dante avrebbe saputo immaginare?

Da giorni la nostra isola è sconvolta da un serpentone di autocompattatori alla disperata ricerca di una discarica in grado di accogliere l’immondizia che noi produciamo. Pertanto, si formano kilometri di fila attorno alle discariche siciliane. Soprattutto attorno a quella di Grotte San Giorgio in quanto la succitata Ordinanza impone che ben 130 comuni siciliani conferiscano i propri rifiuti aumentando del 30% la quantità di rifiuti accolti al giorno! E’ un’autentica indecenza! Non si è pensato alle conseguenze sull’ambiente e sul territorio di tale stress? Già il semplice viaggio di centinaia di autocompattatori rappresenta uno stress impressionante. Pneumatici, gas di scarico, perdita di liquidi ed altri fattori di rischio.

E’ una sconfitta per noi tutti. Quelle immagini di devastazione ci deprimono oltre ogni umano limite. Possibile che si è giunti a uno stadio di non ritorno? Vorrei ricordare che nel 1997 fu approvato il Decreto c.d. "Ronchi" (allora Ministro dell’Ambiente - nda) che riformava in maniera profonda e sistemica il comparto dei rifiuti in Italia indirizzando tutte le forze disponibili verso l’implementazione di un regime di differenziata. Sono passati ben 19 anni e in Sicilia oltre a una continua proliferazione di disposizioni normative non si è fatto nulla. A parte nominare amici degli amici negli ATO rifiuti. Pensate che a Lentini la differenziata viaggia sul 1,3%, a Carlentini siamo al 1,5% e nella vicina Francofonte al 5,4%. Insomma, la dimostrazione lampante del fallimento. A tutti i livelli: comuni, ex-province e Regione.

Già perché questo fallimento? Non è stato un fallimento frutto del sempre presente destino baro ovverossia prodotto dal caso. Per nulla! La presenza della mafia in Sicilia la si sente asfissiante come la putrefazione dei rifiuti in atto proprio in questi giorni con l’emergenza che stiamo vivendo sopra la nostra pelle. Tutto ciò che è successo e succede è perchè la mafia vuole il suo guadagno dai rifiuti. E le discariche sono le cattedrali dove si festeggia il matrimonio scellerato fra spezzoni del mondo politico, spezzoni della burocrazia regionale e i signori delle discariche. Per il guadagno di pochi la Sicilia deve morire. Deve precipitare in un’emergenza ambientale senza precedenti. Se ci sono persone che muoiono per neoplasie chi se ne frega...tanto ci faccio i soldi.

Poi - per prenderci ancora di più in giro - si organizzano convegni per il rilancio della Sicilia. Quando mai! E via alla sagra dell’ovvio... Ad esempio, la Sicilia deve essere verde. Oppure bisogna rispettare l’ambiente se si intende attrarre i turisti. Ancora...c’è necessità di un’agricoltura "green". Si prosegue...con le case che devono essere costruite in maniera eco-compatibile. Non può mancare certo l’auspicio che le città hanno da essere pianificate con una nuova logica. L’imperativo categorico circa la tutela del nostro immenso patrimonio paesaggistico-monumentale-ambientale è sul frontespizio di ogni nostro progetto di sviluppo dell’isola. Su questo insieme di balle si spendono milioni di euro comunitari per non fare nulla. Tanto i soldi, quelli veri per i signori dei "comitati dei galantuomini" e le loro clientele si fanno con i rifiuti. La Sicilia? Una donzelletta da circuire ad ogni piè spinto!

Ci si sente sconfitti...abbiamo toccato il fondo?...o come dice un mio amico geologo...ORA CHE ABBIAMO TOCCATO IL FONDO C’E’ ANCORA TANTO DA SCAVARE! E il prossimo fondo sarà toccato con la nuova ideuzza per continuare a brutalizzare la Sicilia e a guadagnare senza ritegno: i termovalorizzatori. Utilizzando la geniale parolina del "project financing". Il male è davvero fantasioso...

Crediti fotografici: immagine tratta dal sito www.guidasicilia.it.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -