Riduzione del danno


Gli slogan intelligenti di un candidato alla segreteria Pd
mercoledì 8 marzo 2017 , Inviato da Adriano Todaro - 1873 letture

La coerenza è dose indispensabile per ogni buon politico. E io voglio segnalarvene uno che in quanto a coerenza è maestro. Chi è? Beh, un momento che ci arrivo. Intanto vi racconto qualcosa di lui, così magari indovinate subito chi sia.

Giovane (è nato nel 1969), aria dimessa da cappellano in permesso premio, vestito casual senza cravatta come usano i politici ruspanti alla domenica, camicia d’ordinanza bianca, freddo, triste come l’amico– nemico Speranza, sguardo vacuo, vuoto come lo sguardo dell’archeologo mancato Orfini, ilare come un calorifero spento. Chi è? Calma che ci arrivo. Intanto vi spiego il percorso politico che ha compiuto a dimostrazione che i veri politici non sono statici, debbono capire e governare le situazioni e, di conseguenza, saper cambiare.

Pensate che a soli vent’anni è già segretario dei giovani comunisti e a 44 ministro dell’Ambiente. Politicamente ha idee chiare e, infatti, sta un po’ con tutti. Prima con Sposetti (l’uomo della grana del Pci), poi con l’Amico Siciliano Emanuele Macaluso, poi con Re Giorgio di Savoia, poi, incredibilmente, sta con Fassino. Stanco? Macché ed ecco che diventa portavoce prima di Franceschini e poi di Veltroni. E non è finita. Trova anche il tempo di stare con Letta, inteso Enrico. E mentre Letta stava sereno, il nostro cade tra i Giovani Turchi dove si trova bene perché tanto quando parlano nessuno li capisce.

Con la coerenza mi sembra che ci siamo. Allora vi dico nome e cognome di questa personalità: Andrea Orlando, attuale ministro della Giustizia. Domenica 26 febbraio è andato a Genova a fare un po’ di campagna elettorale perché lui è uno dei candidati a segretario del Pd e potrebbe anche spuntarla. E, dopo due giorni, alla Spezia. Quando si fanno questi tour si dicono sempre le medesime cose, quindi vi voglio fare solo un elenco delle cose più importanti che ha detto questo enfant prodige della politica italiana:

Stratega "Hanno scritto che dietro la mia candidatura c’è Giorgio Napolitano, di cui mi vanto di essere amico. Prima ancora dicevano che mi sono messo d’accordo con Renzi per fare un po’ di scena. Vorrei che queste persone vedessero questa sala, perché dietro di me ci siete solo voi".
- A questo punto i convenuti si sono voltati convinti di vederlo. E invece lui, belin, era davanti a loro.

Cautela "Sapete che sono una persona cauta che cerca di non mettersi a rischio inutilmente. Se ho deciso di candidarmi è perché penso che sia un momento difficile che necessita di scelte radicali… Ma io non sono una persona avventata: se vi dico di fare questa battaglia vuol dire che la possiamo vincere. E sapete perché la possiamo vincere? Perché abbiamo ragione".
- Vincere e vinceremo. Non con la retorica, ma con la ragione di uno che si mette mai “a rischio inutilmente”. Infatti, sta sempre con chi vince.

Malessere "Il risultato del referendum non ci ha detto soltanto che le riforme sono state bocciate. Ci ha anche dato una radiografia sociale dell’Italia: spostandosi verso le periferie i No aumentavano. È stato il segnale di un malessere…”.
- Infatti il prode Orlando stava con Renzi e contro i No. Recentemente, però, ha fatto una radiografia e ha trovato un “segnale di malessere”, un tantino solo però. Poi, più si inoltrava nelle periferie, e più vedeva crescere i No. E crescevano, crescevano. I No lievitavano come la pasta della pizza. E così ha capito che con i turchi non c’è avvenire. Intanto rimane a fare il ministro.

La copia "Sorveglierò il populista che è in me, e spero che lo facciano anche gli altri candidati: non userò mai contro i miei avversari le parole che userebbe un populista. Se diventiamo simili a loro, la gente al posto della copia sceglierà l’originale".
- E’ proprio così. Un dubbio non ci fa però dormire la notte: il nostro Andrea è la copia o l’originale?

Operai "In politica anche i viaggi sono messaggi. Di fatto il congresso è iniziato con il segretario uscente del Partito Democratico che è andato in California. E su questo non voglio fare ironie: dico solo che forse per capire il populismo più che in California sarebbe meglio andare in Michigan, dove gli operai hanno votato Trump".
- Ecco, bravo. Lascia stare l’ironia che è arte difficile. Piuttosto è inutile andare nel Michigan. Basta andare a parlare con gli operai dell’Ilva di Taranto per capire più di un viaggio negli Usa. E risparmiamo pure.

Sì, viaggiare… “Io andrò a Scampia, allo Zen, a Cornigliano, a Quarto Oggiaro. Dobbiamo ripartire da lì, con un lavoro che non sarà semplice e durerà a lungo e non si esaurirà in un congresso. Senza quel popolo noi non siamo niente”.
- A ridagli. Allora è una mania. Vuoi sempre viaggiare, dal Michigan a Quarto Oggiaro. Vabbè fatti questi viaggi ma lascia stare il popolo che è una cosa seria.

Danno continuo "Sono il candidato per la riduzione del danno".
- Lo slogan, bisogna convenire, è molto appropriato. Vai preso in modica quantità ricordando, come ben sa un ministro della Giustizia, l’art. 73 del DPR n 309/1990 che prevede e punisce, come noto, la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

Infiltrato “Dare voce ad una parola che si è smarrita e la parola è: speranza”.
- Non sarai mica una quinta colonna? Non ti sarai infiltrato nei Pd per far vincere il tuo ex amico Speranza? Con tante parole che si sono smarrite, tu proprio speranza dovevi trovare? Un altro turco? Ma dai, dai retta a noi. Lascia perdere la politica, vai nel Michigan e fatti una bella scopata americana o una canna. Ti farà bene, ti rilasserà.

E a proposito di coerenza, qualche tempo fa Orlando ha chiesto di “riaprire la discussione su Bettino Craxi” perché – sempre secondo l’Orlando pensiero – è stato portatore di “un’idea di innovazione di un Paese…” anche se ci furono, nella sua opera, “errori”. Una volta si chiamavano tangenti; ora il ministro della Giustizia li chiama “errori”. Solo sui conti esteri, i giudici gli hanno trovato 50 miliardi di “errori”.

Tornando all’assemblea di Genova, Andreuccio ha affermato che "La casa del PD comincia a scricchiolare: se crollasse sarebbe un disastro per la democrazia italiana".

Pensiamo che se crollasse sarebbe un disastro per te e tanti altri turchi più o meno giovani. Vorrebbe dire cominciare ad andare a lavorare.


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