Rifiuti anno zero

Dal Movimento Bonvicino all’intervento della Guardia di Finanza con l’operazione "Mazzetta Sicula".
di Luigi Boggio - sabato 6 giugno 2020 - 626 letture

Andiamo con ordine per riconoscere negli anni quello che il Movimento Bonvicino di Francesco Ruggero ha fatto per attrarre l’attenzione della Autorità preposte con corposi dossier sulla mega discarica di Grotte San Giorgio. Non è stato solo anche per l’impegno a livello locale della consigliera Maria Cunsolo che ha sempre cercato di richiamare l’attenzione sull’estensione della discarica e i rischi per la salute a causa dell’inquinamento dell’aria proveniente anche dal polo industriale di Priolo. Anche altri movimenti hanno detto la loro partendo dalla vicenda Armicci (il Coordinamento No discarica Armicci) e singole personalità con delle posizioni ben argomentate ed efficaci da travalicare i confini della città.

Prima la Commissione antimafia nazionale e poi quella regionale si sono occupate del ciclo dei rifiuti e delle miniere d’oro a cielo aperto. Ci sono pagine e pagine da leggere per rendersi conto del grande affare della munizza dalla raccolta allo smaltimento. Non solo i Leonardi sono finiti in tutte le prime pagine dei giornali anche i Quercioli: i signori storici dello spazzamento della città Aretusea (Siracusa) ed ultimamente della città di Gorgia (Lentini).

Nel tempo quel costone lussureggiante di verde intenso e in primavera dall’odore di zagara viene trasformato in un serpentone nero che si vede in lontananza e che produce ricchezza. Una ricchezza accumulata che produce altra ricchezza in altre attività anche nel calcio maschile e femminile. Una ricchezza che viene utilizzata anche per corrompere funzionari pubblici e mantenere rapporti con la mafia.

Nel momento in cui i Leonardi pensavano di fare il salto in avanti per entrare nei "salotti" che contano della città du Liotru (Catania) sono scivolati e finiti in mezzo alla miniera d’oro e di euro travolti dal volto della Legge che andrà avanti per accertare responsabilità, complicità e connivenze. Un impero che andrà gestito al meglio dagli amministratori nominati dalla Procura per non buttare sul lastrico i dipendenti e dare delle risposte ai Comuni per non metterli in crisi per lo smaltimento dei rifiuti. Un tema questo dei dipendenti che riguarda altre aziende ubicate nel territorio in amministrazione controllate.

In attesa che si discuta a livello regionale il Piano dei Rifiuti che, da quello che ho potuto leggere, non è attendibile in quanto manca della pianificazione degli impianti per provincia e i finanziamenti per realizzarli. Il governo Musumeci deve fare in modo di trovare il tempo di occuparsi del ciclo dei rifiuti per presentare un volto diverso della Sicilia e di non pensare al Ponte perché c’è tempo, c’è tempo per ogni cosa.


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