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Ricordando Enrico Berlinguer

A cento anni dalla nascita, una serata al cinema King (Catania) dedicata alla memoria di uno dei protagonisti più influenti della politica italiana.

di Piero Buscemi Giuseppe Castiglia Sergej - giovedì 26 maggio 2022 - 1424 letture

Una serata all’insegna del ricordo, quella che si è tenuta il 25 maggio 2022 a Catania, presso il Cinema King, dove amici e simpatizzanti legati al nome di Enrico Berlinguer si sono riuniti per discutere e ricordarne le vicende e le innovazioni indelebili che ha saputo lasciare in eredità alle nuove generazioni sul "fare" politica e su "cosa" sia veramente fare politica.

Una serata fortemente voluta da Fabio Gaudioso, del King di Catania. Regista della serata Valeria Castorina che, dopo una breve introduzione e un accenno alla figura carismatica di Berlinguer, ha introdotto gli ospiti che si sono susseguiti in interventi di estremo interesse storico e umano, ripercorrendo le proprie esperienze personali che hanno incrociato direttamente o indirettamente la figura di Enrico Berlinguer, fino alla sua morte avvenuta l’11 giugno 1984, a seguito delle conseguenze provocate da un ictus da cui fu colpito il 7 giugno a Padova durante un comizio di piazza.

Il primo ospite a prendere la parola è stato Luca Cangemi, fra i fondatori nel 2016 dell’odierno Partito Comunista Italiano di cui è anche membro del Comitato Centrale, che ha voluto nel suo breve intervento evidenziare la drammaticità della storia politica e umana di Enrico Berlinguer, sottolineando il suo ruolo storico di lettore e preveggente degli eventi a venire: dopo la sua scomparsa l’ulteriore imbarbarimento della classe dirigente politica italiana, accondiscendente e incapace di essere all’altezza della nuova fase.

Oltre a Cangemi, hanno preso la parola l’avvocato Adriana Laudani, protagonista storica in prima linea nella lotta alla mafia, sin dal primo maxi processo di Palermo in veste di legale di parte civile a difesa delle vittime e delle loro famiglie. Lei, proveniente dal cattolicesimo sociale catanese, si è trovata cooptata direttamente al vertice del PCI, proprio da quel partito di Berlinguer che aveva una forte tensione di apertura alla società civile, al femminismo e alle forze migliori del nostro Paese. Abbiamo anche ascoltato l’intervento dello storico Rosario Mangiameli che si è soffermato sul pensiero politico di Berlinguer, in modo particolare sulle sue idee, spesso male interpretate e strumentalizzate anche ai giorni nostri, inerenti i rapporti del PCI con l’allora Unione Sovietica, non ultima la presa di posizione del segretario sardo sulla questione NATO, tornata in voga in questi giorni dopo l’invasione dell’Ucraina. Saro Mangiameli ha sottolineato come la propria formazione politica non era certamente vicina al partito di Berlinguer. E tuttavia trova vergognoso l’uso strumentale che della figura di Berlinguer viene oggi fatta dai propagandisti della guerra: occorre rileggere con chiarezza storica qual era la posizione di Berlinguer anche rispetto alla NATO per capire la differenza abissale tra quella stagione politica e l’attuale. Il tentativo di Berlinguer di spostare il PCI e un Paese come l’Italia fuori dalle dipendenze dei due "poli", per una "terza via".

Ultimo a prendere la parola Luigi Boggio. Boggio ha ricordato il suo avvicinamento ai primi anni Sessanta del secolo scorso al Partito Comunista - di cui è stato responsabile di organizzazione regionale e poi deputato - e al sindacato. La vicenda di Enrico Berlinguer, ha fortemente ribadito Boggio, non può essere separata da alcuni snodi che hanno attraversato la vita interna del Partito, e le vicende della vita politica italiana; snodi e veri e propri scontri interni - "scontroni" - in cui il gruppo dirigente del Partito non era per niente monolitico. All’interno anzi le posizioni erano sempre fortemente non solo dialettiche (si pensi alla vicenda delle posizioni rispetto ai fatti della Cecoslovacchia, l’espulsione del gruppo del Manifesto, la ricerca di una terza via, la vicenda Moro e la lunga crisi della DC, la politica dell’alternanza ecc_), ma fortemente combattute. E la stessa "carriera" di Berlinguer ne è stata sempre fortemente condizionata, prima come funzionario e poi come segretario.

Una serata all’insegna del ricordo di un periodo storico, politico e umano, di anni che hanno cambiato per sempre la società italiana, nel bene e nel male. È emerso dalle parole di questi testimoni intervenuti alla serata, la presa di coscienza di ciò che è stata la politica italiana in quegli anni - la passione, l’estrema etica della politica del PCI - e, soprattutto, di ciò che probabilmente non sarà più. Un modo non retorico ma affettuoso per ricordare un grande protagonista della storia italiana, a cento anni dalla sua nascita.

Il dibattito/evento, dal titolo "Berlinguer ti vogliamo ancora bene", ha preso spunto dal film di Bertolucci "Berlinguer ti voglio bene" del 1977, con protagonista un giovane Roberto Benigni e la cui proiezione nella sala ha concluso la serata. Un grazie al King per questa importante serata. L’invito a tutti, dopo la pandemia, di "andare di nuovo al cinema".


Link all’annuncio dell’evento.



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