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Rifiuti: Salerno ricorre al TAR

Comune e Provincia di Salerno hanno messo nero su bianco e hanno puntato il dito sul bando per la gestione dei rifiuti in Campania predisposto dal Commissario di Governo...

di Vincenzo Raimondo Greco - mercoledì 27 settembre 2006 - 3934 letture

Il Comune di Salerno e la Provincia di Salerno hanno messo nero su bianco e così, come avevano da tempo annunciato, hanno puntato il dito sul bando per la gestione dei rifiuti in Campania predisposto dal Commissario di Governo. E hanno presentato il ricorso al Tar del Lazio. “L’emergenza rifiuti in Campania – dichiara il Sindaco Vincenzo De Luca, presentando l’iniziativa – è uno scandalo nazionale per i danni che sta producendo all’ambiente, alla salute dei cittadini, ai bilanci dei comuni dissestati dalle spese enormi sostenute per il turismo dei rifiuti da un sito all’altro”.

Per il primo cittadino “l’assegnazione a suo tempo alla FIBE dell’appalto per la costruzione del termovalorizzatore, con l’offerta tecnicamente peggiore, induce a sospettare una vera e propria truffa che ha determinato le strade sommerse dai rifiuti, il dispendio di risorse pubbliche per lavoratori male utilizzati, l’apertura di centinaia di discariche abusive su tutto il territorio regionale e l’accumulo di 3 milioni di ecoballe”. “fenomeno tipico e tradizionale senza riscontri da altre parti”, denuncia il ministro Pecoraro Scanio.

Situazione, quindi, gravissima che viene tamponata in alcuni periodi ma che deflagra, in modo drammatico, in altri. “I comuni della Campania, stamani, non sanno dove portare i loro rifiuti. Il sito di trasferenza che il Comune di Salerno ha realizzato durante l’estate ha un’autonomia di quindici giorni”, afferma De Luca che aggiunge: “dal Commissariato ci hanno detto di aver trovato qualche capannone industriale per accogliere i rifiuti di Napoli e garantire lo svolgimento della Notte Bianca. Poi più nulla, finita la Notte bianca cominceranno le notti nere”. Magra consolazione ma, soprattutto, intervento provvisorio. Di fronte ad una emergenza rifiuti che è drammatica e i cui danni sono visibili ogni giorno di più, il bando, emanato dalla struttura commissariale, prevede soluzioni tecniche e tempi assolutamente inadeguati alla gravità della situazione.

Il Comune di Salerno si è preso le sue responsabilità– ricorda il Sindaco - ed ha presentato nei mesi scorsi al Commissario di Governo ed al Responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso la propria disponibilità a costruire e gestire un impianto che possa garantire lo smaltimento dei rifiuti per tutta la provincia di Salerno”. Un impegno che tiene conto della vastità della provincia e di circa 1 milione e settecento mila abitanti. Una disponibilità che, però, si lamenta De Lucanon è stata presa in considerazione per insistere su di un bando che contestiamo. Rivendichiamo il diritto degli enti locali di emanciparsi da forme di pulcinellismo e autonomamente provvedere alla tutela della salute e dell’ambiente delle proprie comunità. Contestiamo coloro che vogliono prolungare l’emergenza rifiuti !”.

Per De Luca, le condizioni contenute nel bando (disponibilità di un sito per la realizzazione d’impianto, di due aree di stoccaggio da 500mila metri quadrati, l’assunzione degli impianti e del personale dei CDR, gli esborsi economici ) “sono tali che non possono esser prese in considerazione da nessuna impresa privata seria”. E il primo cittadino tocca un nervo scoperto quando parla di criminalità organizzata. “Il bando così come proposto – dice De Luca - apre le porte alla Camorra e condanna la Campania ad altri 15 anni di emergenza scaricando sul soggetto assegnatario una situazione catastrofica”. D’altra parte è noto da tempo come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti sia, quasi sempre, nelle mani della criminalità organizzata. Se il TAR Lazio accorderà una sospensiva, è pronto un bando ricognitivo “per la selezione d’imprese private affidabili e disponibili per costruire e gestire (con il sistema del project financing ed una società mista a controllo pubblico) l’impianto a servizio dell’intera provincia di Salerno”. Resta, tuttavia, un aspetto sul quale si preferisce glissare. Quello della raccolta differenziata; conditio sine qua non per qualsiasi discorso sui rifiuti. Bisogna far partire la “raccolta differenziata”, dichiara Paolo Russonon più soltanto ispirata da ideologie ambientaliste ma tarata piuttosto sull’ oggettiva e reale domanda di materiale riciclato da parte delle industrie presenti sul mercato”. E il modello a cui ispirarsi potrebbe, secondo Pecoraro Scanio, essere la Calabria “che ha investito 20 milioni di euro per passare dal 10 al 40% con la quantità di differenziata prodotta”. Ecco perché la commissione Jucci ha avuto l’incarico “di studiare il biogassificatore” di “esaminare altri impianti in Europa” con l’obiettivo di non scaricare “nell’atmosfera nulla”.


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