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Ridatemi la morte!


La pubblicità è questo: compulsione al bisogno, generazione di necessità psicologica nei confronti del superfluo. Avete mai sentito parlare della dipendenza da shopping?
giovedì 8 settembre 2005, di paskal007r - 1505 letture

La società moderna sembra esserselo scordato ma ogni tanto la morte non arriva solo in formato numerico-giornalistico, a volte arriva davvero, a volte signori miei si muore davvero, la vita finisce, stop cagate tipo grande fratello, stop videogiochi, stop concerti, stop macchine fighe, stop sfilate di moda, stop politca di mestiere, stop telefonini, stop allegria, stop, stop, stop!

Capita ancora di morire, certo ai diretti interessati non capiterà di leggere questa storia, è per i vivi che scrivo... Un ordine religioso un tempo salutava dicendo "ricordati che devi morire" e no, non erano gli jettatori di Santa Cassadamorto, o i beccamorti di San Tiralequoia, erano dei religiosi che si erano ricordati che davvero ad un morto ricco dei suoi soldi non glie ne frega più niente. Pensateci, pensate ai vostri desideri materiali, a quanto avete desiderato un telefonino, un vestito, un trofeo per la vostra squadra preferita, un soprammobile, una serata alla disco...

Pensate che ve ne importerà nella cassa da morto? Pensate che un sudario firmato armani sia meglio di un qualsiasi straccio? Davvero una cassa imbottita sarà più comoda? Credete che una scheda tre vi farà parlare dall’aldilà?Forse una scheda tim vi dirà con che velocità cresceranno i vermi nel vostro corpo in decomposizione? Secondo voi di tutto ciò ve ne fregherà qualcosa?

Ma a nessuno conviene che noi ce lo ricordiamo, tra coloro che vogliono i nostri sudati guadagni; chi potrebbe dirvi che ad un morto non servirà aver usato la Shell V-power invece della benzina normale e poi lanciare la pubblicità? I media guadagnano se gli inserzionisti guadagnano, e gli inserzionisti guadagnano solo se noi pensiamo di avere bisogno di ciò che loro vendono.

La pubblicità è questo: compulsione al bisogno, generazione di necessità psicologica nei confronti del superfluo. Avete mai sentito parlare della dipendenza da shopping? Shoppaholic, con questa parola vengono definiti coloro che hanno uno stimlo ossessivo-compulsivo all’acquisto di beni superflui.

La Pubblicità ha smesso da tempo di essere un semplice invito, oggi è sempre di più un ordine, un ordine che nessuno ci costringerà mai a rispettare ma pur sempre un ordine, che le menti deboli non riusciranno ad ignorare. E tutto questo è possibile perchè le cose importanti nei media non ci sono più, la tragedia massima che secondo la tele potrbbe colpirci è una verruca sul naso o di ritrovarsi indietro con l’aggiornamento delle suonerie del telefonino...

Perciò vi prego, vi imploro, ridatemi la morte!

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