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Mi ha molto stupito leggere che il leader degli U2 Bono ha acquistato una quota di minoranza del Forbes (40%), giornale americano votato alla celebrazione del lusso...
venerdì 11 agosto 2006, di jjhomer - 588 letture

Mi ha molto stupito leggere, sul giornale di ieri, che il leader degli U2 Bono ha acquistato una quota di minoranza del Forbes (40%), giornale americano votato interamente al più bieco capitalismo e alla celebrazione del lusso che da esso consegue, quella stessa testata che periodicamente stila la classifica dei personaggi più ricchi a livello mondiale. E’ stata un’operazione, come del resto spesso accade in America, da milioni di dollari protattasi per mesi prima di giungere ad una conclusione.

Non reggerebbe, quindi, la scusa di un colpo di testa improvviso, di un gesto non meditato.

Oltretutto pare che in questa operazione sia coinvolta, con un ruolo molto attivo, anche l’associazione ’Elevation partners’ fondata insieme al resto del gruppo.

E le dichiarazioni successive dell’amico e responsabile della trattativa Roger McNamee sono state del tutto asettiche, come se a questo acquisto non si potesse eccepire assolutamente nulla.

D’altronde, al giorno d’oggi, la coerenza dell’apparenza non é più fondamentale, ed é ormai risaputo che la gente ha memoria molto corta e che basta dire le cose giuste sui media giusti per sopire ogni mugugno.

A me invece l’incoerenza stupisce ancora, soprattutto se riguarda certi personaggi che hanno un passato d’impegno come Bono.

Ma quali possono essere i motivi di un tale gesto?

1) Bono ha acquistato tale quota per cercare di colpire il cuore del capitalismo, o perlomeno cercare di ammorbidirlo e spingerlo, quindi, in una direzione che ad oggi appare ancora una strada sbarrata: verso una solidarietà che non sia solamente serate di beneficenza-mondane occasione di lustro personale.

2) Bono è schiavo, consapevole o meno, della propria associazione ‘Elevation partners’ che cerca di traviarlo e di fargli capire quanto il capitalismo e l’arrivismo siano in realtà cose meravigliose.

3) O forse vuole dare buona parte dei suoi guadagni alle associazioni di volontariato, o ad un fondo per la cancellazione del debito (che è bene ricordare, proprio il ‘capitalismo’ non vuole cancellare).

4) O forse nessuna di queste cose, forse è per un ideale ancora più alto che non ci è dato sapere, che per essere realizzato ha bisogno prima di sporcarsi un po’.

Spero non sia solamente una misera questione di ulteriori guadagni, che, per chi non ne ha bisogno, non avrebbero altro effetto se non oscurare una stella che fino ad ora brillava alta nel cielo della lotta alle povertà di tutto il mondo.

Bono avrà modo e tempo di spiegare questo strano paradosso che mina alle fondamenta la sua credibilità, speriamo non manchi la volontà di farlo.

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Ricchezza solidale
12 agosto 2006

ma chi ha scritto ’sto messaggio? karl Marx? Sveglia siamo nel 2006!
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